Rivista il mulino

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SINISTRA
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Mario Giro, 13 December 2018

Tra flussi e riflussi, la sinistra europea è giunta al gorgo, un baratro che tutto aspira e nulla rilascia. Ciò che resta della gauche si sta sfaldando per mancanza di idee: lo si nota nella modestia dei suoi obiettivi, quasi tutti legati alla difesa dell’esistente.

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Dal numero 3/18
Mario Ricciardi, 12 July 2018

Nel numero 2/2018 del «Mulino» abbiamo pubblicato un saggio di Carlo Trigilia che analizza la crisi di rappresentanza del Partito democratico emersa in tutta la sua gravità dai risultatati delle elezioni del 4 marzo. L’articolo ha avuto un’ampia circolazione e ha suscitato diverse reazioni, in parte pubblicate nelle scorse settimane sul sito della nostra rivista.

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Dopo l’articolo di Carlo Trigilia / 6
Nadia Urbinati, 04 June 2018

Il Pd è un partito inadeguato, in tempi favorevoli come in tempi avversi. Si tratta di un’affermazione forte, certo. Ma non disfattista. Dettata dalla volontà di cercare le strade per ricompattare le forze per una partito di sinistra che sia di opposizione perché vuole essere di governo

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Dopo l’articolo di Carlo Trigilia / 3
Roberto Tamborini, 24 May 2018

La crisi della sinistra riformista italiana sancita dalle elezioni del 4 marzo è storica perché ha una storia che viene da lontano, di cui il Partito democratico attuale è solo l'ultimo stadio. 

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Gianfranco Viesti, 23 April 2018

Come ben noto, l’esito elettorale del 4 marzo è stato deciso dal voto del Mezzogiorno, che ha impedito alla coalizione di centrodestra di conquistare la maggioranza dei seggi: un trionfo del M5S al di là di ogni aspettativa, con un crollo del Pd, per cui ha votato meno di un meridionale su sei. Il centrosinistra e il Sud hanno divorziato. È indispensabile interrogarsi sulle radici profonde di questo voto; di quella che appare come una “vendetta” elettorale dei “luoghi che non contano”; molto al di là della comode interpretazioni  – con  atteggiamenti di disprezzo per l’elettorato - che hanno attribuito un’ importanza decisiva al reddito di cittadinanza (dando anche le ali alla falsa notizia degli assalti dei meridionali agli sportelli per ottenerlo).

Un elemento ha certamente pesato: l’interesse e la capacità di intervento nel Mezzogiorno del governo Renzi, e in larga misura anche del governo Gentiloni, è stata inesistente; anzi, spesso la loro azione l’ha penalizzato. Per illustrare questa affermazione, un elenco di questioni, necessariamente solo accennate.

1) Le grandi politiche redistributive. Per come è stata costruita la misura, degli 80 euro hanno beneficiato il 25% delle famiglie del Nord (con punte in Veneto e Emilia-Romagna) e solo il 19% nel Centro Sud, pur essendo queste ultime a reddito assai inferiore (così come il 17% delle risorse è andato al quinto degli italiani a maggior reddito e solo il 10% al più povero). Assai più tardiva, e assai più modesta nei suoi importi (2 miliardi contro 9 degli 80 euro nel 2016) è stata l’attivazione del “reddito di inserimento”, che ha molti beneficiari poveri e al Sud.

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