Rivista il mulino

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PRESIDENZIALI USA 2016
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Angela Santese, 26 January 2017

Together, we rise. Ventiquattro ore dopo il giuramento del 45° presidente degli Stati Uniti, 500.000 manifestanti hanno marciato lungo Pennsylvania Avenue per poi riversarsi lungo il National Mall, riempiendo le strade della capitale più della stessa cerimonia dell’Inauguration Day.

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Magali Sarfatti Larson, 14 December 2016

La tragedia americana è appena incominciata. Nella mia città, Philadelphia, Hillary Clinton ha preso l’82,4% dei voti (Obama nel 2012 ottenne l’85,2%, mentre Trump ha migliorato di 1,4 punti il 14,1% di Romney).

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>> commentaries
Immanuel Wallerstein, 22 November 2016

Le elezioni americane: sono finalmente finite, no? Quasi tutti sono sorpresi dalla vittoria di Trump. Si dice che pure Trump sia stupito. E ovviamente ora ognuno spiega

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Mario Ricciardi, 21 November 2016

Si naviga a vista: sembra essere questo il senso delle dichiarazioni fatte da Barack Obama nel corso della conferenza stampa tenuta a Lima, dove si trova per prendere parte a un incontro dell’Apec (Asian Pacific Economic Cooperation). Da un lato, secondo tradizione, il presidente uscente ha ribadito che si augura che il suo successore faccia il suo lavoro, per il bene del Paese, e che gli metterà a disposizione la propria esperienza per facilitarlo nel difficile compito che lo attende. Dall’altro, in modo meno rituale, egli si è riservato il diritto di criticare, come cittadino che ha a cuore il proprio Paese, le scelte della nuova amministrazione che apparissero incompatibili con i valori fondamentali della democrazia statunitense. Non è difficile immaginare cosa abbia in mente Obama. Mentre il «presidente eletto» (come si dice negli Stati Uniti) procede negli incontri in vista della formazione del prossimo esecutivo – che significativamente si tengono in buona parte nel grattacielo di sua proprietà – si moltiplicano le voci di chi esprime perplessità, preoccupazione o vero e proprio allarme per i nomi che, secondo le anticipazioni, potrebbero comporlo. A giudicare da quel che si è visto fino ad ora, quella di Trump potrebbe essere una delle squadre di governo più divisive della storia recente degli Stati Uniti, un gruppo di persone che sono in gran parte prive di esperienza di governo a livello federale, scelte da un leader che a volte si comporta come il protagonista di un reality show.

Nella conferenza stampa sudamericana il presidente uscente ha espresso fiducia nel fatto che la realtà porterà Trump a modificare le proprie posizioni, venendo meno ai propositi più estremi manifestati in campagna elettorale.

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Mattia Diletti, 21 November 2016

C’erano un volta le emerging coalitions; c’era una volta la emerging coalition democratica. Ovvero, da un lato, l’idea che la democrazia americana e la sua

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