Rivista il mulino

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«il Mulino» 4/2014

immagine I lettori avranno tra le mani la rivista dopo le ferie estive, mentre questo editoriale viene scritto prima: ci auguriamo che il clima sarà allora cambiato, perché quello che si percepisce adesso, e trapela da questo numero, non è certo entusiasmante. Partiamo dalla «finestra sul mondo»: Acconcia sull’Egitto, Petrillo sulla Serbia, Landi sull’India ci raccontano di Paesi importanti in cui la democrazia fa fatica ad attecchire o svilupparsi. Corruzione, populismo, nazionalismo estremo sono caratteri endemici che sembrano aggravarsi più che recedere. Mentre veniva rappresentata come una felice e sorprendente eccezione, l’India è ora minacciata da un radicale rovesciamento di élite politiche, anche se Landi si sforza di trovare una stretta via d’uscita al successo elettorale di Modi e del Bjp. A questi articoli va poi aggiunto un contributo significativo che abbiamo tratto dal nostro «archivio»: uno scritto personale e ancora attualissimo, commovente e discutibile, di Aldo Zargani sul conflitto israelo-palestinese, straordinario nel rappresentare la coazione a ripetere alla quale questo infelice pezzo di mondo sembra condannato. Con un simile panorama che si intravvede da questa «finestra sul mondo», il modo in cui gli Stati Uniti hanno affrontato la vicenda Snowden e i problemi che essa pone – il faticoso bilanciamento fra privacy e sicurezza e fra trasparenza e segretezza quando uno Stato affronta momenti difficili per la sicurezza nazionale – sembra quasi un punto luminoso, anche se Mutti ne pone in rilievo le molte ambiguità. Ma almeno negli Stati Uniti il governo discute di questi temi e fa proposte. E in Italia? Anche in questo numero «il caso italiano» appare tanto ricco quanto eterogeneo (Morrone sulle riforme istituzionali, Bettini sull’università, Piras sulla scuola, Lo Surdo sui conservatori, Mete sull’esperienza siciliana dell’associazione «Addiopizzo», Bianchetti e Sampieri su nuove modalità dell’abitare, dipingono quadri di luci e molte ombre). E vedranno ombre, temo, i sindacalisti italiani che leggeranno il bel pezzo di Pirone sul rapporto tra Marchionne e il sindacato americano dell’auto: [...]

 

identità italiana

Il consumo critico antipizzo

Sono trascorsi dieci anni da quando sette ragazzi sui trent’anni, in una notte d’inizio estate, affissero per le strade di Palermo migliaia di adesivi con scritto: «Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità». E dopo dieci anni il Comitato Addiopizzo, che di quel raid notturno è figlio, continua a essere uno dei soggetti più vitali del composito fronte antimafia. [...]

memoria / memorie

Jacques Le Goff

Lo storico medievista francese Jacques Le Goff è morto il primo aprile scorso, a novant’anni. Un’età che può far supporre, a chi non sia un po’ addentro nelle cose della disciplina, che stiamo parlando di uno studioso autore di scritti ormai polverosi, e che queste righe costituiscano solo un omaggio obbligato a chi da un pezzo ha ceduto le armi a più giovani e agguerriti ricercatori. [...]

culture

Eredità greche

Che si parli della Costituzione europea o della crisi economica, che ci si interessi delle potenze mondiali emergenti o dei nuovi localismi – in breve, quando ci occupiamo della nostra identità di italiani, europei, occidentali – è immancabile trovare un riferimento alla comune eredità greca. Almeno questo, è opinione condivisa, non solleva troppi problemi, mentre intorno tutto sembra cambiare (troppo) rapidamente. [...]

Fine della demografia? L'agenda post-2015 per lo sviluppo sostenibile

[Dal n. 4/14] L’adattabilità, la flessibilità e la resilienza sono caratteristiche proprie della specie umana nel corso della sua dispersione nel pianeta e della sua crescita millenaria. Queste qualità furono determinanti decine di migliaia di anni fa, quando la nostra specie apparve sulla terra, e lo saranno nel futuro. L’umanità vive in contesti fisici, sociali ed economici che cambiano in continuazione e richiedono capacità di risposta e di adattamento al mutare delle costrizioni esterne. [...]