Rivista il mulino

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Una eccezionale instabilità che ci rende più fragili

immagine Un terremoto è un’esperienza che non si dimentica. Gli esseri umani dipendono in modo essenziale dal terreno su cui poggiano i piedi: per muoversi, esplorare le aree circostanti, spostare oggetti. Non è un mero accidente che qualunque progetto – e in generale la nostra capacità di pensare al futuro – richiami naturalmente l’immagine di un percorso: il progresso in uno spazio tridimensionale, il cui caso paradigmatico è costituito da un essere umano che cammina, saggiando la stabilità del terreno cui affida la propria sicurezza mano a mano che procede verso l’incognito. Ecco perché la sensazione di chi sente che gli manca la terra sotto i piedi è tra quelle che più rapidamente ci disorientano, innescando il panico. Credo che questa breve premessa sia utile per comprendere lo stato d’animo dello strano tempo che stiamo vivendo. Una fase in cui buona parte delle assunzioni condivise che hanno dato una relativa stabilità alla nostra vita quotidiana ha iniziato a vacillare, poi a mostrare crepe sempre più profonde, infine ha cominciato a sgretolarsi. Come se una sequenza di scosse telluriche – alcune meno violente, altre dagli effetti distruttivi – avessero cambiato il panorama del mondo in cui viviamo, provocando un senso di incertezza riguardo al futuro. Anche se da principio abbiamo preso consapevolezza di tale fenomeno nel settore economico, per via degli effetti della “lunga crisi” (per riprendere l’espressione usata da Francesco Saraceno nel numero 1/2019), è chiaro che nessun aspetto della società ne è immune e che le cause della “grande trasformazione” in corso sono da cercare molto più indietro nel tempo rispetto al 2008. Alcuni, con qualche plausibilità, indicano il 1989 come l’anno in cui abbiamo cominciato a perdere l’equilibrio. Altri, anche in questo caso con buone ragioni, interpretano il crollo del muro di Berlino e la fine della Guerra fredda come un passaggio di un processo di cambiamento globale iniziato ancora prima, con la fine della stabilità garantita dagli accordi di Bretton Woods dopo la Seconda guerra mondiale. Quel che è certo è che nel giro di qualche decennio mutano i modi di produzione e di accumulazione della ricchezza, cambia la politica, si trasformano le forme della vita in comune, gli stili di pensiero e le sensibilità degli esseri umani. Come è accaduto altre volte nel corso della storia, il nuovo non sostituisce del tutto il vecchio – l’economia finanziaria non rende obsoleta la proprietà immobiliare – ma lo affianca, rimodellandone funzioni e scopi. Avanzare un’ipotesi sulla direzione complessiva di tale cambiamento è reso molto difficile dal fatto che tutti questi mutamenti non si lasciano ricondurre senza residuo sotto l’ambito d’applicazione di concetti “chiari e distinti”. La diseguaglianza, ad esempio, diminuisce su scala globale, ma è aumentata sensibilmente per alcune fasce sociali di quelli che un tempo, con qualche compiacimento, chiamavamo i “Paesi avanzati”. [...]

 

a scuola

La fascista intelligente e l’educazione civica

Ho scritto un manuale di letteratura per il triennio delle superiori e da qualche anno vado nelle scuole a presentarlo. Di solito parlo con gli insegnanti, ma a volte mi fanno parlare anche con gli studenti. Quando il numero è contenuto, è una bella esperienza. Gli studenti, se arriva qualcuno da fuori, sono abbastanza contenti, sia perché è una novità in una routine un po’ opprimente, sia perché, dato che non li conosco, non li giudicherò, non li vedrò mai più in vita mia, si sviluppa – talvolta, non sempre – un rapporto franco, libero [...]

in libreria

La "questione Taranto"

La “questione Taranto” è diventata centrale nel dibattito pubblico e argomento di cronaca pressoché quotidiana dopo il sequestro nel 2012 da parte della magistratura dell’area a caldo del polo siderurgico, quando iniziavano a emergere fratture profonde nel tessuto civile e sociale della città. La salute e il lavoro, la difesa dell’ambiente e la tutela dell’occupazione cominciarono a essere percepiti sempre più come aspetti irriducibili e inconciliabili. [...]

lettere internazionali

Tunisi
1/8/2019

Essebsi: prima e dopo un funerale di Stato. Visto che è andata bene, nessuno oggi parlerà dei sospetti che hanno preceduto la morte del presidente tunisino Essebsi, né dei timori che hanno accompagnato un delicato passaggio di potere e degli impegnativi funerali di Stato. Béji Caid Essebsi aveva novantadue anni ed era stato ricoverato recentemente in ospedale, per poi uscirne e firmare regolarmente l’atto di convocazione delle prossime elezioni legislative. Ma c’era un altro atto che avrebbe dovuto firmare: [...]

