Rivista il mulino

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CRISI
Silvia Giannini, 31 May 2010

Dopo una settimana di ipotesi, voci, smentite e “conti in tasca” sembra che il governo abbia alla fine deciso le misure per affrontare l’emergenza conti pubblici. Il testo definitivo del decreto ancora non è noto, ma a quanto si sa consente  comunque  qualche primo  commento.
Che vi fosse  bisogno di intervenire per correggere i conti pubblici è certo, e anzi meravigliavano certi ottimistici commenti, reiterati, fino a poco tempo fa, dal nostro premier. Era sufficiente leggere i programmi di stabilità per la Commissione europea o la Relazione Unificata sull’Economia e la Finanza Pubblica (ma chi conosce questi documenti, oltre ai pochi addetti ai lavori?) per sapere che il governo si era già impegnato,

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Mauro Barberis, 17 May 2010

È tornata. Forse non se n’era mai andata. Forse aveva sonnecchiato per cinquant’anni, sotto i riti e le finzioni dell’Italia democristiana: salvo esplodere inconsulta negli anni di piombo, frettolosamente chiusi con il sacrificio di pochi e la corale deprecazione di tutti. Forse è andata accumulandosi giorno dopo giorno, come polvere pirica, dinanzi alle telecamere dell’Italietta berlusconiana: nelle interviste-panino dei telegiornali – maggioranza-opposizione-maggioranza – dove l’unica regola è colpire duro, meglio se sotto la cintura, salvo sempre il rispetto dei tempi televisivi;

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Francesco Vella, 10 May 2010

Il marchio, quello dei nuovi untori, ormai è impresso e sarà difficile toglierselo di dosso, ma proprio in questi momento di grande agitazione e confusione dove le sirene del populismo appaiono irresistibili, occorre tenere dritta la barra e possibilmente non abbandonare la ragione e anche il buon senso. Da tempo, tutti lo hanno imparato, i mercati finanziari non sono certo luoghi dove prevalgono razionalità e prudenza, anzi, ormai sulla materia si sono formate intere biblioteche, la fanno da padroni paura e volatilità, insieme a comportamenti ispirati ad avidità, voglia di guadagnare e poca attenzione ai destini del prossimo.

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Bruno Simili, 01 May 2010

Sarà vero, come ci viene raccontato negli ultimi mesi, che l’Italia sta reagendo meglio di molti altri Paesi alla crisi. Tuttavia, pur tenendo conto di una situazione estremamente complicata su molti fronti e in molti Paesi, per una volta conviene lasciare da parte l’analisi comparata e concentrarsi sui dati italiani. La ricorrenza del primo maggio, al di là delle polemiche suscitate dalla decisione presa da alcune amministrazioni di permettere l’apertura degli esercizi commerciali, porta a parlare di disoccupazione. Su base annua (dati Istat di fine aprile) siamo all’8,8 per cento. Il tasso di disoccupazione giovanile è pari al 27,7 per cento, in aumento di 2,9 punti rispetto a marzo 2009. Il numero delle persone in cerca di occupazione risulta pari a 2 milioni e 194.000 unità, in crescita del 2,7 per cento (58.000 in più) rispetto al mese precedente e del 12 per cento (236.000 in più) rispetto a un anno fa. Cifre che, da sole, dovrebbero mitigare gli ottimismi.

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Mauro Barberis, 11 January 2010

Fra i tanti motivi di trepidazione che ci colpiscono davanti all'anno nuovo, ce n'è uno continuamente dimenticato, oppure ricordato solo in questo momento di passaggio: come se non ci toccasse più direttamente e più urgentemente dei temi della riforma della giustizia o della revisione costituzionale. Si tratta di un tema trasversale, post-idelogico, laico, ecologico e allo stesso tempo ecumenico, eppure sistematicamente sottovalutato: la qualità della vita.

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