Rivista il mulino

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Le elezioni in Emilia-Romagna
Bruno Simili, 27 January 2020

Il primo treno della mattina lascia Vignola poco dopo le sei. Lungo il tragitto si ferma sedici volte e raccoglie via via chi pendola sul capoluogo, a cominciare dagli studenti e da chi a Bologna lavora. C’è una corsa ogni ora, più qualcun’altra a inizio giornata. Idem al ritorno, quando l’ultimo treno se ne va dalla Stazione centrale alle venti e diciotto. Per i ritardatari, un bus parte un’ora dopo, ma è l’ultima possibilità per tornare a casa. È sempre pieno, per lo più di immigrati che rientrano dopo una giornata di lavoro: dall’edilizia e dai servizi, badanti, infermiere; e venditori con il saccone ancora pieno di mercanzia. Un treno analogo copre l’asse che ripercorre quello della ottocentesca ferrovia Bologna-Portomaggiore verso la provincia di Ferrara: attraversa Budrio, il paesone della bassa immersa nella nebbia che cerca di togliersi di dosso la cronaca nera di Igor e il ricordo della recente alluvione. Poi c’è la Porrettana, vecchia di oltre un secolo e mezzo, che corre lungo un percorso di grande bellezza sino a Pistoia attraversando Porretta Terme. I piccoli convogli, gestiti da Trenitalia, sono più scalcagnati, e non è raro che vengano soppressi all’ultimo istante. Così tocca aspettare anche un’ora prima che arrivi il successivo. La maggior parte delle corse la domenica non c’è, tanto dei treni quanto dei bus, e per gli adolescenti che vogliono farsi un giro in città o nei centri commerciali della cintura spesso l’unica alternativa è farsi accompagnare in auto dai genitori.

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Bruno Simili, 03 January 2020

“Valentina ha due enormi occhi azzurri, belli e brillanti, e i capelli neri, lisci e lunghi. Abita con la nonna a Tor Bella Monaca, all’R4, il comparto che si trova in fondo a via dell’Archeologia, al primo piano di una delle stecche che si affacciano davanti alla scuola elementare. I genitori di Valentina vivono da qualche parte della città, chissà dove. Sono entrambi tossicodipendenti e a Tor Bella Monaca non ci tornano da quanto lei era ancora una bambina”.

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Cartolina da Venezia-Mestre
Giancarlo Ghigi, 04 December 2019

Capita di trovare, tra i post delle bacheche social di alcuni veneziani, immagini di bolli di sezione datati “1 dicembre 2019”. Sono i bolli che attestano la partecipazione al voto al referendum – il quinto – sulla separazione di Venezia da Mestre e si trasformano quasi nella rivendicazione identitaria di pochi resistenti. Ha in effetti prevalso l’astensione: solo un veneziano su quattro si è recato alle urne.

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Cartolina da Spoleto
Alessandro Monti, Bruno Toscano, 29 October 2019

Capita spesso che un antico edificio sia abbandonato e rischi l’estinzione. Meno frequente che nelle stesse condizioni si trovi un intero comparto urbano monumentale, come avviene a Spoleto in una vasta area (17.000 mq) entro la cinta muraria medievale,

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A partire da "Nevia", film d'esordio di Nunzia De Stefano
Marcello Anselmo, Enrica Morlicchio, 28 October 2019

Nonostante negli ultimi anni sia stata la città italiana più raccontata – in televisione, al cinema, in letteratura – Napoli continua a rivelare aspetti sommersi e situazioni sociali al limite del paradosso. Uno di questi è, certamente, lo scenario di metropoli dolente che fa da sfondo al film d’esordio di Nunzia De Stefano, Nevia.

La narrazione restituisce pienamente la quotidianità claustrofobica in cui si muovono gli abitanti dei Bipiani di Ponticelli, prefabbricati impiantati nel quartiere della periferia orientale partenopea per rispondere all’emergenza abitativa seguita al sisma del novembre del 1980.

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