Rivista il mulino

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RAZZISMO
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Roberto Escobar, 29 November 2010

«Nun me piace ‘o presepe», insiste il Tommasino di Natale in casa Cupiello. Ha un bel provarci il padre Luca, durante i tre atti della commedia di Eduardo De Filippo: «Te piace ‘o presepe?... Te piace ‘o presepe?... Te piace ‘o presepe?». Capatosta, quello non molla. Che cosa resterebbe del suo amor proprio, se ammettesse d’aver cambiato idea? È un lusso, cambiare idea. Richiede autoironia, e una buona dose di fiducia in se stessi. Soprattutto, richiede intelligenza. Dunque, se non cambia idea, Tommasino è stupido?
Lasciamo impregiudicata la questione, e da quel di Napoli saliamo per settecento chilometri verso Nord. Qui ne troviamo un altro, di Tommasino (senza offesa per Eduardo). Si chiama Cadeo Maurizio, e ancora per qualche mese è assessore della giunta milanese. Per la precisione, è assessore al Decoro urbano. Un sostantivo e un aggettivo impegnativi: decoro e urbano.

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Rom a Milano
Roberto Escobar, 05 October 2010

Ci sono uomini e sottouomini, «Untermenschen», per usare una parola che andava di moda attorno alla metà del secolo scorso. Ora accade a Milano. Ma quella dell’ex capitale morale non è un’esclusiva (Nicolas Sarkozy insegna). Quando si tratta di Rom o di Sinti – di zingari, per dirla secondo la Weltanschauung del Maroni Roberto, del Salvini Matteo e di milioni di altri “uomini superiori” –, quando si tratta di loro, dunque, tutto ci pare lecito, dai pogrom scatenati in nome della legalità all’esclusione sistematica dei loro figli dalle scuole. Ora, appunto, accade (di nuovo) a Milano. Il fatto è chiaro. Utilizzando fondi messi a disposizione proprio dal ministro dell’Interno, il comune si era impegnato a consegnare ad alcune associazioni di volontariato 25 appartamenti sparsi per la città, che poi le associazioni avrebbero dato in uso – a rotazione, e non a titolo gratuito – ad alcune famiglie Rom.

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Roberto Escobar, 11 May 2009

Ci siamo. Dopo quasi un ventennio di politica della paura e dell’odio, ci siamo. L’apartheid entra nell’agenda politica di questo nostro povero Paese. Ci ha pensato Matteo Salvini, deputato e capogruppo della Lega nel Consiglio comunale di Milano. Nei metrò, ha detto, occorre riservare due carrozze alle donne e altre ai “milanesi per bene”. Chi lo sia, milanese e per bene, naturalmente sarà lui a deciderlo. C’è stato chi si è indignato. Qualcuno ha anche distribuito su autobus e metropolitane cartelli con la scritta “Posti riservati ai pirla”, e con la sua foto a mo’ d’esempio. Ma si tratta, nel caso dell’indignazione e nel caso della risposta ironica, di ben magre consolazioni. Quello che voleva ottenere, Salvini l’ha ottenuto.

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Roberto Escobar, 09 March 2009

“Non è che possono andare in galera se non sono stati loro, ma non cambia niente: i veri colpevoli sono sempre rumeni”. Ne è certa Alessandra Mussolini (AdnKronos, 4 marzo). E con lei ne sono certi gli italiani, in gran maggioranza. Gli stupratori del parco della Caffarella sono, devono essere rumeni. Anzi, devono essere Rom – come titola qualche giornale –, o comunque nomadi. Non per niente, con solerzia e perizia, gli inquirenti li hanno incastrati.

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