Rivista il mulino

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ARMI
Gli omicidi in famiglia con armi da fuoco
Giorgio Beretta, 23 July 2019

Nei giorni scorsi, l’istituto Eures di Ricerche Economiche e Sociali ha pubblicato il Rapporto su caratteristiche, dinamiche e profili di rischio dell’omicidio in famiglia (qui la sintesi). Il rapporto merita attenzione non solo perché rappresenta la prima analisi in Italia dedicata specificamente a questo argomento, ma soprattutto perché inquadra, sulla base di un’ampia serie di dati statistici, l’omicidio famigliare nel contesto del fenomeno omicidiario a livello nazionale,

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Piero Merola, 10 May 2018

Trump spezza il disgelo con l’Iran (e l’Europa resta a guardare). «L’accordo con l’Iran è profondamente sbagliato. Se non agiamo, sappiamo per certo che in breve tempo, il principale sponsor mondiale del terrorismo sarà sul punto di procurarsi le armi più pericolose del mondo»

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Mauro Barberis, 13 March 2017

Mancano due giorni alle elezioni olandesi, e poco più di un mese a quelle francesi. Se si aggiornasse il Dizionario dei luoghi comuni di Flaubert, dunque, conterrebbe una voce così concepita: «Populismo: tuonare contro». Con un piccolo problema, però: su una scena politica affollata di populismi, che cosa significa ancora la parola «populismo»? Che cosa indica ancora un termine che può applicarsi indifferentemente a Geert Wilders come a Marine Le Pen, a Donald Trump così come a Vladimir Putin, a Beppe Grillo o a Matteo Renzi?

Un minimo di onestà intellettuale imporrebbe di definire «populismo» secondo i seguenti estremi: «termine spregiativo usato nel XXI secolo per indicare tutti i fenomeni politici che non ci piacciono, non capiamo e/o ci fanno paura». Ad esempio: chi è il più populista del reame, il sindaco napoletano De Magistris, che cerca di togliere al leader leghista Salvini il suo sacrosanto diritto di manifestare, oppure lo stesso leader leghista, che organizza la sua adunata di camicie verdi a Fuorigrotta, dove il casino è assicurato?

Tutto consiglierebbe dunque di espellere «populismo» dal nostro vocabolario, come «strega» o «unicorno». Personalmente, farei anche un pensierino alla parola «popolo», che userei il meno possibile, e solo con una precisazione liberal-pluralista. La sovranità appartiene al popolo solo nel senso – non certo che il popolo comandi, cosa mai capitata al mondo, bensì – che nessuno comanda. Nessun autocrate, né leader democratico né unto del signore, cioè, può mai confiscare la sovranità del popolo, presentandosi come suo unico rappresentante.

L’unica eccezione che sono disposto a concedere al bando totale di «populismo» è il suo uso qualificato, seguito da un aggettivo. Penso in particolare a «populismo penale», espressione usata da penalisti e criminologi per indicare una politica del diritto penale curiosa, benché insospettabilmente diffusa: la politica della paura.

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