Rivista il mulino

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EMILIA-ROMAGNA
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Anna Bosco, Francesco Ramella, 16 December 2019

Esiste ancora il "modello" dell’Emilia-Romagna? A giudicare dallo stato di apprensione con cui, a sinistra, si discute delle prossime elezioni regionali si direbbe proprio di no. Soprattutto dopo la sconfitta subita alle elezioni europee. Ma cos’era quello che Togliatti definì il laboratorio emiliano? Un modello di sviluppo, innanzitutto: che teneva insieme crescita economica e politiche sociali avanzate; dinamismo di mercato e regolazione pubblica; benessere privato e democratizzazione.

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Dal numero 5/19
Roberto Balzani, 07 November 2019

Le prossime elezioni regionali in Emilia-Romagna assumono, per unanime convinzione degli osservatori, il valore di un test emblematico sia per le trasformazioni in atto nella periferia italiana, sia per la tenuta del governo. L’Emilia-Romagna, infatti, appartiene, con la Toscana e l’Umbria, a quel blocco di regioni italiane che, dal 1970, sono state guidate senza soluzione di continuità da esponenti della sinistra e poi del centrosinistra, finendo per costituire il cuore della subcultura politica «rossa».

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Cartolina dalla Bassa modenese
Giosuè David, 13 September 2019

Le elezioni europee dello scorso 26 maggio hanno portato la Lega di Salvini come primo partito in Italia: un’ascesa non del tutto inaspettata, ma sicuramente un dato importante per il nostro Paese, soprattutto in una regione quale l’Emilia Romagna,

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Dove portano le richieste di autonomia da parte della ex regione rossa?
Gianfranco Viesti, 02 July 2019

Uno degli aspetti più interessanti delle complesse e assai importanti vicende dell’autonomia regionale differenziata è che le richieste non provengono solo da regioni a guida leghista, e cioè Veneto e Lombardia, ma anche dall’amministrazione regionale dell’Emilia-Romagna, a guida Pd.

Vi sono importanti differenze. Sotto il profilo del processo, in Emilia-Romagna – a differenza degli altri due casi – si è proceduto per via amministrativa,

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Dopo il 26 maggio, verso le elezioni regionali
Gianfranco Pasquino, 30 May 2019

Primum vincere deinde philosophari oppure primum philosophari deinde vincere? Se sia meglio dedicare tutte le proprie energie a conquistare una carica importante come quella di presidente della regione Emilia-Romagna e poi ragionare su cosa fare oppure se sia preferibile aprire un grande e approfondito dibattito sulla “filosofia” della politica, sui contenuti del riformismo, su che cosa debba e possa essere un partito del cambiamento nell’Italia sovranista? Già, perché il voto europeo del 26 maggio ha detto alto, forte, chiarissimo che in Italia i sovranisti (la Lega di Matteo Salvini e i Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni ai quali si aggiungono alcuni esponente di sinistra e i loro cattivi maestri) costituiscono una ampia maggioranza e che l’alternativa è debole, scompaginata, confusa.

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