Rivista il mulino

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ECONOMIA DIGITALE
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La culla dell’innovazione si intesta la svolta sociale per gig-worker e non solo
Antonio Aloisi, Valerio De Stefano, 12 September 2019

California Dreamin’. Davvero l’assemblea legislativa dello Stato della California ha approvato una proposta di legge, AB5, che impone alle imprese della gig-economy di inquadrare i propri lavoratori come subordinati? La notizia è sensazionale, non solo per gli addetti ai lavori.

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Luisa Leonini, 12 June 2017

La separazione dei luoghi di lavoro dai luoghi di vita domestica viene definita e descritta come una delle caratteristiche principali del processo di industrializzazione e di modernizzazione del modello capitalistico. Questa rigida distinzione tra luoghi ha a sua volta prodotto una separazione tra tutto ciò che ha a che vedere con intimità, affettività e cura, che viene circoscritto all’ambito domestico, e i comportamenti formali e freddi della vita professionale, il comportamento distaccato e controllato della sfera pubblica. Due ambiti nettamente e rigidamente separati che hanno contraddistinto l’organizzazione della vita quotidiana, del lavoro e del consumo in epoca fordista: tempi rigidi in luoghi altri da quelli domestici, fortemente disciplinati e strutturati, dove si mantiene una netta divisione tra ruoli e compiti.

Oggi in una situazione di profondo cambiamento e di flessibilizzazione non solo del mercato del lavoro, ma anche dei tempi e dei luoghi, di precarizzazione e diffusione di gig e sharing economy, e con il proliferare di tecnologie che consentono di lavorare da una molteplicità di luoghi differenti, si è indebolita la rigida distinzione tra luoghi di lavoro, di socialità e di vita. Possiamo lavorare da casa, azionare macchinari e strumenti vari da remoto, disporre di tutta la documentazione e i dati necessari sul cloud, senza più bisogno di archivi fisici, possiamo mescolare attività e tempi di vita quotidiana e professionale. Rispondiamo alle mail o lavoriamo dopo cena, il sabato o la domenica.

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Modernità, sovranità, identità: le tre dimensioni storiche della vicenda Uber
David W. Ellwood, 01 March 2017

Nonostante tutte le accuse a proposito del trattamento delle sue dipendenti femminili, del presunto furto di talenti tecnici da altre aziende, della manipolazione dei prezzi a seconda della richiesta, quello della piattaforma Uber è un business enorme.

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Dal numero 6/2016
Giovanni Arata, 12 December 2016

Nell’Europa della disoccupazione esiste un serbatoio di lavoro grande e poco esplorato. Posizioni a elevato valore aggiunto, con buone prospettive, salari competitivi e potenzialmente in grado di generare esternalità economico-sociali di rilievo.

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Il diffondersi della «gig economy» nelle società digitali
Luisa Leonini, 24 October 2016

È ormai qualche tempo che si discute di come la nuova rivoluzione tecnologica abbia cambiato e stia cambiando radicalmente e profondamente le nostre vite e il nostro modo di lavorare, di trascorrere il tempo libero, di tenere le nostre relazioni sociali. Il progresso tecnologico ha certamente prodotto una società più ricca e avanzata, ma allo stesso tempo sta riorganizzando continuamente le possibilità di redistribuzione e i nuovi assetti tra «vincitori e perdenti», tra inclusi ed esclusi, favorendo principalmente quelli con il più alto livello di istruzione e formazione, con competenze gestionali, legate alla finanza e ai sistemi informatizzati e tecnologici.

Oggi con lo sviluppo dell’intelligenza artificiale disponiamo delle cosiddette smart machines, macchine intelligenti che risolvono problemi meglio della maggior parte degli esseri umani: battono a scacchi i campioni, producono diagnosi mediche corrette, sostituiscono i guidatori. Nella digital economy le nuove tecnologie consentono la nascita di piattaforme dove domanda e offerta si incontrano riducendo drasticamente le intermediazioni e facendo scomparire figure professionali considerate ormai obsolete. Si diffonde quella che gergalmente viene definita la «gig economy» (dall’inglese lavoretto, compito o lavoro temporaneo e occasionale), ovvero un insieme di relazioni economiche dove le prestazioni lavorative continuative tendono a diminuire e dove

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