Rivista il mulino

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Una nuova legge elettorale

immagine A meno di due anni di distanza dall’ultima riforma per l’elezione delle due Camere (riforma varata con la “legge Rosato” n. 165 del 2017), si ripropone oggi in Italia il tema di un'ulteriore riforma elettorale. Come affrontare questo nuovo, difficile passaggio al fine di giungere a una soluzione ragionevole e, soprattutto, utile? Quando si parla di legislazione elettorale occorre partire da una premessa forse un po’ ovvia, ma che va ricordata. La premessa è che la legge elettorale rappresenta la regola fondamentale – la Grundnorm – del sistema politico e, in quanto tale, essa va inquadrata nell’impianto costituzionale come anello di congiunzione tra Costituzione formale e Costituzione materiale. La conseguenza è che, in linea di principio, la legislazione elettorale dovrebbe disporre di un grado di stabilità se non identico quantomeno tendenzialmente comparabile con quello proprio del dettato costituzionale e non variare continuamente secondo le contingenze del gioco politico. A questo si può aggiungere che in democrazia una buona legge elettorale dovrebbe, da un lato, sul versante del sistema politico, rappresentare con sufficiente obbiettività la consistenza delle forze in campo e, dall’altro, sul versante dell’impianto istituzionale, proiettare efficacemente questa rappresentazione nel funzionamento della macchina costituzionale, con riferimento particolare alla funzione legislativa ed alla funzione di governo. Obbiettività nella rappresentazione ed efficacia nella proiezione sono, dunque, i criteri-guida che dovrebbero ispirare sempre una buona legislazione elettorale e indurre a ricercare, in relazione ai diversi impianti politici, il giusto punto di equilibrio tra il principio proporzionale e il principio maggioritario. La riforma di cui oggi si parla viene richiamata, come sappiamo, tra gli obbiettivi programmatici del governo in carica alla luce di un accordo politico orientato, a quanto pare, verso l’abbandono del principio maggioritario che ispira ancora in parte il sistema vigente, a un ritorno verso un sistema proporzionale puro o, quanto meno, più rafforzato rispetto alla disciplina in vigore. [...]

 

il caso italiano

Riformare, ma con giudizio

[La riduzione del numero dei parlamentari / 2] Con l’approvazione in seconda lettura da parte della Camera, si è completato l’iter parlamentare per la legge di revisione costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari. Com’è noto, con l’entrata in vigore della riforma i deputati passerebbero da 630 a 400 e i senatori da 315 a 200 (più quelli a vita). La politica tende a celebrare anche le mere proposte vendendole come risultati acquisiti. [...]

Nord e Sud, salari ed equità

[A proposito dei presunti vantaggi per chi vive al Sud derivanti dal costo della vita] Nelle ultime settimane, nel dibattito economico, diversi interventi hanno proposto di ridurre gli stipendi nel Mezzogiorno; o, comunque, di ampliare le differenze salariali fra Nord e Sud, per i lavoratori del settore pubblico e di quello privato. Questo per due ordini di ragioni: a) di efficienza economica: minori salari al Sud determinerebbero maggiore occupazione e crescita; b) di equità: essendo il costo della vita minore al Sud, salari uguali sono ingiusti per i lavoratori del Nord, pagati di meno in termini reali. [...]

Contro le diseguaglianze da ricchezza originaria

[Dal numero 4/19] L’istruzione è largamente considerata centrale ai fini dell’uguaglianza di opportunità: un ragionamento molto convincente, ma incompleto. Per la realizzazione delle opportunità individuali, infatti, conta anche la ricchezza finanziaria, personale e familiare. [...]

in libreria

La memoria non basta

I protagonisti dei fatti raccontati da Cacciateli! Quando i migranti eravamo noi (Feltrinelli, 2019) sono centinaia di migliaia di emigranti italiani che, dopo la Seconda guerra mondiale, cercarono fortuna in Svizzera, un piccolo ma ricco Paese dove, all’epoca, vivevano meno di sei milioni di abitanti. Inizialmente erano Gastarbeiter, lavoratori ospiti, donne e uomini emigrati per lavorare, senza la famiglia al seguito: costretti a lunghi periodi di precarietà; [...]

calendario civile

9 ottobre 1963

[Il disastro del Vajont] La sera del 9 ottobre 1963, alle ore 22 e 39, una massa di oltre 250 milioni di metri cubi di roccia e terra si stacca dal Monte Toc, precipitando in poche decine di secondi a una velocità superiore ai 100 chilometri orari nel sottostante bacino idroelettrico del Vajont, al confine tra Friuli e Veneto. [...]

