n° 3
Il nostro digitale quotidiano
Non c'è ormai attività della nostra vita quotidiana che non sia legata in qualche modo alla pervasività delle macchine e delle piattaforme. Dal risveglio al momento in cui la giornata si chiude, la nostra vita digitale non conosce soste. Con tanti vantaggi, non pochi rischi e ancora molte incognite.

Indice del fascicolo 3/22

Editoriale

Liberalismo e libertà

Andrea Capussela

L'infrastruttura che permea le nostre vite

Luca Barra, Laura Sartori

Informazione, sorveglianza e libertà

Valerio Bassan

L'organizzazione pervasiva della piattaforma

Davide Arcidiacono

I costi umani e ambientali del digitale

Giorgio Pirina

La cittadinanza digitale

Giovanni Pascuzzi

I lavoratori della conoscenza e la svolta digitale

Ivana Pais

Digitale a scuola: troppo, poco o sbagliato?

Manuela Delfino, Fabio Paglieri

Il gioco nella vita mediale

Riccardo Fassone

Le piattaforme digitali di streaming

Paolo Magaudda

Anziani digitali

Simone Carlo

I dispositivi indossabili per il benessere

Lia Tirabeni

Sesso, amore e dating

Carolina Bandinelli, Alessandro Gandini

Macinalibro

Le conseguenze dell'intelligenza artificiale

Tiziano Bonini

Intervista

Goffredo Fofi

Bruno Simili

Scenari

Nazione e comunità di destini

Paolo Pombeni

Francia

Emmanuel Macron, un presidente dimezzato

Marc Lazar

Inclusione sociale

La residenza anagrafica per le persone senza fissa dimora

Giacomo Bazzani, Marta Pasqualini

L'anno scorso a Marienbad

A cento anni dalla marcia su Roma: il peso del passato

Renato Moro

Profilo

Angelo del Boca

Nicola Labanca

Idee

Il sogno di Einstein. Una rilettura del pacifismo giuridico

Tommaso Greco

Filosofia, politica, guerra a settant'anni dalla scomparsa di Benedetto Croce

Carlo Nitsch



Luca Barra e Laura Sartori: L'infrastruttura che permea le nostre vite

Ascolta "Luca Barra e Laura Sartori: L'infrastruttura che permea le nostre vite" su Spreaker.
Ascolta su: | Apple Podcast | Google Podcast | Spotify

«È la piattaformizzazione delle nostre esistenze a essere particolarmente rilevante e densa di implicazioni sociali, politiche ed economiche». Luca Barra e Laura Sartori dialogano con M. Eleonora Landini prendendo spunto dal loro articolo L'infrastruttura che permea le nostre vite, pubblicato nel fascicolo Il nostro digitale quotidiano («il Mulino», numero 3/2022, 519, a. LXXI).


Valerio Bassan: Informazione, sorveglianza e libertà

«Navigando, da persone diventiamo utenti: il nostro stato cambia mentre veniamo metadatati, tracciati, segmentati senza sosta. È quello che definisco il web estrattivo». Valerio Bassan dialoga con Nicola Pedrazzi prendendo spunto dal proprio articolo Informazione, sorveglianza e libertà, pubblicato nel fascicolo Il nostro digitale quotidiano («il Mulino», numero 3/2022, 519, a. LXXI).


Manuela Delfino e Fabio Paglieri: Digitale a scuola

«Analizzare i rischi di una digitalizzazione selvaggia delle pratiche educative non significa disconoscere le potenzialità delle tecnologie digitali per l'istruzione». Manuela Delfino e Fabio Paglieri dialogano con Antonio Ballarò prendendo spunto dal loro articolo Digitale a scuola: troppo, poco o sbagliato?, pubblicato nel fascicolo Il nostro digitale quotidiano («il Mulino», numero 3/2022, 519, a. LXXI).



Gli altri fascicoli dello stesso anno

L'Italia nella bufera
n° 2

L'Italia nella bufera

Tra pesanti incertezze sulla scena politica interna e crisi internazionale, l'Italia si trova a dover affrontare un periodo tra i più delicati della sua storia recente. La fine della legislatura "tecnica" si accompagnerà a un contesto tutt'altro che lineare. Come saprà cavarsela il nostro Paese nella bufera?
La vocazione intellettuale
n° 1

La vocazione intellettuale

Abbiamo ancora bisogno di intellettuali? Proprio mentre la distinzione fra esperti, sapienti e vocianti si fa sempre più sfumata, è necessario cogliere il ruolo che chi ha conoscenze utili al dibattito pubblico per la crescita di una società potrebbe dare. A poco serve rimpiangere gli intellettuali engagé del passato, se noi stessi non crediamo utile il ritorno sulla scena pubblica di una nuova figura di pensatore non autoreferenziale. A una condizione, naturalmente: che l’accademia sappia ripensare il proprio ruolo rimuovendo gli ostacoli alla formazione di una nuova classe di docenti, con uno sguardo meno ristretto ai propri saperi specialistici e più aperto ai problemi del mondo reale.

Scopri gli altri trimestrali

RIVISTA DI CULTURA E DI POLITICA