Rivista il mulino

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USA
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Massimiliano Trentin, 08 January 2019

La decisione presa dal presidente Trump il 18 dicembre scorso di ritirare le 2.000 truppe regolari statunitensi dal Nord Est della Siria ha provocato una tempesta politica: negli Stati Uniti, con le dimissioni del pluridecorato segretario alla Difesa James Mattis, e dell’inviato Usa per la coalizione internazionale contro l’Organizzazione dello Stato islamico (Is) Brett McGurk

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A due anni dall'elezione di Donald Trump, gli Stati Uniti tornano alle urne per le elezioni di midterm
Maurizio Vaudagna, 05 November 2018

È in corso nei media internazionali e italiani un ampio esame delle implicazioni politiche e istituzionali delle elezioni americane di midterm di domani. Tuttavia, pochi commentatori si sbilanciano sull’esito del voto, in quanto il panorama socio-politico è ambiguo e la possibilità di sbagliare enorme.

Proprio per questo può essere interessante riportare qualche previsione

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Raffaella Baritono, 11 December 2017

La ipertrofica firma apposta da Donald Trump al decreto che ha stabilito il trasferimento della sede dell’ambasciata americana a Gerusalemme ha sollevato timori, perplessità, ansie per il futuro e, prevedibilmente, la rabbia dei palestinesi e dei Paesi arabi. L’apparente incapacità di Trump di comprendere l’importanza dei simboli, specie laddove questi si inseriscono in equilibri precari e contesti incandescenti, può risultare incredibile, specie da parte di chi intende riaffermare la leadership muscolare statunitense. È solo questione di incompetenza, instabilità psicologica, bullismo, temperamento irascibile? O è la volontà di sviare l’attenzione dell’opinione pubblica nazionale e internazionale dal sempre più scottante caso dei rapporti fra collaboratori del presidente ed esponenti del governo russo che ha riacceso le luci su un possibile impeachment del presidente? O, invece, è parte di una strategia politica più complessiva che deve tenere assieme esigenza di costruzione del consenso interno e consolidamento della base elettorale, da un lato, e, dall’altro, riposizionamento della leadership americana a livello globale secondo termini nuovi e ancora non pienamente comprensibili?

Come la stampa ha ricordato in questi giorni, la decisione di Trump non fa che rendere efficace la legge approvata nel 1995 da un Congresso che vedeva l’ala più radicale del Partito repubblicano, guidata da Newt Gingrich, vittoriosa nelle elezioni di metà mandato del 1994. Pur avendo apposto la firma, Clinton e i presidenti successivi, sia George W. Bush sia Barack Obama, avevano congelato il trasferimento

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Arnaldo Testi, 06 December 2017

Michael Flynn che parla con i russi?  È​ free speech, stupido! Incontrando l’allora ambasciatore russo a Washington, Sergey Kislyak, alla fine di dicembre 2016, e discutendo con lui di come il governo russo avrebbe potuto o dovuto reagire a certe decisioni del governo americano, Michael Flynn ha commesso un reato?

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Nicola Melloni, 14 November 2017

Che cosa succede ai Democratici americani? A oltre un anno dalle elezioni presidenziali, il Partito democratico non sembra ancora aver digerito la sconfitta. I Democratici, come peraltro molti progressisti in Occidente, sono in crisi di identità e profondamente divisi tra loro.

Questi problemi hanno avuto origine ben prima delle elezioni presidenziali:

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