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Calcutta, 29/3/2012
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  • lettere internazionali

Nel blu dipinto di blu. Mentre il Paese cerca (con scarso successo) un modo per affrontare i problemi della crisi economica e per combattere una corruzione che si è ormai infiltrata in ogni angolo della nazione, e mentre riflette sulla pesante sconfitta elettorale subita in Uttar Pradesh dai figli di Sonia Gandhi, Rahul e Priyanka, la capitale del Bengala occidentale, Kolkata (Calcutta), la metropoli di Madre Teresa, riesce comunque a far parlare di sé grazie a un'iniziativa singolare: vuole tingersi di blu. La rivoluzione cromatica in cui sono stati coinvolti i quattordici milioni di abitanti di Kolkata non sarà né repentina né obbligatoria (per il momento), visto che il comunicato diffuso dal ministro per lo Sviluppo urbano del governo di Mamata Banerjee dice soltanto che «d'ora in poi ogni edificio pubblico che debba essere ridipinto a Calcutta verrà colorato di azzurro. Anche i proprietari e gli amministratori di edifici privati verranno invitati a ridipingerli di quel colore alla prima occasione utile e a spese loro». Non solo: dopo aver spiegato che verrà presto emessa un'ordinanza in merito, il ministro Firhad Hakim ha precisato che sarà lo Stato a dare l'esempio pitturando nei toni dell'azzurro palazzi pubblici, stazioni, cavalcavia, monumenti, auto della municipalità locale e persino i taxi, che dovranno rinunciare al giallo e nero che li caratterizzano da sempre. «Le tonalità a cui dovremo tutti ispirarci sono il bianco e l'azzurro delle divise delle suore di Madre Teresa, le stesse che hanno reso la nostra città famosa in tutto il mondo. Il blu è un bellissimo colore ed è anche una tonalità particolarmente riposante per gli occhi», gli ha fatto eco il sindaco Sobhan Chatterjee.

E' probabile, quindi, che non sia un caso se il motto con cui la signora Banerjee ha affrontato le difficili elezioni che le hanno permesso di strappare ai comunisti lo storico feudo del Bengala occidentale fosse proprio «il cielo è il nostro limite». Un motto pensato per rilanciare politicamente ed economicamente Kolkata e tutto il Bengala dopo tre decenni di amministrazione comunista. Eppure, nel corso della campagna elettorale della scorsa primavera, i bengalesi avevano immaginato che slogan come «il cielo è il nostro limite» o «un nuovo giorno sta per sorgere», «l’era dell’oscurità sta finendo», «il cambiamento è nell’aria», fossero metafore volte a indicare l'intenzione della leader del partito Trinamool di riportare nel Bengala Occidentale quel benessere e quella serenità che i comunisti hanno così a lungo soppresso, non il desiderio di togliere a Jodhpur il suo famoso primato di città blu. La cittadina del Rajasthan deve però il suo nome all'antica usanza delle famiglie locali di tinteggiare le case aggiungendo dell'indaco sia alla calce che alla pittura, un accorgimento ritenuto gradevole e stimolante per la vista e utile per tenere lontane le zanzare, non a un provvedimento governativo.

La decisione della signora Banerjee ha già suscitato moltissime polemiche. Perché Kolkata, è una delle metropoli più povere dell'India, ha commentato con toni sarcastici “The Telegraph”, uno dei più autorevoli quotidiani locali. «Trovare la giusta combinazione di colori è senza dubbio il primo, fondamentale passo per rendere la città più sicura, più sana, più pulita e in generale più accogliente per i suoi abitanti. Pochi dubitano che l'iniziativa risolverà i principali problemi di Kolkata, quali la sanità caotica, le norme antinquinamento mai rispettate, l'arsenico nell'acqua corrente, il sistema fognario arcaico come quello dello smaltimento dei rifiuti, le strade dissestate, gli autobus impazziti che uccidono i pedoni, un aeroporto che cade a pezzi e un patrimonio artistico di grande valore lasciato a marcire nei musei, giusto per citarne alcuni». Ė ancora presto per prevedere se in un paio di mesi i colori dominanti di Kolkata diventeranno l'azzurro e il bianco (utile per far risaltare ancora di più il primo). Ma a questo punto non si stupirebbe più nessuno se, per incentivare commercianti e privati cittadini, poco disposti a spendere i loro risparmi per riverniciare negozi e appartamenti, a partecipare attivamente a questa singolare rivoluzione cromatica Mamata Banerjee li obbligherà a vestirsi con sari di cotone blu.

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