Londra
29/7/2019

L’ultimo primo ministro britannico? La nomina a primo ministro di Boris Johnson non è un fulmine a ciel sereno, quanto piuttosto il compimento finale della drammatica parabola iniziata col governo Cameron e passata attraverso il referendum sulla Brexit. Nulla, ora, sarà più come prima. [...]
 

culture

Angeli, demoni e pompieri

[Due o tre cose che fanno ridere (e pensare) su Trump e l’America, a partire dall’arte pop] Quando Trump ha vinto, in molti non hanno capito da dove venisse quella vittoria. Una delle risposte sta in qualcosa che spesso non vediamo o che, quando la vediamo, ci fa ridere. Del resto, anche Donald Trump faceva ridere prima di diventare titolare della “football”, come viene chiamata la valigetta nera con i codici per il lancio delle testate nucleari che deve sempre essere alla sua portata. La cosa che fa ridere e inquieta allo stesso tempo è la sottocultura (o meglio le sottoculture) del conservatorismo estremo americano. [...]

Illiberisti (o illiberali)?

La terza pagina del "Foglio" di ieri è un ampio articolo (I neoilliberisti, di Luciano Capone e Alberto Mingardi) scritto in risposta al mio ultimo editoriale su "Repubblica" (Putin e un progresso senza diritti, uscito l'8 luglio). Capone e Mingardi contestano la tesi che provo ad argomentare nel mio pezzo, sostenendo che "ciò che unisce Salvini e Putin non è la flat tax, bensì il culto dello Stato". La loro analisi è peraltro piuttosto articolata, e in quanto tale meriterebbe un'ampia discussione. Fin da subito, tuttavia, mi preme segnalare quelli che a mio giudizio sono un paio di problemi piuttosto seri.  [...]

L’Atelier des Lumières e le “expositions immersives”

[Che cosa accade quando la tecnologia digitale ci immerge in un'opera d’arte?] C’è chi sta seduto e si gode lo spettacolo come in una sala cinematografica e c’è chi si sdraia sul pavimento come fosse sotto un cielo di stelle. C’è chi si muove senza tregua come se temesse di perdersi un’inquadratura e c’è chi è preda della selfiemania. Ma nessuno di loro si accorge, poiché lo sguardo è rivolto alle gigantesche immagini proiettate sui muri o verso se stessi, che, qualunque cosa stia facendo, è diventato lui stesso un personaggio nella tela [...]

Le politiche contro l’altro e la crescita dell’intolleranza

[Dal numero 3/19] Siamo più razzisti? Certo è che l’impressionante escalation di atti e provocazioni di matrice razzista in Italia non può in alcun modo essere sottostimata. Atti gravissimi da parte di gruppi di estrema destra, come quelli di Casal Bruciato di inizio maggio, che si configurano come vere e proprie persecuzioni sistematiche. Ma anche violenza diffusa, nella vita quotidiana, nei mezzi pubblici e in strada. [...]

Intervista a Salvatore Veca

[Dal numero 3/19] Cominciamo dalla tua formazione. Hai studiato Filosofia all’Università di Milano nei primi anni Sessanta, e ti sei laureato con Enzo Paci. Sono stato uno studente appassionato. La Statale dei primi anni Sessanta, dal punto di  vista filosofico, aveva due poli di attrazione: uno era costituito dall’insegnamento di Enzo Paci – che in quella fase era impegnato su due fronti: da un lato nella presentazione, ricostruzione, esposizione della sua interpretazione del programma della fenomenologia husserliana, [...]

in Europa

Il Manifesto di Ventotene non è un romanzo

Come già ricordato su queste pagine, La macchina del vento di Wu-Ming 1, al secolo Roberto Bui, ha il merito di ricordare a italiani smemorati la brutalità del fascismo, l’ignominia del confino di polizia e la dignità dei confinati antifascisti. Ambientato nella colonia confinaria di Ventotene durante la Seconda guerra mondiale, il romanzo è di intrigante lettura, mescolando generi letterari diversi. [...]

