Rivista il mulino

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MOVIMENTI
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Va in onda "Processo per stupro"
Silvia Salvatici, 24 April 2020

Il 26 aprile 1979, in seconda serata, la Rai mette in onda Processo per stupro, il primo programma televisivo girato nell’aula di un tribunale. I circa tre milioni di spettatori che si sintonizzano su Rete Due assistono alla ricostruzione del processo per violenza sessuale che si è svolto nel tribunale di Latina l’anno precedente. Gli imputati sono quattro uomini sui quarant’anni, accusati dalla diciottenne Fiorella

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È possibile oggi essere politici senza essere virali?
Nicola Pedrazzi, 25 November 2019

L’8 settembre 2007, quando Beppe Grillo intimò all’unica bandiera sventolante in Piazza Maggiore di abbassarsi «perché portano sfiga», io c’ero e come gli altri risi. Ricordo che a fine giornata acquistai online il cofanetto di Incantesimi, lo spettacolo portato in tour da Grillo nel 2006; non feci nessun caso al logo di uno sconosciuto editore (una certa Casaleggio Associati)

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Camille Bedock, 28 March 2019

I gilet gialli sono al centro della cronaca politica francese dal 17 novembre scorso e sono già stati oggetto di numerose analisi, che via via li hanno etichettati come "rivolta anti-fiscale", "democrazia reale", "rivoluzione in corso". Alcuni giorni dopo la prima mobilitazione, è stato lanciato a Bordeaux un appello alla comunità di politologi e sociologi francesi per avviare un'indagine collettiva sul movimento. Grazie al lavoro di una trentina di ricercatori in varie regioni della Francia, è stato possibile sottoporre un questionario ai manifestanti sia nelle rotatorie sia nel corso di riunioni o eventi cittadini.

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Dalla ribellione per le tasse all’empowerment politico
Vincent Michelot, 18 December 2018

Il movimento dei "gilets jaunes" ha radici molto profonde nella politica francese. È, allo stesso tempo, il terminale dei cambiamenti sociali che hanno avuto luogo dagli anni Cinquanta e il sottoprodotto diretto delle ultime elezioni presidenziali, il risultato del nuovo ambiente politico che è stato creato, ma anche dell’incapacità delle istituzioni della V Repubblica di assorbire, dare un senso e rispondere adeguatamente alle richieste di nuove forme di democrazia e di rappresentanza.

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Mauro Barberis, 16 July 2012

«Chiunque, allo scopo di attentare alla sicurezza dello Stato, commette un fatto diretto a portare la devastazione, il saccheggio o la strage nel territorio dello Stato o in una parte di esso è punito [con la morte, e oggi] con l’ergastolo» (art. 285 c. p.). «Chiunque, fuori dei casi preveduti dall’art. 285, commette fatti di devastazione o di saccheggio è punito con la reclusione da otto a quindici anni» (art. 419 c. p.).

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