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Gianfranco PASQUINO, Le parole della politica

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La "transizione" italiana non è finita: i partiti continuano a trasformarsi, la dinamica della loro competizione cambia e diventa più aspra, le istituzioni e la legge elettorale rimangono al centro di un confronto teso, astioso quanto sterile. Se un'operazione di pulizia concettuale, di spiegazione del contenuto delle parole che vengono utilizzate dai politici e dai giornalisti, dai cittadini e dai politologi appare assolutamente necessaria in qualsiasi sistema politico, lo è a maggior ragione in Italia. Dal 1994 in poi nel nostro paese hanno fatto la loro comparsa inusitate versioni di termini politici tradizionali e nuove espressioni incomprensibili se non con riferimento alla lotta politica italiana. Il libro individua alcune parole e alcuni concetti essenziali della politica, quelli, in un certo senso, più controversi e più discutibili, quelli peggio trattati, quelli più spesso travisati, e li illustra in modo chiarificatore. A cominciare da Antipolitica passando per Fine della storia, Scontro di civiltà, Mercatismo e Porcellum, Paese normale, Quote rosa, Vocazione maggioritaria, il lettore troverà molto materiale interessante presentato con poco sussiego e molta ironia.

Gianfranco Pasquino è professore di Scienza politica nell'Università di Bologna. Insegna inoltre al Bologna Center della Johns Hopkins University. Per Il Mulino ha pubblicato il "Nuovo corso di scienza politica" (2009, IV ed.) e ha curato, con S. Ventura, "Una splendida cinquantenne. La Quinta Repubblica francese" (2010). E' socio dell'Accademia dei Lincei.

Collana "Contemporanea", Bologna, il Mulino, pp. 264, euro 18.