Rivista il mulino

LEGISLAZIONE
Francesca Barca, 23 November 2020

Martedì scorso – mentre la polizia, filmata da attivisti e presenti, finiva di sgombrare a colpi di gas lacrimogeno un campo profughi che “ospitava” circa 2500 persone a Saint-Denis, nel nord di Parigi – decine di manifestazioni si sono tenute nella capitale francese e in altre città della Francia, 

[...]
Molte ombre (da un punto di vista giuridico) sulla proposta di Kurtz
Vincenzo Pacillo, 19 November 2020

Il 2 novembre 2020 la città di Vienna è stata colpita da un attacco terroristico. Quattro civili inermi sono stati uccisi, altre 22 persone sono rimaste ferite, alcune gravemente. L’attentatore, anch’egli rimasto ucciso, è un cittadino austriaco-macedone, Kujtim Fejzulai, il quale non era solo in contatto con una rete di jihadisti tedeschi,

[...]
Andrea Mariuzzo, 26 May 2020

Il 20 maggio ricorreva il cinquantesimo anniversario della legge n. 300/1970, lo Statuto dei lavoratori, quella che con le modifiche subite nel corso del tempo resta ancora la normativa di riferimento per i rapporti di lavoro. 

[...]
Mauro Barberis, 07 March 2016

Che ne è della patria del diritto? Che fine hanno fatto i giuristi d’antan? Queste domande sorgono spontanee, dopo tre notiziole di questi giorni. La prima è del 23 febbraio: la Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato l’Italia per il caso Abu Omar. Sai la novità, dirà qualcuno. Qui, però, la cosa suona un po’ più grave delle altre volte. Che i nostri servizi segreti abbiano collaborato alla extraordinary rendition verso l’Egitto di un imam sospetto di terrorismo non stupisce nessuno: suona però malissimo, dopo il caso Regeni. Ma soprattutto, dalle ottantuno pagine della sentenza, dal valore più simbolico che pratico, escono altrettanto male, se possibile, le massime autorità dello Stato e dunque l’intera immagine della Repubblica.

La seconda notizia è del giorno successivo: il Tribunale di Messina ha accolto il ricorso contro l’Italicum, la legge elettorale approvata la scorsa primavera e in vigore da luglio 2016. Qui la notizia sta nella celerità. Per il Porcellum, la cui incostituzionalità era molto più ovvia, ci sono voluti quattro anni e tre gradi di giudizio, prima che la Cassazione rinviasse gli atti alla Corte costituzionale. Qui ci ha pensato, in due mesi, uno dei diciotto tribunali di primo grado interpellati, accogliendo sei dei tredici motivi.

[...]