Rivista il mulino

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STORIA
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Dal numero 5/19
Silvio Pons, 07 November 2019

Negli anni Ottanta del secolo scorso la tradizione internazionalista del comunismo mondiale tramontò definitivamente, pur essendo ancora invocata nella retorica sempre più vuota di significato dei partiti-Stato del blocco sovietico e di gran parte dei partiti attivi in Occidente e nel Terzo Mondo.

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Nicola Pedrazzi, 30 October 2019

Il libro di James Hawes, uscito in italiano per i tipi di Garzanti, promette “la più breve storia della Germania che sia mai stata scritta”, ma consegna al lettore una tesi pesante e controversa. Hawes non è uno storico, ma un brillante british novelist, che ha studiato a lungo il mondo germanico ed è abituato a maneggiare la satira. Ne esce una sintesi affascinante, fruibile e divulgativa;

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Una riflessione a partire dal libro di Concetto Vecchio
Paolo Barcella, 03 October 2019

I protagonisti dei fatti raccontati da Cacciateli! Quando i migranti eravamo noi (Feltrinelli, 2019) sono centinaia di migliaia di emigranti italiani che, dopo la Seconda guerra mondiale, cercarono fortuna in Svizzera, un piccolo ma ricco Paese dove, all’epoca, vivevano meno di sei milioni di abitanti. Inizialmente erano Gastarbeiter, lavoratori ospiti, donne e uomini emigrati per lavorare, senza la famiglia al seguito: costretti a lunghi periodi di precarietà;

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Il primo passo di un uomo sulla Luna
Paolo Jedlowski, 17 July 2019

Estate del 1969. Verso le otto di sera del 20 luglio comincia su Rai 1 la più lunga diretta della storia della televisione italiana (25 ore). In studio coordina l’evento Tito Stagno, a Houston il corrispondente è Ruggero Orlando: è il primo sbarco dell’uomo sulla Luna. Il Lem (il modulo di allunaggio che si è staccato dalla nave madre) tocca il suolo lunare verso le dieci di sera, e Neil Armstrong compie il primo passo verso le quattro di mattina (ore italiane).

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Dal numero 3/19
Michele Cento, 08 July 2019

Francesco Saverio Nitti nasce a Melfi il 19 luglio 1868 da Vincenzo, un ex garibaldino, e Filomena Coraggio, una contadina analfabeta. «La mia famiglia era la nuova democrazia», avrebbe scritto anni più tardi Nitti, che a quella democrazia avrebbe per lunga parte della sua vita cercato di dare realtà in Italia. Nel 1882 si trasferisce con la famiglia a Napoli e qui, da autodidatta, impara inglese, francese e tedesco e frequenta fin da subito le aule universitarie, dove, appena quindicenne, viene notato da Benedetto Croce.

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