27 settembre 1973

[Approvazione della delibera n. 1161 della provincia di Trieste: il lavoro diventa terapia riabilitativa per i pazienti psichiatrici] Come molti della mia generazione dell’immediato dopoguerra, sono cresciuta nello spirito del ’45: vivevamo in uno Stato di diritto e lo praticavamo con impegno; criticavamo lo Stato in nome della Costituzione e dei diritti da conquistare; [...]

culture

Intervista a Burhan Sönmez

[Dal numero 4/19] La Turchia sta attraversando uno dei momenti più difficili della sua storia dal punto di vista della libertà di espressione. Come si ripercuote questa situazione sul suo lavoro di scrittore? La libertà di pensiero in Turchia è sempre stata circondata da un clima problematico. Da molti decenni, già a partire dal XIX secolo, le diverse generazioni e gli scrittori hanno sempre dovuto affrontare il problema della limitazione delle loro libertà. La differenza è che oggi ci troviamo di fronte a una limitazione più diffusa e sistematica. [...]

Sui costi della globalizzazione

[Dal numero 4/19] 1. Professoressa Sassen, lei ha definito «espulsioni» tutti quei processi che, nel mondo globalizzato, portano all’esclusione di un gruppo sociale da un contesto, che sia lavorativo, economico, culturale. Espulse sono le soggettività migranti, i disoccupati, i detenuti. È possibile estendere questo stesso concetto anche a tutte le vittime dell’attuale crisi ambientale, tutti coloro che si trovano costretti a fuggire dalla propria terra per ragioni climatiche o ecologiche? [...]

Di che si parla?

[Dal numero 4/19] Sono ormai anni che ci si interroga sul progressivo impoverimento del discorso pubblico, sulla difficoltà di individuare luoghi adeguati a reggere l’architettura di un pensiero che sappia resistere agli umori del momento e consolidarsi in progettualità. [...]

Le cinque esse che deformano l'informazione

[Dal numero 4/19] Nella critica al giornalismo popolare e commerciale si è sempre detto che la sua materia prima fosse racchiusa in cinque «esse»: sangue, sesso, salute, sport e soldi. Tale valutazione è tuttavia sempre apparsa lontana dal mondo europeo continentale, e in particolare da quello italiano, [...]

Falsità, manipolazione, intimidazione

[Dal numero 4/19] Al loro debutto, i media digitali avevano generato grandi aspettative circa il loro impatto positivo sulla democrazia. Avrebbero dovuto facilitare – così si pensava – la diffusione dell’informazione, creando una sfera pubblica più ricca, aperta e inclusiva, caratterizzata da un dibattito pubblico più ampio e pluralista. [...]

Diseguali e digitali

[Dal numero 4/19] Siamo incappati in un cortocircuito dal quale fatichiamo a uscire, o almeno a molti sembra sia così. Da un lato disponiamo di una quantità di informazioni come mai in passato, dall’altro non riusciamo a mettere a frutto questa massa di dati e notizie se non in piccola parte e, [...]

Quello che vuole la televisione

[Dal numero 4/19] Altro che social, altro che Netflix. Pur nella pluralità delle possibili fonti informative offerte da uno scenario mediale ormai compiutamente digitale, è ancora la «classica» televisione lineare e di flusso, sia tematica sia soprattutto generalista, [...]

Ritualità e immedesimazione

[Dal numero 4/19] All’inizio del mese di maggio mi è stato chiesto di tenere una lezione presso un ateneo milanese. Come spesso accade, ho adoperato materiali tratti dalla letteratura, dalla saggistica, dall’arte, dal cinema, dalla musica. Mi sono ritrovato a navigare in un mare di sguardi perplessi. [...]

