All'inizio di dicembre la
"Frankfurter Allgemeine Zeitung" riportava come, nel corso
dell'inchiesta sul gruppo neonazista tedesco Clandestinità
nazionalsocialista (Nsu, Nationalsozialistischer Untergrund), fosse
emerso che una delle formule escogitate per autofinanziarsi passava
attraverso la progettazione e la realizzazione di un gioco da
tavolo. Pogromly, ideato nel corso degli anni Novanta e ricalcato
su Monopoly, presentava, invece del solito Parco della Vittoria,
toponimi come Auschwitz e Dachau, una svastica nella casella del
via, stelle di Davide e simboli SS. Venduto a 100 marchi la
scatola, il gioco ha contribuito sia a fare cassa, sia a diffondere
idee antisemite e razziste da parte di un gruppo cui si imputa una
decina di incendi dolosi contro case di immigrati turchi.
Estremisti violenti da cui forse ci si aspettava poco questa sorta
di
divertissement nazista, foss'anche a scopo di
lucro.
[...]