Rivista il mulino

LAVORO
Bruno Simili, 16 April 2015

Sono vicende grandi ma non sempre note quelle narrate, anche dando voce ai protagonisti, da Gabriele Polo e Giovanna Boursier in Lavorare manca. La crisi vista dal basso (Einaudi, 2014). Un libro che risulta forte senza che, da parte degli autori, vi sia bisogno di ricorrere ad alcun tipo di drammatizzazione. I drammi sono lì, individuali e collettivi, pronti all'uso, componenti sempre meno marginali della storia industriale italiana.

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Cartolina da Padova
Paolo Giacon, 16 April 2015

Giallo, verde, rosa, azzurro. Non è purtroppo un arcobaleno di speranza. Ma di crisi e di protesta. Sono questi, infatti, i colori dei grembiuli da lavoro che sono stati appesi ai cancelli dell’azienda tessile In.Co. di Sarmeola di Rubano (Padova) dalle sue 230 lavoratrici, protagoniste di una crisi aziendale dai tratti singolari. Potrebbe essere catalogata come una storia di ordinaria delocalizzazione,

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Luisa Leonini, 30 March 2015

Crescere e diventare adulti per la generazione che era adolescente nel 2008, all’inizio della grande recessione, ha significato maturare aspettative e progetti in un tempo di crisi economica, sociale, morale globale.

Le esperienze della precarietà lavorativa, della frammentarietà delle carriere, della difficoltà nel raggiungimento di un’autonomia economica, della necessità di adeguare prontamente le proprie competenze a contesti in continuo mutamento, si inseriscono in un più complessivo scenario di trasformazioni che contribuiscono a creare un insieme nuovo di linguaggi, significati, pratiche, aspettative e aspirazioni che segnano una frattura rispetto al “mondo” delle generazioni precedenti. La globalizzazione, innanzitutto: l’inserimento in flussi globali di idee, immagini, informazioni, modelli di vita e di consumo che contribuiscono a modificare l’idea della soggettività, dell’appartenenza e dell’azione politica, rendendo comuni e scontati – nell’analisi sociologica, ma sempre più anche nel discorso comune – nozioni come quelle di “sfera pubblica diasporica”, “comunità trans-locali”, “società in rete’.

Lo sviluppo e la diffusione capillare delle tecnologie elettroniche costituiscono un secondo elemento che segna in modo nuovo e peculiare l’esperienza dei giovani contemporanei. Perennemente “connessi” e abituati a utilizzare linguaggi diversi e, a differenza della generazione precedente, meno preoccupati della coerenza. Oggi nei giovani appare accresciuta la capacità di adattarsi per non essere esclusi e perdere le scarse opportunità che via via si presentano loro. In questo articolato scenario, anche la congiuntura economica negativa – esperienza di regressione, riduzione, involuzione e delusione per le generazioni precedenti – può assumere un significato diverso agli occhi di una generazione per cui la crisi ha costituito esperienza comune e condivisa sin dall’adolescenza, il contesto “normale” in cui si è compiuta, o si sta per compiere, la transizione dalla scuola al lavoro, dall’infanzia al mondo adulto. 

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Alberto Mattei, Sandro Trento, 04 December 2014

L’economia italiana soffre da molti anni di un problema d’insufficiente crescita della produttività,
in tutti i settori. La dinamica della produttività dipende da molteplici fattori di tipo macro: la dotazione infrastrutturale, il grado di concorrenza nei mercati, le inefficienze della pubblica amministrazione, gli enormi ritardi della giustizia civile e l’elevato livello della pressione fiscale.

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Chiara Bonfiglioli, 04 December 2014

La tendenza a uno sfruttamento esasperato e le condizioni di lavoro precarie hanno caratterizzato
l’industria tessile fin dagli inizi della Rivoluzione industriale. Il 25 marzo 1911, il rogo alla fabbrica
Triangle Shirtwaist a New York provocò la morte di 123 lavoratrici e 23 lavoratori tessili.

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