Rivista il mulino

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TERRITORIO
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Per affrontare la crisi nei territori, non dimentichiamoci delle modalità di governo
Emanuele Polizzi, Tommaso Vitale, 15 June 2020

Nel dibattito italiano attuale sulla gestione della crisi sanitaria, economica e sociale e sulle prospettive di sviluppo per il Paese c’è un punto che non è stato ancora evidenziato ma che appare invece cruciale: le proposte e le idee emerse sin qui, tanto dal governo e dagli attori politici quanto da molti osservatori esterni ed esperti, si concentrano molto sul cosa fare

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Le elezioni in Emilia-Romagna
Bruno Simili, 27 January 2020

Il primo treno della mattina lascia Vignola poco dopo le sei. Lungo il tragitto si ferma sedici volte e raccoglie via via chi pendola sul capoluogo, a cominciare dagli studenti e da chi a Bologna lavora. C’è una corsa ogni ora, più qualcun’altra a inizio giornata. Idem al ritorno, quando l’ultimo treno se ne va dalla Stazione centrale alle venti e diciotto. Per i ritardatari, un bus parte un’ora dopo, ma è l’ultima possibilità per tornare a casa. È sempre pieno, per lo più di immigrati che rientrano dopo una giornata di lavoro: dall’edilizia e dai servizi, badanti, infermiere; e venditori con il saccone ancora pieno di mercanzia. Un treno analogo copre l’asse che ripercorre quello della ottocentesca ferrovia Bologna-Portomaggiore verso la provincia di Ferrara: attraversa Budrio, il paesone della bassa immersa nella nebbia che cerca di togliersi di dosso la cronaca nera di Igor e il ricordo della recente alluvione. Poi c’è la Porrettana, vecchia di oltre un secolo e mezzo, che corre lungo un percorso di grande bellezza sino a Pistoia attraversando Porretta Terme. I piccoli convogli, gestiti da Trenitalia, sono più scalcagnati, e non è raro che vengano soppressi all’ultimo istante. Così tocca aspettare anche un’ora prima che arrivi il successivo. La maggior parte delle corse la domenica non c’è, tanto dei treni quanto dei bus, e per gli adolescenti che vogliono farsi un giro in città o nei centri commerciali della cintura spesso l’unica alternativa è farsi accompagnare in auto dai genitori.

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Il primo McDonald’s apre in Italia
Roberta Sassatelli, 15 October 2019

È un ordinario martedì d’autunno quando McDonald’s apre il suo primo ristorante sul suolo italiano. Il 15 ottobre 1985, nella piazza centrale Walther von der Vogelweide di Bolzano, il doppio arco giallo simbolo della maggiore catena di ristoranti fast food del mondo accoglie i suoi primi clienti. Di lì a poco, nel marzo del 1986, McDonald’s aprirà nella capitale, a Piazza di Spagna, quello che da molti è ancora considerato il primo McDonald’s italiano.

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L’Italia che non ci sta. Viaggio in un Paese diverso
Bruno Simili, 26 July 2019

Lo strumento utilizzato dai geologi per monitorare i movimenti del sottosuolo è il più delle volte associato alla paura: quando un sismografo registra una serie di valori più elevati della media c’è da stare in guardia, perché potrebbe trattarsi di avvertimenti che preannunciano disastri.

Di questo tipo di sismografi nell’ultimo libro di Francesco Erbani non si parla esplicitamente, per quanto il terremoto e le sue conseguenze siano ben presenti nel racconto di un’Italia che, altrove, vedremmo definita per sbaglio come “minore”.

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Una sanatoria senza precedenti
Edoardo Zanchini, 16 October 2018

La scelta del governo di proporre un nuovo condono edilizio per l'isola di Ischia ha una dimensione che travalica i pur incredibili aspetti ambientali. Mentre nelle scorse settimane l'attenzione sul cosiddetto “Decreto Genova” si concentrava sul nome del commissario che doveva occuparsi della ricostruzione del Ponte Morandi

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