La pratica dell'immediatezza alla radio

[Dal numero 4/19] Tutte le espressioni che circolano ormai da anni sul sistema dei media e sul giornalismo nell’epoca digitale – la disintermediazione, l’intossicazione mediatica, la guerra per l’attenzione, la fine del giornale come principio ordinatore, l’invecchiamento immediato di tutto, l’era delle notifiche, [...]

lettere internazionali

I curdi siriani tra Erdoğan e Assad

Tre giorni dopo l’ordine di Donald Trump di ritirare le truppe americane dalla Siria, il 9 ottobre 2019, la Turchia ha invaso il Rojava bombardando posizioni civili e militari e attaccando le forze a trazione curda che controllano il Nord Est della Siria. Il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, che minacciava di distruggere la regione autonoma curda dal momento della sua formazione nel 2012, ha interpretato come un via libera l’ordine di Trump. In risposta all’invasione turca, i curdi siriani sono stati costretti a trovare un accordo con il regime di Damasco [...]
 

a scuola

Analfabeta sarà lei!

[Dal numero 4/19] Il 3 maggio scorso «la Repubblica», in un articolo dedicato alle competenze degli studenti di terza media, recitava: «Istat, ragazzini promossi ma ignoranti. Il 34% alla fine della terza media non ha competenze sufficienti». Ancora più allarmista il «Corriere della Sera», [...]

Oltre quel crocifisso di plastica

[L’”obbligo di crocifisso” nasconde l’incapacità di lavorare per una scuola inclusiva e solidale] In un clima apparentemente rasserenato dalla svolta politico istituzionale delle ultime settimane, prende avvio l’anno scolastico 2019/2020. L’estate appena trascorsa verrà ricordata per i numerosi episodi di intolleranza a sfondo razzista e xenofobo, generalmente motivati da una visione distorta dell’identità nazionale e dalla difesa di confini fisici e culturali dal rischio invasione. [...]

in Europa

Governare per sopravvivere o per costruire?

[Governi e coalizioni. Italia e Spagna a confronto] In Spagna dopo le elezioni politiche del 28 aprile, che sembravano dover portare a un governo di coalizione tra il partito socialista di Sánchez e la sinistra di Unidas Podemos, non si è riusciti a dar vita ad alcun esecutivo e con tutta probabilità il Paese tornerà alle urne a novembre. Per la quarta volta in quattro anni. In Italia, invece, la crisi politica aperta dalla Lega di Salvini in pieno agosto, che sembrava dover sfociare in un appuntamento elettorale anticipato, si è inaspettatamente chiusa con la formazione di un nuovo esecutivo [...]

Un’Europa geopolitica nel segno dell’equilibrismo

«La mia sarà una Commissione geopolitica impegnata in politiche sostenibili e voglio che l’Unione europea sia la custode del multilateralismo». Con queste parole, Ursula Von Der Leyen ha riassunto forma e priorità del suo mandato. La nuova presidente della Commissione europea ha presentato a Bruxelles la propria squadra e le proprie linee guida, entrambe disegnate nel solco del difficile equilibrio che ha portato alla sua elezione a luglio con un margine molto risicato.  [...]

cartoline dall'Italia

Una discontinuità inaspettata

[Cartolina dalla Bassa modenese] Le elezioni europee dello scorso 26 maggio hanno portato la Lega di Salvini come primo partito in Italia: un’ascesa non del tutto inaspettata, ma sicuramente un dato importante per il nostro Paese, soprattutto in una regione quale l’Emilia Romagna, [...]

memoria / memorie

La piccola aquila

[La scomparsa di Ross Perot, il miliardario che voleva fare il presidente]  “Le aquile non le trovi a stormi. Devi cercarle una a una”. L’aquila naturalmente era lui, Ross Perot, anche se la piccola statura, le spalle strette, le orecchie a sventola e la voce stridula che rovinava la larga parlata texana ne facevano un bersaglio perfetto per vignettisti e imitatori. Non aveva torto Perot a tenere questo slogan inciso su una targa nel suo ufficio assieme ai suoi riferimenti primi, i ritratti di Theodore Roosevelt, il piccolo, pugnace, roboante presidente di inizio Novecento che lanciò gli Stati Uniti nel club delle grandi potenze, e di George Washington, [...]

understanding Italy

Why does Italy keep turning right?

After four days of elections, Europe woke up with a political order that contradicts those who feared a crushing populist and nationalist victory. Parties who have campaigned against Europe didn’t get enough support to carry out the common plan of dismantling the Union from the inside. [...]