Rivista il mulino

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Il presidente oscuro

immagine La ipertrofica firma apposta da Donald Trump al decreto che ha stabilito il trasferimento della sede dell’ambasciata americana a Gerusalemme ha sollevato timori, perplessità, ansie per il futuro e, prevedibilmente, la rabbia dei palestinesi e dei Paesi arabi. L’apparente incapacità di Trump di comprendere l’importanza dei simboli, specie laddove questi si inseriscono in equilibri precari e contesti incandescenti, può risultare incredibile, specie da parte di chi intende riaffermare la leadership muscolare statunitense. È solo questione di incompetenza, instabilità psicologica, bullismo, temperamento irascibile? O è la volontà di sviare l’attenzione dell’opinione pubblica nazionale e internazionale dal sempre più scottante caso dei rapporti fra collaboratori del presidente ed esponenti del governo russo che ha riacceso le luci su un possibile impeachment del presidente? O, invece, è parte di una strategia politica più complessiva che deve tenere assieme esigenza di costruzione del consenso interno e consolidamento della base elettorale, da un lato, e, dall’altro, riposizionamento della leadership americana a livello globale secondo termini nuovi e ancora non pienamente comprensibili? Come la stampa ha ricordato in questi giorni, la decisione di Trump non fa che rendere efficace la legge approvata nel 1995 da un Congresso che vedeva l’ala più radicale del Partito repubblicano, guidata da Newt Gingrich, vittoriosa nelle elezioni di metà mandato del 1994. Pur avendo apposto la firma, Clinton e i presidenti successivi, sia George W. Bush sia Barack Obama, avevano congelato il trasferimento [...]

 

lettere internazionali

Washington
6/12/2017

Michael Flynn che parla con i russi?  È​ free speech, stupido! Incontrando l’allora ambasciatore russo a Washington, Sergey Kislyak, alla fine di dicembre 2016, e discutendo con lui di come il governo russo avrebbe potuto o dovuto reagire a certe decisioni del governo americano, Michael Flynn ha commesso un reato? [...]
 

a scuola

Dare tempo alla scuola

Insegno da ormai più di trent’anni nella scuola pubblica – materie letterarie: italiano, latino, ultimamente anche geo-storia – fra biennio e triennio di un liceo scientifico nella marca trevigiana. Ho accumulato, credo, una discreta esperienza nella relazione didattica con ragazzi nella fascia d’età 14-19 anni alle prese con discipline importanti ai fini formativi; ma forse, talora, un tantino sottovalutate, non sempre e non solo dai ragazzi (perché, si sa, con la cultura, soprattutto umanistica, non si mangia). [...]

il caso italiano

La contrattazione aziendale nel cambiamento

Nel mondo sindacale e in particolar modo nel mondo sindacale metalmeccanico, Bologna è sempre stata considerata un laboratorio (se non addirittura la «capitale») della contrattazione articolata a livello aziendale. Nelle fabbriche metalmeccaniche bolognesi [...]

culture

Se le fake news diventano una fake news

Il modo in cui si sta sviluppando il dibattito politico sulle fake news ci fornisce la migliore spiegazione su quale sia il brodo di coltura in cui allignano: imprecisione terminologica, sovrapposizione di concetti differenti, confusione fra vero e verosimile, prevalenza delle opinioni sui fatti. [...]

in Europa

L'Europa in un mondo plurale

[Dal numero 5/17] Molti secoli sono trascorsi da quando l’Europa s’impegnò nell’esplorazione e nella conquista delle terre al di là degli oceani, estendendo il proprio dominio sul Nuovo Mondo e sulle coste dell’Oceano Indiano, [...]

cartoline dall'Italia

Bologna

[>> viaggio in Italia]Secondo alcuni, niente, o molto poco, è rimasto oggi della Bologna che abbiamo conosciuto e vissuto dalla fine degli anni Settanta. Al di là del folclore, in realtà alcuni nodi problematici si rinnovano ciclicamente. E certi caratteri la città sembra non volerseli togliere di dosso. [...]

Il Lazio

[>> viaggio in Italia]Quando si viaggia nel Lazio lo si fa quasi sempre per «passarci attraverso». Di certo per la sua posizione di mezzo, ma non è solo questo. Anche nel senso comune, il suo consistere «intermedio» assume un tono polisemico che la dimensione geografica copre solo in parte. [...]

memoria / memorie

Carrozze alla milanese

[Da «il Mulino», n. 4/2009] Nelle compagnie di amici c’è sempre quello che si crede simpatico e a un certo punto, dopo aver chiesto silenzio tintinnando col coltello sul bicchiere, si alza ed esclama la fatidica frase: «Sentite questa». [...]

fedi e mondo

«Universitas»: casa comune di tutti

C’è qualcosa nel ministero petrino di Francesco che, per la sua stessa natura, è difficile da delineare a parole. Qualcosa che segna una sorta di rottura o scarto: le cose non stanno più come prima, e di questo riusciamo ad accorgercene in molti. Non si tratta tanto di contenuti, ma di stile d’esercizio del proprio ministero [...]