|
|
Note
I rubinetti della finanza tra buoni e cattivi
I venti di crisi non sono finiti e le banche sono ancora al
centro dell’attenzione, in una situazione veramente
paradossale. Accusate prima di aver dato credito troppo facile,
adesso, di non darne abbastanza. Prendiamo le banche italiane.
Tutti hanno riconosciuto che la loro prudenza, coniugata con un
sistema di vigilanza più efficace, ha contribuito ad
attenuare le conseguenze dello tsunami di oltreoceano, ma nel
passato avevano ricevuto non poche pressioni: qualcuno ha
dimenticato gli articoli di giornale di qualche anno fa quando
l’accusa era di eccessiva diffidenza per i mutui a chi aveva
un lavoro precario e offriva poche garanzie, diffidenza
successivamente rivelatasi provvidenziale. Negli Stati Uniti, come
ha efficacemente riassunto in un intervista un proprietario di
casa, succedeva in quel periodo l’esatto contrario:
“all’epoca bastava essere vivo per avere un mutuo e
forse te lo davano anche se eri morto”.
[...]
Che farsene delle biblioteche?
Ci sono, scrisse qualche anno fa Ray Oldenburg, strani posti:
luoghi terzi ( third places) li definì, per dire che
non contava solo il loro valore “funzionale” ma quello
sociale, di incontro e aggregazione. L’esempio del barbiere
è il più nitido: ci si va per farsi tagliare i
capelli, ovvio. Ma intanto conosciamo la vita del quartiere,
incontriamo e ci confrontiamo con persone diverse da noi, per
professione e idee: “I third places contrastano la
tendenza a essere restrittivi nel godere degli altri perché
sono aperti a tutti e perché enfatizzano qualità non
limitate alle distinzioni di status prevalenti nella
società”.
[...]
speciale elezioni europee
Nella rubrica "lettere internazionali", dedichiamo ampio spazio
alle elezioni europee. Analisi e commenti al voto dai ventisette
Paesi dell'Unione. Sono online le corrispondenze da Regno Unito,
Irlanda, Spagna, Portogallo, Francia, Olanda, Belgio, Germania,
Austria, Ungheria, Repubblica Ceca e Slovacchia, Romania, Bulgaria,
Grecia, Slovenia, Svezia, Finlandia, Danimarca, Polonia,
Lettonia.
[...]
L'Europa da ripensare
Il mese di giugno 2009 rappresenterà senz’altro un
momento cruciale nella storia dell’Unione europea, questa
bella utopia portatrice di pace e prosperità che allo stesso
tempo si adegua sempre di più al famoso motto di Jacques
Delors che la definì «un oggetto politico non
identificato». Da un lato l’Europa si impone come una
realtà e i cittadini vi si sono adattati e sanno ormai
approfittarne. Ad esempio, l’euro, per i Paesi che
l’hanno adottato, è spesso considerato responsabile
dell’aumento dei prezzi ma i consumatori sanno anche
apprezzarne i vantaggi.
[...]
Un'overdose costante
Il rumore delle vicende pubbliche e private del presidente del
Consiglio continua ad assordarci. I giornali e le televisioni
grondano di notizie su ogni parola, su ogni sussurro e grido
dell'indiscusso protagonista. Il quale, a sua volta, interviene a
ruota libera su qualsiasi argomento, sicuro che non mancheranno
gazzettieri solerti pronti a rilanciare il verbo.
Una banale analisi dello spazio occupato sulla stampa quotidiana
dalle dichiarazioni di Silvio Berlusconi dal 2006 ad oggi, ovvero
in tempi di governo e di opposizione, dimostra ad
abundantiam lo stato di occupazione permanente esercitato dal
presidente.
[...]
|