La nota
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L'incerta sinistra europea
Marc Lazar, 10 ottobre 2009
La sinistra europea continua ad attraversare una fase assai delicata. A dire il vero, come dimostra il caso greco, i risultati elettorali sono relativamente contrastanti e occorrerà attendere un poco per analizzare il reale peso della sinistra e per valutarne l’evoluzione nel corso del tempo. Ma volendosi accontentare, per il momento, di una rapida panoramica, in attesa dei dati deifinitivi dalla Grecia, si può osservare che la sinistra è riuscita a mantenere il proprio potere in Norvegia (è la prima volta in sedici anni che un governo uscente realizza una simile performance) e in Portogallo, mentre in Svezia i giochi sono lontani dall’essere chiusi e bisognerà attendere la sfida del 2010. [...]
Doppio salto mortale
Piero Ignazi, 28 settembre 2009
L’intervento del presidente Barack Obama all’assemblea generale dell’Onu segna uno spartiacque nella politica estera degli Stati Uniti. Dopo otto anni di arroganza neo-isolazionista, intessuta di insofferenza per il multilaterialismo e le organizzazioni internazionali, di interventismo con coalizioni à la carte circondandosi di servizievoli “yes-country”, gli Usa ritornano a concepire le relazioni internazionali in una ottica di interdipendenza e di cooperazione. L’unilateralismo e l’arroganza da iper-potenza vengono archiviate insieme ai suoi insuccessi. Ma non è solo una valutazione dei risultati (disastrosi) dell’amministrazione Bush ad aver modificato l’impostazione della presidenza Obama. Siamo di fronte a un vero e proprio riallineamento culturale che modifica anche l’approccio clintoniano e ritorna semmai ai buoni propositi (distinti dalle cattive azioni) di John Kennedy. [...]
Misurare il benessere
Silvia Giannini, 21 settembre 2009
La settimana scorsa è stato presentato a Parigi il rapporto finale della Commissione, insediata da Sarkozy più di un anno fa e presieduta dal premio Nobel Joseph Stiglitz, per la “Misura della performance economica e del progresso sociale”. Sono quasi 300 pagine di cui raccomando la lettura delle pagine introduttive. Nonostante l’enfasi data da alcuni organi di stampa, non è una novità che il benessere di una nazione non si misuri solo con il Pil (la somma dei beni e servizi finali prodotti in un paese in un certo periodo di tempo), ma debba considerare anche altri aspetti, oggettivi e  soggettivi, che concorrono a definire la qualità della vita e il progresso sociale di una nazione. [...]
Tarantini e le chiavi del successo
Roberto Escobar, 14 settembre 2009
Che s’ha da fa’ pe’ccampa’, dicevano gli italiani del secolo scorso. E se qualcuno nello sforzo di campare faceva torto al codice penale, poi se lo teneva per sé. Lo faceva per vergogna, o magari solo per non dar nell’occhio. Si sa, gli uomini e le donne non disdegnano i compromessi, in privato. Ma quando sono in pubblico amano far bella figura. E oggi che cosa dicono gli italiani? Né più né meno di quel che dicevano: che s’ha da fa’ pe’ccampa’. Certo, è cambiata qualche sfumatura. Prendiamo il caso di Gianpaolo Tarantini. [...]
Morire di Danzica?
Mauro Barberis, 07 settembre 2009
Ehi, ragazzi, ma non staremo esagerando, con questa attenzione spasmodica dedicata al Presidente del Consiglio? Prendiamo “Repubblica” di mercoledì 2 settembre, il giorno prima delle dimissioni del direttore dell’Avvenire. Già il titolo di prima pagina, a cinque colonne (su sei), «Berlusconi sfida l’Europa» dava il tono: e giustamente, per carità, non capita tutti i giorni che, dopo essersi appena inimicato la Fiat, gli Stati Uniti e, almeno apparentemente, la Chiesa, a uno venga in mente di zittire pure l’Unione europea. Solo che nei giorni successivi ho atteso inutilmente titoli all’altezza di questo, come «Silvio contro Maciste» o «L’urlo di Berlusconi terrorizza anche l’Occidente»: ma forse è passato troppo poco tempo, basterà aspettare. [...]
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