Rivista il mulino

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ANNI DI PIOMBO
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Il dovere oltre la memoria
Marcello Neri, 29 May 2015

Si sa che tornando da scuola gli adolescenti allungano la strada, almeno così era abituale per noi. Una routine, quel giorno di fine maggio, colta di sorpresa da una frenesia che avevamo imparato a intuire. Per quelli cresciuti a Milano fra gli anni Settanta e Ottanta era quasi una necessità umana rendere normale una città scossa dal terrorismo, dalla sua logica perversa di colpire il meglio di quello che il paese aveva per incatenarlo alla perpetua ripetizione della propria viziosità.

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Gaetano Piepoli, 02 August 2013

Quel 2 agosto di trentatré anni fa rientravo con la mia famiglia da un soggiorno in Valtellina. Per la prima volta, e quasi per caso, avevamo anticipato le ferie nel mese di luglio. Secondo i programmi, quel giorno ci saremmo dovuti fermare a Bologna

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Elena Pirazzoli, 27 June 2013

È di nuovo il 27 giugno, di nuovo si avvicina il momento delle vacanze, come trentatré anni fa partivano per le vacanze le 81 vittime della strage di Ustica. Gli anniversari servono a tenere vivo il ricordo e anche a fare un bilancio di che cosa è cambiato, nell’ennesimo anno trascorso da un evento traumatico.

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Patrick Fogli, 02 August 2012

Quante cose può fare un essere umano in trentadue anni? In trentadue anni la vita cambia almeno due volte. Trentadue anni sono l’età del nipote di un conoscente che ricordiamo in fasce, del nuovo vicino di casa. Sono l’età di un figlio. Lo abbiamo visto mentre tentava di camminare, lo abbiamo visto correre, lo abbiamo sentito ridere, piangere, urlare.

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Piero Ignazi, 16 April 2012

La sentenza per la strage di Brescia non sorprende. La mancata individuazione di responsabili era già scritta nei trentotto anni trascorsi da allora e negli errori e depistaggi operati fin da subito da chi era connivente, o non ostile, alla destra radicale. Del resto, l’avevamo già scritto sulla rivista, con un contributo puntuale e dettagliato di Anna Cento Bull  che segnalava sia l’indifferenza con cui procedevano i processi, sia la perdurante refrattarietà da parte della destra di derivazione Msi ad ammettere le responsabilità dei membri di Ordine Nuovo nelle stragi e in quella di Brescia in particolare.

Parlare degli anni di piombo e della strategia della tensione oggi, era come rievocare la resistenza negli anni Ottanta: eventi lontani, sfuocati agli occhi di quasi due generazioni. Da allora, la politica italiana ha attraversato ere geologiche, basti pensare al diluvio forza-leghista che ci ha sommersi negli ultimi vent’anni. Eppure la drammaticità di quegli eventi ha ancora la forza di scuotere. Perché solo l’Italia ha vissuto un periodo di così intensa lotta politico-ideologica tanto da indurre tanti a sparare per le strade, a prendere ostaggi, a piazzare bombe sui treni, nelle piazze, negli edifici pubblici. In Spagna e in Gran Bretagna, dove il terrorismo dell’Eta e dell’Ira è stato anche più sanguinario, esso si ammantava di una motivazione “nazionalista”, tipica delle lotte di liberazione nazionali, non di motivazioni ideologiche.

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