Rivista il mulino

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INFORMAZIONE
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La Rai e la riforma impossibile
Carlo Sorrentino, 05 March 2019

“Non siamo l’Inghilterra e non siamo la Bbc. Noi abbiamo una cultura politica più articolata e, quindi, in Rai bisogna mantenere la distinzione in più testate giornalistiche per garantire il pluralismo”.

Questa, parola più parola meno, la principale motivazione portata da alcuni consiglieri d’amministrazione della Rai, da molti giornalisti della stessa azienda e dai tanti politici – che si ritengono in dovere di commentare ogni stormir di fronda di viale Mazzini – per motivare la loro contrarietà al progetto dell’ad Salini di accorpare in un’unica newsroom l’informazione Rai.

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Il vizio dello spoil system è antico, ma ormai pare non ci siano più limiti
Paolo Pombeni, 18 September 2018

La fame di occupazione del potere da parte della maggioranza politica uscita dalle urne del 4 marzo scorso è stata sottolineata da più parti. I leader dei partiti di governo l’hanno presentata come lo strumento essenziale per ottenere quel “cambiamento” che dovrebbe suggellare la (supposta) volontà degli elettori che hanno scelto di ribaltare

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Carlo Sorrentino, 25 June 2018

C’è chi la chiama politica dell’annuncio, chi “teatrino della politica”, chi telepolitica. Gli studiosi parlano di mediatizzazione, per cui quanti vogliono un’adeguata visibilità si conformano alle logiche dei media e sparano dichiarazioni che càlzino a pennello per i titoli dei tg e dei principali siti, casomai ricorrendo alla diretta Facebook

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Francesco Devescovi, 05 April 2018

Tutte le tesi a sostegno della validità del servizio pubblico radiotelevisivo possono essere rovesciate per sostenere la tesi opposta.

Identificando, come si fa normalmente, il servizio pubblico con la Rai, l’azienda che su concessione dello Stato svolge, o dovrebbe svolgere, le attività di servizio pubblico

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Valeria Palumbo, 02 March 2018

Di chi è la colpa? Chi è che crea gli stati d’animo nel Paese? Chi dà fuoco alle ceneri e chi crea l’immaginario che poi alimenta i comportamenti individuali e politici? I giornali? Già la parola sembra antiquata. I quotidiani, in Italia, li leggono da sempre in pochi.

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