Rivista il mulino

Content Section

Central Section

RELIGIONE
1 2 3 »<
Alfonso Botti, 12 June 2019

Credo sia sbagliato liquidare come gesti pacchiani fuori del tempo le ostentazioni dei simboli religiosi cristiani di Salvini. Né penso si tratti di atteggiamenti estemporanei volti a blandire la parte più cattolica del suo elettorato, da denunciare come strumentali e come goffa riedizione del teutonico Gott mit Uns. Dando per assodata l’autonomia della sfera politica da quella religiosa o più probabilmente non ritenendola vantaggiosa per fini elettorali, nessuna forza politica in Italia negli ultimi decenni era giunta a tanto.

[...]
A novant’anni dal Concordato firmato da Mussolini e Pio XI
Chiara Saraceno, 11 February 2019

Sono trascorsi novant’anni da quando, l’11 febbraio 1929, i rapporti tra Stato e Chiesa cattolica sono stati regolati da un concordato. Un tempo sufficientemente lungo per consentire un bilancio e per verificare se non sia opportuna una nuova revisione, dopo quella operata nel febbraio 1984 sotto il governo Craxi, con la duplice parziale correzione sia dei Patti lateranensi sia del concordato vero e proprio. 

[...]
Cartolina da Catania
Raimondo Catanzaro, Rosario Mangiameli, 02 February 2017

In una graduatoria ideale delle feste religiose più importanti al mondo, i catanesi collocano al primo posto quella della loro patrona Sant’Agata. Che sia vero o meno la festa è magnifica.

[...]
Dopo l’11 settembre, una teologia che guardi solo alla propria comunità religiosa è un relitto della Storia
Marcello Neri, 22 September 2016

Commemorare è forse una delle imprese più ardue per le nostre società contemporanee. Perché non si tratta solo di non far svanire la memoria di quanto

[...]
Anche dopo la sentenza del Consiglio di Stato francese l’insofferenza sociale rimane grave
Valeria Ottonelli, 29 August 2016

In molti, venerdì scorso, hanno salutato con sollievo la sentenza del Consiglio di Stato francese che ha dichiarato illegittima l’ordinanza anti-burkini del comune di Villeneuve-Loubet. In Francia, dove i sindaci degli altri comuni coinvolti hanno già dichiarato di voler ignorare la sentenza ed è partita la campagna per l'approvazione di una legge anti-burkini, la polemica non finirà qui. Ma all’estero, complice anche l’imminente fine della stagione balneare, questo spiacevole tormentone estivo molto probabilmente sarà presto dimenticato. Con le polemiche sul burkini, possiamo sperare di lasciarci alle spalle anche l’ennesima fiammata di femminismo per conto terzi e le stucchevoli discussioni sulla libertà delle donne musulmane.

In questa circostanza, paradossalmente, sono stati proprio i sindaci autori delle ordinanze e la sentenza con cui il tribunale amministrativo di Nizza ha inizialmente convalidato tali misure a chiarire in modo lucido e onesto il vero punto della questione. Lo scopo dell’ordinanza non era affatto proteggere la libertà delle donne, ma rispondere a un’affermazione identitaria che veniva percepita come una provocazione inaccettabile e un gesto di sfida alle istituzioni. La libertà delle donne, in questo contesto, compare per così dire fra virgolette, cioè come segnaposto per qualcosa d'altro. Il burkini segnala un’appartenenza religiosa e culturale che ha, fra le sue connotazioni più odiose agli occhi occidentali, la richiesta di un abbigliamento «modesto» e la sua presenza sulle spiagge francesi è stata percepita - giustamente - come il risultato di un atto deliberato, cioè libero, di affermazione di quell’appartenenza attraverso uno dei suoi simboli più controversi, e in quanto tale dotato di una spiccata valenza politica. Un atto libero anche perché gratuito in modo quasi strafottente, dato il contesto: uno statement politico, la rivendicazione della propria appartenenza, ma in stile balneare.

[...]
1 2 3 »<