Rivista il mulino

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FINANZIAMENTI
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Mario Ricciardi, Gianfranco Viesti, 20 October 2016

Seppure con molti mesi di ritardo, da qualche giorno è stato reso noto il regolamento attuativo dell’articolo 1 (207-212) della Legge di Stabilità per il 2016.

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Squilibri e poca trasparenza nei meccanismi di finanziamento della ricerca
Gian Guido Balandi, 11 October 2016

Il finanziamento della ricerca di base in Italia è da sempre in sofferenza, basti ricordare che le risorse destinate al Prin 2015 (Progetti di ricerca di interesse nazionale) dal Miur

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Gianfranco Viesti, 09 May 2016

Un gruppo di Zelig si aggira per l’Italia. Per wikipedia, un paziente con la sindrome di Zelig «modifica di continuo il proprio passato e la propria identità, adeguandolo alle persone e agli oggetti con cui di volta in volta entra in relazione, come una sorta di “camaleonte”». Da noi, disponibilità di bilancio già esistenti assumono di volta in volta nuove vesti e nuovi colori per sostenere le iniziative del momento.

Di che parliamo? Nelle ultime settimane l’attività di governo si è caratterizzata per l’annuncio, accompagnato da una intensa comunicazione, di nuove iniziative: per la ricerca (piano nazionale della ricerca – Pnr) e la cultura, entrambe simbolicamente varate il primo maggio; e per il Mezzogiorno, con la firma di alcuni dei «Patti per il Sud» previsti dal cosiddetto «Masterplan». Molto bene. I tre ambiti sono fra i più importanti su cui investire per il rilancio del Paese.

Ci sono però alcuni dettagli non irrilevanti, che rischiano di spegnere un po’ gli entusiasmi.

In primo luogo, sia il Pnr che i Patti arrivano con circa due anni di ritardo. Del primo, era stata predisposta una bozza (molto simile al testo poi varato) già dal governo Letta

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Governo Renzi e investimenti per il lungo periodo
Maurizio Ferrera, 18 March 2016

Non passa giorno senza che qualche statistica internazionale metta in luce il ritardo italiano in settori cruciali per il nostro futuro. In una società ferma sul piano demografico e sociale, con un’economia poco competitiva e un settore pubblico che per decenni ha trasferito risorse «al contrario»

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Gianfranco Viesti, 29 February 2016

Viviamo in un Paese che non finisce di sorprenderci, specie per lo scarto straordinario che a volte si crea fra la realtà e la sua rappresentazione. Come quando il presidente del Consiglio annuncia per fine anno l’inaugurazione dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria sapendo – c’è da augurarsi – che i lavori programmati per circa 50 chilometri devono ancora essere avviati. O come nel caso del “merito” nelle politiche della ricerca e dell’università.

Nei giorni scorsi, in un intervento su "Repubblica" molto duro, ma estremamente documentato e del tutto condivisibile, la senatrice a vita Elena Cattaneo ha lamentato la circostanza che, mentre tutto il sistema dell’università e della ricerca italiana si dibatte in una gravissima carenza di fondi, si è deciso di lanciare il progetto dello Human Technopole sull’area ex Expo a Milano, con un finanziamento di un miliardo e mezzo nel prossimo decennio. Il progetto ha il fondamentale pregio, per il nostro presidente del Consiglio, di essere petaloso. Però la senatrice Cattaneo sottolinea come la decisione di affidare questo progetto all’Istituto italiano di tecnologia sia del tutto discrezionale e molto discutibile. Lo stesso Istituto ha già ricevuto cento milioni all’anno nell’ultimo decennio, “in buona parte accantonati in un tesoretto (legale ma illogico) che oggi ammonterebbe a 430 milioni”.

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