Rivista il mulino

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ITALIA
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Dal numero 5/19
Antonio Floridia, 07 November 2019

Dall’8 agosto al 17 settembre: i «quaranta giorni», potremmo dire, che sconvolsero non solo la politica italiana, ma anche il Partito democratico. Ancora alla fine di luglio, dopo le elezioni europee e con il governo gialloverde saldamente in campo, si riuniva l’Assemblea nazionale del Pd,

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Dal numero 5/19
Silvio Pons, 07 November 2019

Negli anni Ottanta del secolo scorso la tradizione internazionalista del comunismo mondiale tramontò definitivamente, pur essendo ancora invocata nella retorica sempre più vuota di significato dei partiti-Stato del blocco sovietico e di gran parte dei partiti attivi in Occidente e nel Terzo Mondo.

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Dal numero 5/19
Claudio Petruccioli, 07 November 2019

Lei entra nella segreteria del Pci nel luglio del 1987, all’indomani di un risultato elettorale molto negativo. Quella segreteria segna un cambiamento generazionale: il segretario Alessandro Natta è affiancato da un vice, Achille Occhetto, e da un gruppo di «giovani» di cui, oltre a lei, facevano parte Livia Turco, Massimo D’Alema, Piero Fassino e Gianni Pellicani. Che situazione trovaste al vostro insediamento? Quali erano le questioni che avvertivate come più urgenti per il partito? Quali erano le spinte al rinnovamento e le resistenze, e da parte di quali ambienti o aree culturali?

Il risultato elettorale del 1987, prima ancora che negativo, fu simbolicamente significativo: si tornava esattamente alla percentuale del 1968. Un intero ciclo si chiudeva e un altro se ne doveva aprire; bisognava verificare se c’erano le risorse e la forza per farlo.

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Cartolina da Spoleto
Alessandro Monti, Bruno Toscano, 29 October 2019

Capita spesso che un antico edificio sia abbandonato e rischi l’estinzione. Meno frequente che nelle stesse condizioni si trovi un intero comparto urbano monumentale, come avviene a Spoleto in una vasta area (17.000 mq) entro la cinta muraria medievale,

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Cosa significa riformare la legge sulla cittadinanza, senza propaganda
Giulia Gori, 18 October 2019

La politica torna a parlare di diritto alla cittadinanza. Lo fa per l’ennesima volta nel tentativo di modificare una legge risalente al 1992 e fondata sullo ius sanguinis (diritto di sangue), che fa derivare la cittadinanza da quella dei genitori e degli antenati. Ad oggi lo Stato italiano riconosce come suo cittadino chiunque abbia almeno un genitore italiano, senza distinzione tra chi nasce in Italia e chi nasce all’estero.

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