Angela Merkel e lo stato di salute dell'Europa

Venerdì scorso Angela Merkel ha tenuto la sua tradizionale conferenza stampa prima della pausa estiva. Hanno destato un certo scalpore le sue ultime parole, con le quali ha espresso solidarietà alle deputate democratiche attaccate di recente da Donald Trump. In sala stampa più di un giornalista ha fatto notare come si trattasse di un giudizio insolitamente chiaro e diretto, lontano dal suo stile consueto. [...]

il caso italiano

Ubriachi sul ciglio dell’abisso

[Il dibattito sulle sorti del Paese è pressoché assente, sostituito da molto rumore di fondo] Straniamento: forse non c’è una parola più adatta per descrivere la sensazione che si prova osservando ciò che sta accadendo in queste settimane nel nostro Paese. Il dibattito pubblico è prevalentemente assorbito da questioni poco serie, o – per meglio dire – da questioni la cui gravità deriva più dal coinvolgimento che tali questioni generano piuttosto che dalla loro effettiva rilevanza. Detto in altri termini, il dibattito politico (se ancora così lo si può definire) è ormai appiattito su faccende di corto respiro [...]

Illegittima offesa

[Gli omicidi in famiglia con armi da fuoco ] Nei giorni scorsi, l’istituto Eures di Ricerche Economiche e Sociali ha pubblicato il Rapporto su caratteristiche, dinamiche e profili di rischio dell’omicidio in famiglia (qui la sintesi). Il rapporto merita attenzione non solo perché rappresenta la prima analisi in Italia dedicata specificamente a questo argomento, ma soprattutto perché inquadra, sulla base di un’ampia serie di dati statistici, l’omicidio famigliare nel contesto del fenomeno omicidiario a livello nazionale, [...]

Rivoluzione?

“O facciamo una rivoluzione o non ce la faremo”, così Nicola Zingaretti, nel suo intervento alla recente Assemblea nazionale del Partito democratico. Non è la prima volta, in verità, che si ascoltano affermazioni molto critiche sullo “stato del partito” e della sua organizzazione; ma stavolta gli accenti sembrano più sinceri: “la riforma del partito è necessaria perché lo strumento che abbiamo non è più utile a svolgere la sua funzione. Dobbiamo cambiare tutto”. [...]

Oportet ut scandala eveniant?

Il recente “scandalo” delle pressioni che correnti giudiziarie ed esponenti di partiti politici avrebbero esercitato sulla nomina dei procuratori di Roma e di altre città non ha fatto che confermare molto di quanto già si sospettava, almeno fra agli addetti ai lavori. Semmai, ha sorpreso l’allargamento dell’attenzione del “circo mediatico-giudiziario” a magistrati di grande rilievo: nel corso dell’indagine, infatti, ex-presidenti dell’Associazione nazionale magistrati, componenti del Csm e addirittura un altissimo magistrato della Corte di cassazione sono stati sottoposti ad intercettazioni particolarmente invasive. [...]

calendario civile

20 luglio 1969

[Il primo passo di un uomo sulla Luna] Estate del 1969. Verso le otto di sera del 20 luglio comincia su Rai 1 la più lunga diretta della storia della televisione italiana (25 ore). In studio coordina l’evento Tito Stagno, a Houston il corrispondente è Ruggero Orlando: è il primo sbarco dell’uomo sulla Luna. Il Lem (il modulo di allunaggio che si è staccato dalla nave madre) tocca il suolo lunare verso le dieci di sera, e Neil Armstrong compie il primo passo verso le quattro di mattina (ore italiane). [...]

memoria / memorie

La piccola aquila

[La scomparsa di Ross Perot, il miliardario che voleva fare il presidente]  “Le aquile non le trovi a stormi. Devi cercarle una a una”. L’aquila naturalmente era lui, Ross Perot, anche se la piccola statura, le spalle strette, le orecchie a sventola e la voce stridula che rovinava la larga parlata texana ne facevano un bersaglio perfetto per vignettisti e imitatori. Non aveva torto Perot a tenere questo slogan inciso su una targa nel suo ufficio assieme ai suoi riferimenti primi, i ritratti di Theodore Roosevelt, il piccolo, pugnace, roboante presidente di inizio Novecento che lanciò gli Stati Uniti nel club delle grandi potenze, e di George Washington, [...]

cartoline dall'Italia

Per 200 voti Tramutoli perse la cappa

[Cartolina da Potenza] Poteva accadere qualcosa di sorprendente nella storia amministrativa di Potenza: due liste civiche di sinistra potevano eleggere il proprio candidato sindaco, Valerio Tramutoli, docente di Fisica dell’Università della Basilicata. Superata al primo turno la coalizione del centrosinistra (27,7%, ben 10 punti in più), Tramutoli era arrivato al ballottaggio con il candidato del centrodestra Mario Guarente, [...]

understanding Italy

Why does Italy keep turning right?

After four days of elections, Europe woke up with a political order that contradicts those who feared a crushing populist and nationalist victory. Parties who have campaigned against Europe didn’t get enough support to carry out the common plan of dismantling the Union from the inside. [...]