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La pandemia degli altri / 20

Il Coronavirus, visto da Melbourne

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Seguire le vicissitudini italiane dall’Australia non è mai semplice. La distanza geografica rende molto difficile stare al passo con il dibattito politico, con le novità sociali e culturali e anche la comunicazione con amici e familiari ne risente. In Australia si è sempre “un giorno avanti”. Mentre il giorno sta quasi per concludersi qui, l’Italia si appresta a svegliarsi e iniziare la propria giornata. Nel caso del Covid-19, per la prima volta, gli italiani in Australia hanno avuto la sensazione di essere non un giorno in avanti, ma qualche settimana indietro.

Nelle ultime settimane la routine per italiani in Australia è molto cambiata. Ogni mattina ci si sveglia e si controllano subito i dati italiani dei contagi della giornata precedente. Nelle ultime settimane, vedendo i numeri aumentare, la consapevolezza che questo fenomeno non fosse una semplice influenza è crescita anche tra i connazionali all’estero. Non a caso gli italiani, e più in generale gli europei, hanno dimostrato grande apprensione per la diffusione del virus anche in Australia, ancora prima della popolazione e delle istituzioni locali, proprio perché si osservava da lontano l’evolversi della situazione in Europa.

Mentre i Paesi europei si apprestavano a prendere misure rigide di immediato lockdown ponendo limiti al movimento delle persone, il governo australiano aveva inizialmente adottato una linea più morbida, simile a quella di Gran Bretagna e Stati Uniti. Nel giro di pochi giorni, però, il governo federale si è trovato ad affrontare non solo un’evoluzione rapida della situazione ma anche a gestire il panico che nel frattempo si era scatenato tra la popolazione. Hanno fatto il giro del mondo le immagini di persone nei supermercati che litigano per rotoli di carta igienica.

Nelle ultime settimane, tuttavia, la consapevolezza delle istituzioni è aumentata e l’approccio è totalmente cambiato. Nel giro di pochi giorni il governo federale, insieme ai governi statali, ha preso posizioni molto più rigide, rendendo effettive misure di contenimento che hanno portato tutta l’ Australia a quello che viene definito oggi lo “Stage 3” del lockdown. Lo Stage 3 prevede uscite di casa solo per recarsi a comprare beni di prima necessità, andare dal medico e fare esercizio fisico. I ristoranti e luoghi di aggregazione sono chiusi fino a data da destinarsi e il governo ha annunciato fin da subito che il piano per combattere il virus è a lungo termine, di almeno sei mesi. Questo non fa ben sperare in un declassamento delle misure in tempi brevi, seppur l’Australia non sia stata colpita dalla pandemia in maniera così aggressiva come altri Paesi europei o gli Stati Uniti. Secondo i dati forniti dalla Johns Hopkins University il 14 aprile, l’Australia ha registrato 6.494 casi e 61 decessi.

Il fatto che il Paese non condivida confini con altri Stati rende il contenimento della pandemia certamente più efficace; inoltre il governo ha imposto misure di isolamento impedendo qualsiasi viaggio sia interno sia internazionale a tutti i residenti. Questo ha comportato non pochi disagi, specialmente a tutte le persone presenti sul territorio in possesso di un visto temporaneo e, magari, in scadenza.

Proprio per la rigidità del sistema dei visti e la presenza di immigrati in Australia, inclusi cittadini italiani, nelle ultime settimane questa è una tra le problematiche più discusse: come comportarsi, per esempio, con gli immigrati che hanno perso il lavoro a causa della situazione di lockdown e con gli studenti internazionali? Nella comunità italiana in Australia sono numerosissimi i casi di italiani in possesso di visti vacanza-lavoro o visti studio che si sono ritrovati senza lavoro proprio perché impiegati nel settore della ristorazione. Questa situazione sta comportando l’accelerazione dei rimpatri con il supporto delle istituzioni italiane presenti sul territorio, dato che numerosi voli internazionali sono stati cancellati e pochissime compagnie aeree effettuano viaggi per l’Europa.

Per chi invece decide di rimanere, la situazione non si prospetta rosea. Gli italiani in possesso di un visto temporaneo non potranno beneficiare dei sussidi e dei fondi stanziati dal governo federale, il programma chiamato JobKeeper, per affrontare l’attuale crisi economica e supportare i lavoratori attualmente senza impego. A tal proposito, negli ultimi giorni le istituzioni italiane presenti sul territorio si sono mobilitate per fare pressioni sul governo e permettere agli italiani con visti temporanei di accedere al JobKeeper senza però ottenere i risultati sperati. Nel frattempo la comunità italiana locale si è mobilitata creando varie raccolte fondi per supportare i connazionali che si trovano in difficoltà economiche.

In questo momento, l’aspetto economico rimane fondamentale per il governo australiano. Non a caso, il primo ministro Scott Morrison ha annunciato lo stanziamento di fondi pari a 213 miliardi per supportare i vari settori colpiti dal Covid-19 ed evitare una crisi finanziaria. Allo stesso modo, il piano a lungo termine del governo federale di “social distancing” ha lo scopo di evitare il sovraffollamento degli ospedali che, secondo le proiezioni, non sarebbero in grado di affrontare una situazione simile ai Paesi europei. Ad oggi il piano sembra funzionare, con un numero di ricoveri contenuti anche se negli ultimi giorni si sta riconsiderando il sistema attualmente utilizzato per i tamponi e per la registrazione dei casi di Covid-19.

Benché il governo federale continui ad assicurare la massima efficacia del sistema dei tamponi e di scrutinio, si specula che siano numerose le persone che hanno manifestato i sintomi ma non siano state mai sottoposte a test. Questo aspetto ha sollevato dubbi sull’accuratezza dei dati fino ad oggi forniti. Non a caso il governo del Victoria ha annunciato nuove politiche per testare i soggetti che manifestano i sintomi da Coronavirus: ci si aspetta dunque un aumento dei casi nelle prossime settimane.

Mentre il governo federale continua a sottolineare come le misure prese stiano già portando risultati positivi nel limitare il contagio, le prossime settimane saranno fondamentali per capire se l’Australia ha agito per tempo per evitare la diffusione del virus. Non si prevedono certamente i numeri di contagi e decessi italiani, ma in un sistema relativamente giovane e abituato a un benessere generale, con standard di vita alti, il Covid-19 potrebbe testare per la prima volta la solidità economica e del tessuto sociale australiano. Non c’è dubbio, comunque, che questo verrà ricordato come uno dei momenti più complessi che il Paese abbia dovuto affrontare nella sua storia.

 

 

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