Rivista il mulino

GIUSTIZIALISMO
Vitalba Azzollini , 11 February 2020

Domani, 12 febbraio, il Senato voterà sulla richiesta, avanzata dal Tribunale dei Ministri di Catania, di autorizzazione a procedere nei riguardi dell’ex ministro dell’Interno, Matteo Salvini, per il caso della nave Gregoretti. Lo scorso 20 gennaio, la Giunta delle immunità aveva bocciato la relazione del presidente Gasparri, secondo cui l’autorizzazione dovrebbe essere negata.

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Alcune puntualizzazioni, in attesa che la Giunta per la autorizzazioni a procedere si pronunci
Vitalba Azzollini , 15 January 2020

A giorni, la Giunta per le immunità del Senato si pronuncerà circa la richiesta di autorizzazione a procedere nei riguardi dell’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini sul caso della nave Gregoretti. Poi sarà la volta dell’Assemblea. Nonostante la Procura di Catania si fosse espressa per l'archiviazione, escludendo la sussistenza di un reato, il Tribunale dei ministri di Catania ha inviato al Senato la richiesta per consentire di sottoporre Salvini a processo. In attesa delle decisioni che verranno, può essere utile chiarire alcuni profili, fornendo alcuni elementi di valutazione.

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Gianfranco Pellegrino, 03 May 2016

Il 9 marzo 1977 Aldo Moro intervenne in aula, dopo che una Commissione parlamentare incaricata di decidere sulle sorti di esponenti politici coinvolti nello scandalo Lockheed aveva deciso

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Paolo Pombeni, 11 April 2016

Le recenti vicende giudiziarie hanno riportato di nuovo in primo piano la questione del lobbismo. Non sono mancate di nuovo le riflessioni politicamente corrette sulla necessità di regolamentare il lobbismo, sulla distinzione fra un lobbismo buono ed uno cattivo. E via dicendo. Non molte le riflessioni che prendono il toro per le corna, vale a dire che trattano dell’inevitabile rapporto fra decisione politica e politica degli interessi.

La cosa dovrebbe apparire strana dopo che qualche decennio or sono era stata molto di modo la discussione sulla società “corporata”. Si partiva da una constatazione banale, tuttora assolutamente valida, e che cioè viviamo in sistemi in cui pullulano gli interessi organizzati, ciascuno dei quali fa a gara a pretendere di essere preso in considerazione ogni volta che il potere politico sia chiamato a prendere una decisione che li coinvolge. Impossibile tornare indietro, ma difficile anche stabilire i confini entro cui una realtà divenuta norma diffusa deve esser contenuta per evitare che si trasformi in un esercizio di pressioni corruttrici.

Il fatto è che la legge da sola è piuttosto inadeguata a venire a capo del fenomeno. La recente normativa sul “traffico di influenze” è giudicata ambigua dai tecnici del diritto e lo si può ben capire. Il richiamarsi alla “posizione” di qualcuno per ottenere ascolto presso qualcun altro è un fenomeno vecchio come il mondo.

Si potrebbe aggiungere, più in generale, che l’interazione nella progettazione legislativa fra i rappresentanti politici destinati ad agire nei consessi dove si decide (che non è solo quello parlamentare) e coloro che saranno poi i destinatari delle prescrizioni è una dinamica continuamente richiamata. I magistrati vogliono dire la loro quando si legifera di giustizia, professori, studenti e magari genitori quando lo si fa per la scuola; per non dire di artigiani, industriali, chiese, cooperative, banchieri, giornalisti e avanti in un elenco che è quasi infinito.

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Roberto Escobar, 09 March 2009

“Non è che possono andare in galera se non sono stati loro, ma non cambia niente: i veri colpevoli sono sempre rumeni”. Ne è certa Alessandra Mussolini (AdnKronos, 4 marzo). E con lei ne sono certi gli italiani, in gran maggioranza. Gli stupratori del parco della Caffarella sono, devono essere rumeni. Anzi, devono essere Rom – come titola qualche giornale –, o comunque nomadi. Non per niente, con solerzia e perizia, gli inquirenti li hanno incastrati.

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