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Bookshelf
Arianna ARISI ROTA, I piccoli cospiratori
Che rapporto c'è tra gioventù,
innamoramento e disponibilità all'azione politica? Che
succede se un giovane italiano nei primi anni Trenta dell'Ottocento
s'imbatte in un grande comunicatore? E come funzionano una rete e
una militanza clandestine in assenza della leadership? Sono alcune
delle domande alle quali il volume fornisce una risposta dando voce
direttamente ai protagonisti: da un lato, il leader assente,
Giuseppe Mazzini, dall'altro, i giovani che ne accolgono il
messaggio nella penisola italiana.
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I traditori
Chi ha visto Noi credevamo , di Mario
Martone, sostiene di averlo trovato bello e per nulla noioso.
Nonostante la durata. Tra i critici, c’è addirittura
chi è arrivato a fare paragoni impegnativi con Visconti.
Può quindi valere la pena di farsi un po’ di fila al
botteghino (le cronache dei primi giorni di proiezione parlano
appunto di file) per rinfrescarsi la memoria e preparasi alle
celebrazioni dei 150 anni. Intanto, sulle pagine del
“Corriere della Sera” online dedicate
all’Unità d’Italia, si possono vedere i
primi dodici minuti del film, per un primo assaggio.
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Disuniti dalla lingua
Le tante celebrazioni dell'Unità trascurano spesso le
difficoltà che ancora oggi l'italiano ha ad essere
riconosciuto come idioma nazionale. La storia d'Italia è,
per molti versi, anche la storia di un Paese disunito, almeno per
quanto riguarda la lingua. Pieno zeppo di stereotipi negativi,
l'uso quotidiano della nostra lingua, da Nord a Sud, ci dice molto
di un'Italia in cui il ricorso al dialetto, alla sue derivazioni e
alle storpiature è ancora molto forte. Dai "terroni" ai
"baluba", emerge l'immagine pittoresca e al tempo stesso fragile di
una "Italietta" che fatica ancora a riconoscersi negli italiani
"altri".
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Carlo M. CIPOLLA, Piccole cronache
Cipolla raccontava con lo stesso stile leggero ed esatto sia
storie scaturite da indagini "minute" (sulle monete, sulle
epidemie, sulle tecnologie e i commerci), sia secolari dinamiche
economiche e sociali. Basti ricordare ad esempio le ricerche sulla
peste, o la storia degli orologi e delle innovazioni navali e
militari europee, oppure la parabola vertiginosa dell'argento
spagnolo nell'economia moderna.
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Alberto CLÒ, Si fa presto a dire nucleare
A sentire certi politici del fare o certi ecologisti convertiti
dell'ultima ora, sembrerebbe che l'Italia sia oggi fra i paesi
più entusiasti e convinti delle virtù del nucleare.
E' vero che sul nostro suolo non c'è una sola centrale
attiva, ma - dicono - è tutta colpa del referendum del 1987
e di alcuni abili manipolatori del pensiero collettivo. Per
rimediare ai danni che ne sono seguiti, abbattere i costi
dell'elettricità ed essere competitivi, bisogna dunque
rientrare nel settore.
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