Rivista il mulino

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ESTERI
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Bruno Simili, 07 April 2017

Da tempo si tende a dare sempre meno peso ai sondaggi. Ciò nonostante, una sorta di tentazione irresistibile a considerarli comunque prende chi si occupa di politica. Difficile, più che mai in una situazione di grande incertezza come quella che caratterizza oggi la scena italiana, dire quanto le indicazioni di voto che circolano in vista delle prossime elezioni siano attendibili.

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Presidenziali Usa 2016
Piero Merola, 29 July 2016

L’ora di Hillary. Quattro decenni dopo i tentativi (falliti) di Margaret Chase Smith tra repubblicani nel 1964 e di Shirley Chisholm nel 1972 tra i democratici, Hillary Clinton

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Evrim Gormus, Nicola Melloni, 28 July 2016

Lotta di potere in Turchia. Il tentato colpo di Stato turco ha allarmato le cancellerie occidentali – e anche l’opinione pubblica internazionale. Avvenuto all’indomani della

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Gianfranco Pasquino, 27 July 2016

In seguito alla più recente ondata di democratizzazione seguita al crollo dei regimi comunisti non soltanto nei Paesi dell’Europa centro-orientale, le democrazie che, pure

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Il cammino verso l’elezione del prossimo presidente Usa si fa tutt’altro che tranquillo
Raffaella Baritono, 25 July 2016

Gli appassionati degli anni d’oro del cinema americano forse ricorderanno l’attore e comico Will Rogers, che fece parte anche della troupe del celeberrimo Ziegfeld Follies. Di lui si ricordano anche le sue frasi fulminanti sulla politica americana, alcune delle quali potrebbero benissimo costituire da sole brillanti e sintetici editoriali. La più celebre, e in questi giorni la più evocata, è quella che dice «non faccio parte di alcun partito politico organizzato … sono un democratico». Perfetta sintesi della battaglia politica che ha opposto Hillary Clinton e Bernie Sanders sia durante le primarie che in occasione della stesura del testo della piattaforma politica, e che con tutta probabilità si riproporrà all’interno della convention che si apre oggi a Filadelfia. Una delle materie più scottanti riguarda il tema dei superdelegati (vale a dire senatori e rappresentanti democratici in Congresso, governatori nonché esponenti politici nominati dal comitato nazionale del partito) i quali, introdotti non casualmente dopo le elezioni del 1972 conclusesi con la sconfitta del liberal George McGovern, hanno fatto il loro dovere, cioè arginare le istanze troppo di sinistra.

Oggi, però, e soprattutto dopo l’annuncio di Hillary di farsi affiancare come candidato alla vicepresidenza dal moderato Tim Kaine, i superdelegati finiscono per diventare un ostacolo rispetto alla necessità di dare rappresentanza e voce ai seguaci di Sanders. Will Rogers avrebbe detto: «i democratici non si trovano mai d’accordo su nulla, è per questo che sono democratici. Se andassero d’accordo, sarebbero repubblicani».

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