Rivista il mulino

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BICAMERALISMO
Umberto Romagnoli, 04 April 2016

Come la Costituzione vigente è il prodotto di un’assemblea elettiva così la sua revisione non può avere una diversa provenienza: deve cioè essere opera del Parlamento senza interferenze governative. Viceversa,

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Alla ricerca di un capo dello Stato in cui i cittadini possano trovare ancora imparzialità e autorevolezza
Bruno Simili, 25 March 2013

“Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere. Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia, mediante mozione motivata e votata per appello nominale. Entro dieci giorni dalla sua formazione il Governo si presenta alle Camere per ottenerne la fiducia”. Così l’articolo 94 della Costituzione ribadisce il particolarissimo bicameralismo italiano, nato a in un Paese ancora profondamente devastato dalla guerra, con un’Assemblea costituente dominata dall’esigenza di un garantismo fortissimo. Come disse Giuseppe Dossetti nell’intervista che rilasciò a Leopoldo Elia e Pietro Scoppola nel 1984, “il bicameralismo, un garantismo eccessivo, perché ancora si era sotto l’ossessione del passaggio alla maggioranza del Partito comunista” (A colloquio con Dossetti e Lazzati, 2003, p. 63). Un bicameralismo che, secondo molti osservatori, porta con sé i germi di quell’ingovernabilità sancita, proprio in questi giorni e forse irrimediabilmente, dalla legge elettorale fortemente voluta dal governo Berlusconi III e dall’allora ministro Calderoli (che, per inciso, è lo stesso appena nominato vicepresidente del Senato). Era il 1o novembre 2006, quando Giovanni Sartori discuteva del “Porcellum” da eliminare: ma sei anni non sono bastati per porvi rimedio. Con in particolare l’ultimo periodo, quello intercorso tra l’avvio del governo di Mario Monti (novembre 2011) e le sue dimissioni (dicembre 2012), gettato alle ortiche.

L’assurda, seppure tecnicamente del tutto comprensibile, impasse in cui si trova il nostro sistema politico-istituzionale appare dunque largamente dovuta a questa infelice sovrapposizione, tra una Costituzione che tanto enfaticamente (e con una retorica a volte insopportabile) amiamo definire “la più bella del mondo”; e le modifiche apportate nel 2005 alla legge che definisce i criteri di attribuzione dei seggi nelle due Camere.

Con un equilibrio tra le forze presenti in Parlamento, in Senato specificamente, che sembra rendere impraticabile la fiducia a qualsivoglia governo politico, l’attenzione è ora vivissima sulla figura del capo dello Stato. Proviamo a riepilogare.

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