Rivista il mulino

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INFORMAZIONE
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Dal numero 4/19
Bruno Simili, 20 September 2019

Siamo incappati in un cortocircuito dal quale fatichiamo a uscire, o almeno a molti sembra sia così. Da un lato disponiamo di una quantità di informazioni come mai in passato, dall’altro non riusciamo a mettere a frutto questa massa di dati e notizie se non in piccola parte e,

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Dal numero 4/19
Luca Barra, 20 September 2019

Altro che social, altro che Netflix. Pur nella pluralità delle possibili fonti informative offerte da uno scenario mediale ormai compiutamente digitale, è ancora la «classica» televisione lineare e di flusso, sia tematica sia soprattutto generalista,

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Redazione, 19 September 2019

La crescita della risposta elettorale alle sirene dei vari nazionalismi, più o meno venate di becero populismo, ha riportato all'attenzione degli osservatori una questione centrale per chi voglia comprendere le trasformazioni della democrazia contemporanea. Si tratta dei canali che oggi sovrintendono alla formazione delle nostre opinioni pubbliche. Sempre più difficile il compito delle istituzioni preposte alla formazione tout court, a cominciare dalla scuola; sempre più deboli i vincoli che, in qualche misura, tenevano legati i più giovani a ricorrere alle forme più tradizionali dell'informazione. Questo numero del Mulino, aperto da un ampio saggio di Claudio Giunta dedicato all'educazione civica e al ruolo della scuola italiana (liberamente scaricabile), è in larga parte dedicato ai temi della formazione dell'opinione pubblica e al rapporto dei diversi media con la politica. L'opinione oggi si forma per vie molteplici. Certo, è ormai impossibile disconoscere il peso delle reti sociali; ma non tutto passa da Facebook. Conta ancora moltissimo la tv, anche oltre il talk shaw e attraverso formati "leggeri". Un tema complesso, ma ineludibile. Che chiama in causa direttamente il ruolo e le resposabilità di chi fa informazione per il largo pubblico.   

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Bruno Simili, 26 March 2019

L’egemonia del Web ha seriamente compromesso il futuro delle società liberali? È questa la domanda di partenza del piccolo ma denso libro di Christian Rocca che prende il titolo, solo in apparenza provocatorio (Chiudete Internet), da una storia di copertina di “IL Magazine” del “Sole - 24 Ore” di un paio di anni fa. Internet (o “l’Internet”, come dicono alcuni, con l’articolo, quasi a voler interporre tra noi e il mostro una distanza ancorché minima) è il cuore della rivoluzione che ci vede protagonisti, attori largamente o del tutto inconsapevoli.

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La Rai e la riforma impossibile
Carlo Sorrentino, 05 March 2019

“Non siamo l’Inghilterra e non siamo la Bbc. Noi abbiamo una cultura politica più articolata e, quindi, in Rai bisogna mantenere la distinzione in più testate giornalistiche per garantire il pluralismo”.

Questa, parola più parola meno, la principale motivazione portata da alcuni consiglieri d’amministrazione della Rai, da molti giornalisti della stessa azienda e dai tanti politici – che si ritengono in dovere di commentare ogni stormir di fronda di viale Mazzini – per motivare la loro contrarietà al progetto dell’ad Salini di accorpare in un’unica newsroom l’informazione Rai.

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