Rivista il mulino

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REFERENDUM
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Gianfranco Viesti, 03 September 2018

L’Italia potrebbe essere investita a breve da un profondo cambiamento nell’organizzazione e nel finanziamento di gran parte dei suoi servizi pubblici, con il decentramento ad alcune regioni tanto di estese competenze quanto di risorse finanziarie assai ingenti (sottratte conseguentemente a tutte le altre).

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Giordano Vintaloro, 28 May 2018

Le ragazze con la valigia. Sinfisiotomia: a volte basta una parola per capire molte cose. Questo termine medico un po' oscuro può far capire molto meglio di tanti discorsi di principio su cosa si è votato in Irlanda il 25 maggio

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Fernando D'Aniello, 06 March 2018

Il voto della base Spd a favore della Grande coalizione. Con il referendum tra gli iscritti della Spd, i cui risultati sono stati diffusi domenica mattina (i "si" al Patto di coalizione hanno ottenuto il 66%), si è conclusa la lunga crisi politica tedesca apertasi all’indomani del fallimento delle trattative per un governo tra conservatori, liberali della Fdp e Verdi.

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Gianpiero Dalla Zuanna, 25 October 2017

Come sempre, per comprendere bene i risultati di una consultazione elettorale, è bene guardare prima di tutto ai numeri assoluti. In Veneto domenica scorsa sono andati alle urne 2 milioni 329 mila elettori, e fra questi 2 milioni 274 mila hanno votato "sì". Alle elezioni regionali del 2015, i votanti complessivi erano stati 2 milioni 212 mila

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Gianfranco Viesti, 23 October 2017

Ieri lombardi e veneti hanno votato formalmente sul trasferimento di competenze dallo Stato alle loro Regioni, ma sostanzialmente sui soldi; è stato loro chiesto: volete voi sostenere l’iniziativa politica per mantenere nelle nostre regioni un po’ più di gettito fiscale, togliendolo agli altri italiani?

La risposta è stata differente nelle due regioni. In Lombardia si è registrata una partecipazione al voto relativamente modesta (e ancor più modesta nelle città, e in particolare a Milano), considerando l’attrattività del quesito e l’assenza di uno schieramento contrario. In Veneto, invece, il “sì” ha raccolto il sostegno esplicito della maggioranza degli aventi diritto al voto.

Formalmente e giuridicamente nulla cambia. In teoria, si dovrebbe avviare un dialogo (peraltro già possibile prima, e avviato senza referendum dall’Emilia-Romagna) fra Stato e Regioni per un ridisegno delle rispettive competenze. Ridisegno interessante, nient’affatto ovvio; come ricordava da ultimo ieri Romano Prodi, il quadro potrebbe essere rivisto con un più attento bilanciamento tema per tema, anche rafforzando competenze e raccordi centrali laddove necessario.

Ma non è di questo che si parla e si parlerà. Smentendo i tantissimi che hanno preso sottogamba la scadenza referendaria, il tema del riparto delle risorse fiscali fra Regioni e cittadini potrebbe segnare a lungo e profondamente il dibattito politico nel Paese.

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