Rivista il mulino

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La guerra all’umanitario, per mare e per terra

immagine È una guerra condotta per mare e per terra quella di Salvini all’immigrazione. Ovvero – vale la pena ricordarlo – a una componente della società che, solo a contare le persone residenti in Italia con cittadinanza straniera, si attesta oltre l’8% della popolazione del Paese. Per mare, la guerra è stata condotta attraverso una criminalizzazione senza precedenti dei salvataggi umanitari. Non solo di quelli effettuati dalle Ong, contro cui è stata giocata la retorica populista della sovranità sui propri confini contrapposta all’ingerenza di organizzazioni che, seppur umanitarie, sono per lo più straniere; ma anche di quelli doverosamente condotti dalla Guardia costiera. Una schizofrenia che, al di là dei dibattiti giuridici su quali siano i limiti alla competenza di una o dell’autorità, suona come una chiamata a serrare le fila, rivolta agli stessi apparati dello Stato, tipica dell’autoritarismo. La guerra di terra, non meno spettacolarizzata, sta trovando formalizzazione in un decreto di cui stanno circolando le bozze in questi giorni (la più recente è del 13 settembre), ma era già iniziata lo scorso luglio con una circolare che, indebitamente (per un commento, Asgi del 6/07/2018), imponeva alle Commissioni territoriali per il riconoscimento del diritto d’asilo di operare una stretta sulla concessione della protezione umanitaria. Anche in questo caso, l’umanitario appare dunque al centro delle attenzioni di Salvini, avvicinando terra e mare in una connessione che vale la pena non dare per scontata. La relazione introduttiva all’articolato giustifica il ricorso allo strumento del decreto legge [...]

 

lettere internazionali

"Why Detroit?"

[Dal numero 4/18] «Why Detroit?»: il portiere dell’albergo di Philadelphia ha uno sguardo di sconcerto, dopo aver rivolto le domande di cortesia che di solito si pongono agli stranieri in una stagione che non è di vacanza (se si è già stati lì, di dove si viene). La risposta lo sorprende, perché non si capacita [...]
 

il caso italiano

Battere la "disperanza"

[Dal numero 4/18] Negli ultimi mesi a Napoli si sono verificati gravissimi episodi di violenza che sono caratterizzati dal fatto di essere compiuti da ragazzi giovanissimi contro altri ragazzi; in due casi le vittime sono state ferite in modo molto grave. Entrambe hanno rischiato la morte e da mesi affrontano [...]

Agricoltura, lavoro e retoriche nazionaliste

[Dal numero 4/18] Le prime dichiarazioni pubbliche in tema di agricoltura del governo Lega-Movimento 5 Stelle – da parte del nuovo ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali, il leghista Gian Marco Centinaio, e dei due vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini – hanno riguardato, in ordine sparso: la necessità di una revisione [...]

in Europa

Verso una democrazia transnazionale europea?

[Dal numero 4/18] A meno di un anno dalle prossime elezioni europee, il sistema politico dell’Unione sta svelando rapidamente, uno dopo l’altro, tutti i suoi limiti. A fronte di un processo di integrazione che con frequenza e profondità in crescendo influenza la vita delle persone, abbiamo un sistema politico obsoleto [...]

memoria / memorie

Le macerie della stazione di Bologna

[Dall’estate del 1980, passando per quella del 1991, sino ad oggi: Antigone delle città, Antigone del mare] Non lo sapevamo, ma le macerie della stazione di Bologna erano ancora in città, insepolte. Nel quadro del processo all’ex componente dei Nar Gilberto Cavallini, è emerso come questi materiali siano rimasti per quasi quarant’anni accumulati nel cortile di una caserma [...]

cartoline dall'Italia

Se all'asilo si parla del Gay Pride

[Cartolina da Casalecchio di Reno (Bo)]Le educatrici di un centro estivo alle porte di Bologna, che accoglie bambini e bambine dai 2 ai 5 anni, decidono di dedicare un’attività educativa alle differenze di orientamento sessuale e di modelli famigliari. Lo spunto è il Gay Pride, che si svolgerà in città di lì a qualche giorno [...]

culture

La gig economy

[Dal numero 4/18] Provare a immaginare le tappe future del lungo cammino di trasformazione digitale del lavoro si rivela spesso un esercizio velleitario. Eppure le previsioni si sprecano, così come i tentativi di quantificare l’impatto della tecnologia sul lavoro in termini di distruzione e creazione di posti [...]

a scuola

L'università italiana e il diritto allo studio

La cosiddetta “borghesia riflessiva”, blocco sociale portante (e perdente) della terza via del riformismo all’italiana, è uscita con le ossa rotte dalle ultime elezioni politiche, perché non ha saputo offrire soluzioni culturali e politiche credibili [...]

understanding Italy

A change for the worse

Italy is a beautiful country, but very strange indeed. And Italian politics is no exception. After the elections on 4 March this year, it took three months before a new government was sworn in. It has now been a month since the Prime Minister, Giuseppe Conte, vowed on the Constitution at the Quirinale Palace. [...]

Catholic anti-liberalism and Italy’s new populist government

Italy’s new populist government has attracted interest in the USA, and in particular in the small, but active American Catholic anti-liberal and neo-traditionalist minority. There is a perceptible fascination with the new League-Five Star populist government [...]

profilo

Richard Titmuss

[Dal numero 4/18] Richard Titmuss è noto a pochi in Italia, tolta la cerchia ristretta degli studiosi di politiche sociali. In Inghilterra, ove invece se ne conserva memoria molto vivida e il suo lavoro è ancora un riferimento fermo per molti studiosi in diverse discipline, fu anche un personaggio pubblico [...]

fedi e mondo