Rivista il mulino

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«il Mulino» 1/2015

immagine Quando il lettore avrà in mano questo numero del «Mulino» conoscerà il nome del nuovo presidente della Repubblica, saprà valutare le prime conseguenze sull’economia europea del Quantitative Easing, si sarà fatto un’idea degli effetti della vittoria di Syriza, in Grecia e in Europa. Noi, viceversa, scriviamo questo editoriale senza conoscere neppure la composizione del governo greco; né sapendo chi è il nostro nuovo capo dello Stato. Anche gli stessi effetti di primo impatto delle misure della Banca centrale europea sono ancora ben lontani dall’essersi manifestati compiutamente. Pur non potendo seguire da presso l’attualità, c’è però qualcosa che una rivista bimestrale può e deve continuare a fare. Vale a dire riflettere sulle grandi questioni di politica ed economia, interne e internazionali. In particolare, il nostro compito principale resta più che mai quello di interrogarsi a fondo sul declino che da molti anni sta subendo il nostro Paese. Anche in questo numero diamo grande spazio ai temi italiani, da diversi punti di vista. A partire da quello della partecipazione politica, con tre articoli dedicati alle elezioni regionali che in Calabria e in Emilia-Romagna hanno portato il Partito democratico alla vittoria, ma sulla base di tassi di astensione da record. Proprio al caso emiliano e alla sua presunta eccezionalità dedichiamo un blocco di quattro pezzi. Mentre altri quattro contributi trattano da diverse posizioni il ruolo di Matteo Renzi e le innovazioni da lui portate nella politica italiana, a partire da un intervento di Michele Salvati pubblicato sullo scorso numero. Dopo i fatti parigini e la tragedia di Charlie Hebdo assume particolare rilevanza un articolo sui rigurgiti di antisemitismo in Francia, che compare nella sezione internazionale a fianco di un pezzo sugli importanti mutamenti in corso in America Latina. Mentre uno sguardo più ampio sui cambiamenti in atto in Europa, tra crisi economica e fenomeni migratori, è offerto da Christoph Cornelißen nell’intervista che ci ha rilasciato.  [...]

 

cartoline dall'Italia

L'incerto presente della politica in Emilia

Che cosa è accaduto al modello emiliano, prisma pluriverso e controverso, e paradigma attuato di governance integrale (discendente, sotto più di un profilo, da quello della cooperazione integrale teorizzato e praticato, tra XIX e XX secolo, dal reggiano Antonio Vergnanini)? Negli ultimi tempi (che ormai si son fatti lunghi…), si sono succedute tante cose, spesso non positive, talvolta ambivalenti, e tutte quante, in ogni caso, congiuranti nel debilitarlo e trasmutarlo. [...]

fedi e mondo

Tra istanze pastorali e problemi di dottrina

[Papa Bergoglio e il Sinodo sulla Famiglia] Tra qualche anno sarà facile spiegare ex post la logica di quanto sta accadendo oggi nella Chiesa. Si potrà sorridere delle cecità e degli errori di valutazione. Ma quello che gli analisti del futuro non proveranno sarà l’incertezza del presente e le sue potenzialità. Alcune di queste virtualità scompariranno, altre saranno distorte, altre si piegheranno a manipolazioni. Ma l’evoluzione del futuro dipende anche dalla pressione sotterranea di ciò che oggi viene respinto e non può venire alla luce. Ecco perché è importante registrare le incertezze, le involuzioni, i giudizi espressi a caldo dai protagonisti e dagli osservatori. Anche dal punto di vista laico.  [...]

il caso italiano

The boys

Ricordo bene la mattina del 2 maggio 1997. Mi sono svegliato tardi, quando la luce del sole, che da qualche tempo illuminava il prato, ha cominciato a filtrare attraverso le finestre della casa di Loughborough dove avevo passato la notte. Per qualche minuto sono rimasto sospeso, tra la realtà di quei raggi, così brillanti e intensi, e i suoni e le immagini della sera prima che mi tornavano in mente come frammenti di un film. [...]

a scuola

Che cosa non dovremmo chiedere alla scuola

Facciamo un esperimento mentale. Immaginiamo di essere degli studiosi di sociologia interplanetaria, che si occupino di capire, venendo da un altro mondo, che cosa spinga giovani umani dai tre ai diciannove anni a entrare in edifici tutti tra loro simili, intrattenervisi con umani adulti che parlano e scrivono alla lavagna, per poi uscirne, dopo cinque, sei o dieci ore. [...]

in Europa

Intervista a Christoph Cornelißen

Professor Cornelißen, tra i suoi ambiti di ricerca spiccano la storia dell’Europa degli ultimi due secoli e la storia delle migrazioni. Oggi più che mai il nostro continente risulta segnato dai fenomeni migratori, che oltre a mutarne profondamente i caratteri sociodemografici incidono indirettamente sulle forme di rappresentanza politica nei diversi Parlamenti nazionali e nel Parlamento europeo. [...]