Rivista il mulino

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NAZIONALISMO
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Quando i linguaggi identitari prendono il posto di un’immagine condivisa di comunità
Maurizio Ridolfi, 31 May 2018

Viviamo un’età di contraddizioni e paradossi, come in passato era accaduto soprattutto in momenti di profonde transizioni, negli assetti geo-politici come nelle mentalità diffuse

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Bruno Simili, 16 October 2017

Poteva andare peggio. Poteva piovere. Così, parafrasando Mel Brooks, si potrebbe commentare il risultato uscito dalle urne per il rinnovo del Parlamento autriaco. Perché rispetto alla vigilia (e al primo exitpoll) i socialdemocratici di Christian Kern sono andati meglio, tenendo la posizione e conquistando la seconda piazza, dietro alla Övp guidata dal trentunenne Sebastian Kurz - il leader popolare dalle idee assai poco moderate, prossimo cancelliere austriaco - ma davanti all’ultradestra di Heinz-Christian Strache (26% dei consensi, più 5% rispetto alle precedenti elezioni).

L’Austria, che dopo vari tentativi aveva eletto presidente il professore verde ed europeista Van der Bellen, ieri ha premiato la destra (e punito duramente i Verdi, che rischiano di restare fuori dal Parlamento, ma manca ancora lo spoglio del voto postale e i dati non possono essere considerati definitivi). Le posizioni prese dal futuro cancelliere durante la campagna elettorale gli hanno garantito popolarità e consensi; ma si tratta di posizioni dichiaratamente di destra, che in gran parte condivide con il Partito delle libertà di Strache. L’uno e l’altro sfiorano il 60% dei consensi. Laddove non era riuscito il candidato xenofobo che aveva tentato di conquistare la presidenza della Repubblica austriaca il dicembre scorso (si votò la stessa domenica del referendum costituzionale italiano), Norbert Hofer, sono riusciti Strache e Kurz. Gran parte dei sei milioni e mezzo di austriaci che ieri si sono espressi hanno detto chiaramente di condividere politiche anti-immigrazione, in buona parte anche anti-europeiste

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Alessandro Cavalli, 19 June 2017

Il fenomeno Macron costituisce una novità, è il segnale di una crisi profonda del sistema politico francese (bassissima partecipazione al voto, disfacimento dei partiti tradizionali), ma è anche il segnale di una possibile risposta efficace alla crisi.

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Sessant’anni di Europa
Sergio Fabbrini, 22 March 2017

L’Unione europea continua a essere prigioniera di una retorica paralizzante, ossia quella che la vedrebbe costituita da Stati membri che condividono lo stesso obiettivo finale

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Reinhold Gärtner, Günther Pallaver, 24 May 2016

Un testa a testa per la Hofburg di Vienna. Alla fine ci può essere un solo vincitore. Proprio come quando, il 17 febbraio 1980 (Olimpiadi invernali di Lake Placid), la drammatica e leggendaria gara di 15 km di sci di fondo vide lo svedese Thomas Wassberg vincere col distacco più basso nella storia

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