Rivista il mulino

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FISCO
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Maurizio Vaudagna, 23 January 2018

Trump, la riforma fiscale e le elezioni di novembre. Come andranno le elezioni autunnali al Congresso? Ci sono fattori a favore dell’uno e dell’altro partito e la vera posta in gioco è se i repubblicani manterranno il controllo della Camera e il programma di Trump potrà proseguire.

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Paolo Bosi, 07 December 2017

Lotta all’evasione: quante volte è stata invocata come soluzione finale ai problemi dell’Italia, quante volte è stata utilizzata per fornire fittizie coperture a provvedimenti magari giusti, ma costosi? La lettura di Colpevoli evasioni (Università Bocconi Editore, 2017) di Vincenzo Visco, è un ottimo esercizio per separare il grano dal loglio su questo tema.

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Roberto Escobar, 08 October 2012

La notizia s’è presa tutta una pagina di quotidiano: tale Giuseppe Saggese è finito in carcere per peculato. Maneggiando in modo più o meno creativo i bilanci e i contanti di Tributi Italia, si sarebbe intascato personalmente quindici milioni di euro, sottraendone nel complesso un centinaio alle casse (e ai cittadini) di circa quattrocento comuni. Sembra che il gruzzolo sia stato investito, per così dire, in beni di prima necessità come Audi, Mercedes, Jeep Cherokee, yacht e noleggio di aerei; per tacere di sponsorizzazioni a ignoti musicisti coinvolti in opere liriche messe in scena in Vaticano, in onore di Madre Teresa di Calcutta, o stipendi da ottomila euro a ex generali delle Fiamme gialle e consorti. Naturalmente, tutto questo è da dimostrare. Nell’attesa, proviamo a fare un paio di considerazioni.

La prima è di tipo aritmetico. Prendiamo per buona la stima di chi opina che nel nostro amato Paese vengano sottratti allo Stato, e a noi, pressappoco centoventi miliardi di euro l’anno. Aggiungiamoci l’ipotesi che evadere le tasse o intascarsene l’importo siano comportamenti che si somigliano molto, almeno dal punto di vista del danno pubblico procurato (e magari anche da quello della moralità privata, per usare un concetto fuori moda). Abbiamo così tutto quello che ci serve per far di conto. Cento milioni stanno in centoventi miliardi ben un milione e duecentomila volte.

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Silvia Giannini, 10 October 2011

In attesa (quando?) del “decreto sviluppo” (supposta madre del rilancio economico) le agenzie internazionali si sono tutte allineate nel declassare il rating del Paese. Trovandosi disoccupata, la maggioranza litiga su chi dovrà sostituire Draghi al governo della Banca d’Italia, mentre il premier si preoccupa, con il ricorso all’abituale linguaggio da trivio, di come ridenominare il suo Partito delle Libertà.

Nel frattempo, a fianco dell’ipotesi di vendere nel brevissimo periodo il patrimonio immobiliare pubblico, è rispuntata persino l’ipotesi di condono (fiscale e edilizio per non scontentare nessuno). Ma lo stesso Tremonti, padre dei megacondoni del passato e di ben tre scudi fiscali, sembra avere finalmente capito (esibendo tuttavia una buona dose di impudicizia intellettuale) che i condoni sono l’opposto di ciò che serve per contrastare efficacemente l’evasione fiscale e il rispetto del territorio. In realtà il ministro farebbe bene a reintrodurre la Dual Income Tax, da lui inopinatamente abolita, che favoriva la capitalizzazione delle imprese di cui queste hanno disperato bisogno per reggere alla crisi. In verità, una sua riedizione pudicamente ridenominata Aiuto per la Crescita Economica è riapparsa nella delega fiscale: una buona idea, che però rischia di cadere nel dimenticatoio.

I decreti di luglio e agosto sono stati un’occasione persa. I costi della politica e il federalismo fiscale sono rimasti un genere letterario abusato da tutte le parti sociali. Il salvataggio delle provincie si è accompagnato a nuovi oneri insostenibili per governi locali, che (come richiede un federalismo intelligente e non fatto di avariata pasta leghista) sono i più vicini ai cittadini e in prima linea a dover rispondere alle crescenti esigenze di chi è davvero colpito dalla crisi: percentuali crescenti di giovani che non studiano, né lavorano, imprese che chiudono, disagi e bisogni crescenti, che stanno alimentando tensioni sociali, che potrebbero facilmente esplodere e divenire difficilmente controllabili.

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Silvia Giannini, 06 December 2010

La legge di stabilità sta concludendo il suo iter parlamentare. Nonostante le proteste, per ora sembra essere confermato il drastico taglio, da 400 a 100 milioni di euro, del 5 per mille a favore di volontariato e ricerca. Tremonti, in ogni caso, rassicura: i 400 milioni del 5 per mille verranno reintegrati. Rivendicando orgogliosamente la paternità del 5 per mille, lo stesso ministro ricorda l’intervista al "Corriere della Sera" del 9 novembre 2004, dove presentò l’idea, definita “rivoluzionaria, non tanto perché ibrida nuovo e vecchio, filantropia e sussidiarietà, quanto perché rompe il monopolio della politica, trasferendo quote di potere e responsabilità dallo Stato alla società”.

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