Rivista il mulino

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DEMOCRAZIA
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Dal numero 2/20
Michele Salvati, 19 May 2020

Questo saggio è il rifacimento di una relazione tenuta nella sesta edizione del Festival di storia del 900 (Forlì, 23-26 ottobre 2019). Il titolo del festival era: «La socialdemocrazia è morta?»; quello della sessione cui ho partecipato: «La Terza Via e i conti con il liberismo». Il primo titolo, se togliamo il punto interrogativo, si riferisce a una notizia «grossolanamente esagerata», avrebbe detto Mark Twain.

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Andrea Capussela, 24 April 2020

Impazienza per l’inadeguatezza della discussione pubblica e la lentezza della democrazia. Così definirei il sentimento, più che l’argomento esplicito, che questa pandemia sembra avere suscitato

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Dal numero 1/20
Gianfranco Pasquino, 19 March 2020

Contro il finanziamento pubblico di questi partiti è il titolo di un mio articolo che “il Mulino” riuscì fulmineamente a pubblicare (n. 2/1974, pp. 233-255) prima che la legge n. 195 del 2 maggio 1974, primo firmatario il capogruppo della Democrazia cristiana alla Camera dei deputati Flaminio Piccoli, concordata con tutti gli altri partiti ad eccezione del Partito liberale italiano (che in seguito ne tentò, senza successo, l’abrogazione per via referendaria), fosse licenziata

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Il quarto referendum costituzionale della nostra storia non è meno importante dei precedenti
Nicola Pedrazzi, 22 February 2020

Per la quarta volta nella storia della Repubblica, i cittadini italiani sono chiamati ad approvare o rigettare per via referendaria una modifica della propria Carta fondamentale. Questa volta a essere in ballo sono le modifiche agli articoli 56, 57 e 59, nei passaggi che fissano il numero di parlamentari eletti per ogni Camera e il numero di senatori a vita.

Per cosa votiamo esattamente. Domenica 29 marzo potremo votare "sì" o "no" per approvare o respingere la legge di revisione costituzionale dal titolo «Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari»

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Federico Finchelstein, 04 February 2020

C'è stato un tempo in cui i fascisti non facevamo mistero di essere fascisti. Era l’epoca del fascismo che sino al 1945 ha governato una parte non piccola del mondo. La settimana che si è appena conclusa ha segnato il 75° anniversario dalla liberazione del campo di sterminio di Auschwitz, l’“opera” più nota di quella stagione terribile, e dovrebbe indicare la nostra lontananza da quei tempi. Eppure il fascismo è ancora in mezzo a noi.

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