Rivista il mulino

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UMBRIA
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Marco Valbruzzi, 04 November 2019

Dopo le elezioni politiche del 4 marzo 2018 in Italia si sono tenute dieci elezioni regionali. Se si escludono i casi particolari della Valle d’Aosta e della provincia di Bolzano, il centrodestra ha vinto in tutte le consultazioni, comprese quelle che, come nel caso dell’Umbria, si sono svolte in contesti storicamente difficili. Che anche in Italia oggi stia spirando un vento sovranista, cioè una diffusa domanda di protezione, a cui i due principali partiti di destra (Lega e Fratelli d’Italia) hanno saputo fornire una risposta efficace sul piano elettorale, è fuor di dubbio. Molto più incerte sono invece le ragioni che stanno dietro a questa lunga serie di vittorie. Dalle ultime elezioni regionali in Umbria si possono però ricavare alcune indicazioni che ci aiutano a comprendere il successo della destra e, di riflesso, la sconfitta del centrosinistra e del Movimento 5 Stelle.

1) Uno o Nessuno. La prima lezione ha a che fare direttamente con l’identità delle forze politiche che si presentano alle elezioni. Per anni ci siamo raccontati “democrazie senza scelta”, dove le sfumature tra i partiti (e i governi) di centrosinistra e quelli di centrodestra erano così impercettibili che agli elettori interessava poco se al governo ci fossero gli uni o gli altri. In fine dei conti sono la stessa cosa, si diceva; facce speculari di una stessa medaglia, una sola unica casta. Il che, per certi aspetti, è stato anche vero, almeno fino a quando non sono piombati sulla scena i tanto disprezzati leader populisti a raccontarci che la globalizzazione non è un dogma, che l’Unione europea non è un mantra, che il multiculturalismo non è un destino, che l’austerità non è una manna. A molti, compresi alcuni studiosi, questi partiti populisti sono sembrati un po’ come quegli ubriachi capitati per sbaglio a una cena di gala, che se ne fregano delle buone maniere e sputano in faccia agli altri ospiti verità scomode che per quieto vivere si preferiva tacere. Ora il re dei partiti mainstream (socialdemocratici, liberali e democristiani) è nudo e pensare di cavarsela innalzando qualche barriera istituzionale o formando Größe Koalitionen sempre più ristrette è solo un modo per rimandare la questione senza risolverla.

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Cartolina da Spoleto
Alessandro Monti, Bruno Toscano, 29 October 2019

Capita spesso che un antico edificio sia abbandonato e rischi l’estinzione. Meno frequente che nelle stesse condizioni si trovi un intero comparto urbano monumentale, come avviene a Spoleto in una vasta area (17.000 mq) entro la cinta muraria medievale,

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Speciale amministrative 2019
Marco Damiani, 15 May 2019

In Umbria il clima politico continua a essere avvelenato. Dopo gli effetti politici delle indagini giudiziarie che hanno condotto alla decapitazione dei vertici regionali del Partito democratico e agli arresti domiciliari dei massimi dirigenti dell’assessorato alla sanità e dell’ospedale di Perugia, il 7 maggio l’Assemblea legislativa regionale

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Dopo l’inchiesta che ha portato alle dimissioni di Catiuscia Marini dalla regione
Marco Damiani, 24 April 2019

Com’è noto, l’Umbria è una regione ad alto rischio sismico. Nella storia recente ha subito terremoti come quelli del 1979, 1997 e 2016, che hanno seriamente pregiudicato la tenuta del suo patrimonio artistico, architettonico e ambientale. La ricostruzione successiva, avvenuta con apprezzata efficacia amministrativa, ha sempre saputo ricomporre le macerie

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Cartolina da Castelluccio
Franco Ferroni, 09 May 2018

L’Appennino ha bisogno di centri commerciali? La domanda, di per sé provocatoria, potrebbe ricevere una risposta differente (la nostra sarebbe “no, non ne ha bisogno”) se si precisasse che stiamo parlando dell’Appennino i cui centri sociali ed economici sono stati distrutti e disgregati dal terremoto?

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