Rivista il mulino

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Pierluigi Contucci, 23 February 2018

È una descrizione amabilissima quella che ha fatto di recente Claudio Magris sul "Corriere della Sera". Parla dell’ossessivo lavoro digitale che affligge l’uomo moderno, sottraendogli tempo vitale e costringendolo a rincorrere incessantemente messaggini, email e altre connessioni virtuali a scapito di quelle reali.

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Giuseppe Richeri, 18 January 2018

Le polemiche sollevate dall’idea di rivedere le forme di finanziamento della Rai lanciata da Matteo Renzi all’inizio del nuovo anno sembrano per ora acquietate. Il tema però è davvero importante, e andrebbe affrontato in modo più riflessivo di quanto ci si possa attendere dall’attuale clima pre-elettorale.

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«Danza con me» di Roberto Bolle, una strada per la qualità televisiva: i buoni propositi di Raiuno
Luca Barra, 08 January 2018

La prima cosa che veniva in mente, guardando un programma come Danza con me nella prima serata televisiva di Raiuno, è che il 1 gennaio – per tradizione, talvolta quasi per obbligo – è il giorno delle dichiarazioni di intenti e dei buoni propositi. Non sempre sono destinati a sopravvivere più di qualche settimana, o qualche attimo, ma hanno un’importanza programmatica che va oltre la pur breve durata.

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Ius soli, un dibattito forzato e fuorviante
Valeria Ottonelli, 17 July 2017

Nel nostro Paese la questione dello ius soli ha dato vita non solo a un imbarazzante iter parlamentare (ben documentato in un recente intervento su questo sito), ma anche a una singolare altalena di sentimenti e disposizioni d'animo da parte del pubblico, almeno a stare a quanto riportano i media e i numerosi sondaggi che si sono susseguiti negli anni.

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Chiara Saraceno, 13 February 2017

Quando le mie figlie avevano cinque anni mi chiesero di aiutarle a scrivere una lettera alla Rai perché si erano accorte che «al telegiornale parlano solo uomini e nei cartoni le donne o sono cattive o devono essere salvate da un uomo». A quasi quarant’anni di distanza le cose non sembrano cambiate di molto, nonostante oggi ci siano molte più giornaliste, anche nei telegiornali. L’ultimo esempio viene dall’iniziativa di un grande giornale nazionale.

Per festeggiare i propri 150 anni «La Stampa» ha chiesto a 51 «personalità di rilievo internazionale» di scrivere come vedono il futuro.

La prima cosa che balza all’occhio è che tra questi magnifici 51 solo quattro sono donne: le «ovvie» Angela Merkel e Hillary Clinton più Lindsey Vonn e Bebe Vio, due politiche e due sportive. Punto. Nessuna giornalista, scrittrice, economista, filosofa, scienziata, imprenditrice.

È normale che la scelta di chi selezionare per questo compito sia largamente discrezionale e guidata da criteri di notorietà. Meno normale è che ancora nel 2017, quando si individua tra «le personalità» cui vale la pena dar voce su come va o dovrebbe andare il mondo, si «vedano» pressoché solo uomini.

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