Rivista il mulino

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ELEZIONI 2018
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Gianfranco Viesti, 23 April 2018

Come ben noto, l’esito elettorale del 4 marzo è stato deciso dal voto del Mezzogiorno, che ha impedito alla coalizione di centrodestra di conquistare la maggioranza dei seggi: un trionfo del M5S al di là di ogni aspettativa, con un crollo del Pd, per cui ha votato meno di un meridionale su sei. Il centrosinistra e il Sud hanno divorziato. È indispensabile interrogarsi sulle radici profonde di questo voto; di quella che appare come una “vendetta” elettorale dei “luoghi che non contano”; molto al di là della comode interpretazioni  – con  atteggiamenti di disprezzo per l’elettorato - che hanno attribuito un’ importanza decisiva al reddito di cittadinanza (dando anche le ali alla falsa notizia degli assalti dei meridionali agli sportelli per ottenerlo).

Un elemento ha certamente pesato: l’interesse e la capacità di intervento nel Mezzogiorno del governo Renzi, e in larga misura anche del governo Gentiloni, è stata inesistente; anzi, spesso la loro azione l’ha penalizzato. Per illustrare questa affermazione, un elenco di questioni, necessariamente solo accennate.

1) Le grandi politiche redistributive. Per come è stata costruita la misura, degli 80 euro hanno beneficiato il 25% delle famiglie del Nord (con punte in Veneto e Emilia-Romagna) e solo il 19% nel Centro Sud, pur essendo queste ultime a reddito assai inferiore (così come il 17% delle risorse è andato al quinto degli italiani a maggior reddito e solo il 10% al più povero). Assai più tardiva, e assai più modesta nei suoi importi (2 miliardi contro 9 degli 80 euro nel 2016) è stata l’attivazione del “reddito di inserimento”, che ha molti beneficiari poveri e al Sud.

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Il Movimento fondato da Grillo e Casaleggio può essere ancora definito «populista»?
Piergiorgio Corbetta, 19 April 2018

Prima di affrontare qualsiasi ragionamento sul «populismo» è necessaria una premessa consistente nel liberare questo concetto da ogni pregiudizio ideologico e valutativo.

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viaggio in Italia / dopo il voto
Vittorio Mete, 16 April 2018

Sarà per le mappe elettorali che lo tingono tutto di un bel giallo uniforme, sarà per l’idea (dura a morire) che sotto Roma le cose vadano più o meno dappertutto allo stesso modo, sta di fatto che le analisi e i commenti sul successo del Movimento 5 Stelle nel Mezzogiorno battono (quasi) tutti sugli stessi tasti: voglia di cambiamento, disoccupazione giovanile, reddito di cittadinanza, antipolitica e altre cose del genere.

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viaggio in Italia / dopo il voto
Fulvio Colucci, 26 March 2018

L’analisi del voto a Taranto, nel luogo dell’ultima ridotta dell’industria pesante italiana, non può che partire dall’ormai noto falso d’autore del fac-simile (anzi, il fake-simile) circolato nei giorni immediatamente successivi al 4 marzo.

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Carlo Sorrentino, 23 March 2018

L’enorme flusso informativo a cui siamo esposti ci costringe continuamente a selezionare, scegliere e decidere, prima di agire. I simboli ci servono, pertanto, quali sintesi paradigmatiche per orientarci. Ricorriamo a queste scorciatoie in qualsiasi campo della nostra vita

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