Rivista il mulino

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Politici, tecnici e tifoserie

immagine È tornata in campo, tiepidamente, la storia della contrapposizione fra politici e tecnici, a volte con la solita citazione della frase attribuita a De Gasperi: «Il politico guarda alle prossime elezioni, lo statista alle prossime generazioni». A prescindere dal fatto che in quella frase si parla di statisti e non di tecnici, in tutto questo dibattito c’è una bella quota di ipocrisia (e passi), ma soprattutto una sottovalutazione dei termini complessivi del problema. Partiamo da una constatazione semplice: lo statista guarderà senz’altro al futuro, ma se poi perde le elezioni non lo costruisce. De Gasperi ne era perfettamente consapevole e infatti fece molte azioni anche decisamente «politiche» per non perdere l’amplissimo consenso che si era costruito con un partito come la Dc postbellica, che volle, nonostante opposizioni interne, un partito pigliatutto. Il problema, allora, non è la presunta contrapposizione che esisterebbe fra politici (leggasi: uomini di partito) e tecnici (leggasi: persone che antepongono o dovrebbero anteporre la loro credibilità professionale alla ricerca del consenso). Ciò che divide le due categorie non è una diversa logica, ma un diverso percorso di analisi dei problemi in campo. Parliamo naturalmente del caso in cui da una parte e dall’altra ci siano gli strumenti e le capacità per affrontare questi percorsi, il che, nell’uno e nell’altro caso, spesso non succede. La questione di fondo è la possibilità o meno di mettere il Paese davanti alle responsabilità che derivano dalla situazione in cui si trova. Il cosiddetto tecnico pensa in genere che sia poco sensato mistificare la durezza dei problemi, visto che prima o poi essa si imporrà da sola. Il cosiddetto politico pensa invece che la pubblica opinione in generale non sia in grado di misurarsi con una realtà sgradevole e che dunque sia opportuno fargliela accettare come la famosa pillola, cioè rivestita di un bel po' di zucchero. [...]

 

il caso italiano

Una legge più realista del re

[A proposito del ddl sul testamento biologico] La Camera dei Deputati ha approvato nella giornata di ieri il disegno di legge in tema di consenso e dichiarazioni anticipate di trattamento. Un esame analitico e un giudizio complessivo del testo potranno farsi al momento dell’approvazione finale, dopo l’esame del Senato. Nella sua struttura d’insieme, però, il progetto già si presta a tre ordini di considerazioni. [...]

Le occasioni mancate

[Dal numero 2/2017] Il 2017 è iniziato in modo cupo. Non solo la terra continua a tremare ma anche le fondamenta del sistema politico traballano. [...]

in libreria

La conversazione necessaria

Nel 2013 la Nokia commissionò uno studio sull’uso del telefono cellulare negli Stati Uniti. Dai dati raccolti emerse che in media un americano adulto controllava il proprio telefonino ogni sei minuti e mezzo. [...]

lettere internazionali

Parigi
22/4/2017

Lo spettro del «gaucho-lepenisme» agita la Francia alla vigilia del primo turno presidenziale. Nell’ultima settimana, in un clima reso estremamente teso dalla sfida terroristica, la possibilità che l’Eliseo possa essere conteso al ballottaggio da Marine Le Pen e Jean-Luc Mélenchon non è rimasta confinata nell’ambito della fantascienza politica ma è stata evocata da più parti.  [...]

La Russia e l'Europa

[Dal numero 2/2017] In una congiuntura globale contrassegnata dallo sgretolamento della teoria della fine della storia, dal ritorno della geopolitica e dalla crisi profonda del nuovo ordine mondiale [...]

Fermare la guerra

[Al di là della logica dello schieramento] L’attacco con il gas (presumibilmente il sarin) a Khan Sheikhoun, in Siria, il 4 aprile scorso e il lancio di missili ordinato da Trump qualche giorno dopo hanno suscitato molti commenti ma poche analisi, spingendo la nostra opinione pubblica, già predisposta a questa tentazione, a lasciarsi andare a una logica di schieramento [...]
 

profilo

Tzvetan Todorov

[Dal numero 2/2017] In un’epoca che ha consegnato la figura dell’intellettuale organico al dimenticatoio, appare chiaro come proprio alcune figure considerate strutturalmente «disorganiche» abbiano svolto una funzione centrale di orientamento critico [...]

in Europa

Migranti in ostaggio

[L’Unione europea e l’«esperimento» ungherese] Il 2 ottobre 2016 il governo ungherese ha invitato i cittadini a rispondere a un referendum che consisteva in un unico, semplice quesito: «Vuoi che l’Unione europea sia abilitata a dare mandato di accoglienza ai cittadini non-ungheresi in Ungheria senza il consenso del Parlamento?». [...]

fedi e mondo

a scuola

La scuola migliore d’Europa?

[I dati Ocse del 2000 letti come miracolo retroattivo della “buona scuola”] «La scuola italiana migliore d’Europa: riduce il gap tra i ricchi e i poveri». Questo il titolo con cui ieri «la Repubblica» dava notizia di una ricerca Ocse appena pubblicata. Un titolo che è un vero assist per la ministra Fedeli nel cui comunicato stampa si legge: «I dati pubblicati dall’Ocse ci dicono che la scuola italiana è una scuola inclusiva, capace di supportare le studentesse e gli studenti che partono da condizioni più svantaggiate».  [...]

cartoline dall'Italia

Una città prigioniera dei propri stereotipi

[Cartolina da Napoli]Una fila di uomini e donne di età diverse risale il vico d’Afflitto inerpicandosi verso via Speranzella, l’asse mediano superiore dei Quartieri Spagnoli, un dedalo di viuzze strette e sovraffollate. Le facce sono stranite e divertite; gli sguardi, pur attratti dalle tante particolarità folkloristiche, fanno attenzione a non perdere di vista l’ombrello viola tenuto sollevato da una ragazza bionda che funge da capocordata. [...]

memoria / memorie

Un ricordo di Paolo Prodi

[Dal numero 1/2017] Il 16 dicembre Paolo Prodi ci ha lasciati. Nonostante la malattia che lo ha tormentato a lungo e di cui quasi non si lamentava, ha lavorato fino all’ultimo. Ha pensato e ragionato di questo mondo complesso e in sofferta trasformazione [...]