Rivista il mulino

BOLOGNA
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Elena Pirazzoli, 01 August 2010

Sono trent’anni da quel 27 giugno, quando attorno alle nove di sera il volo Itavia 870, partito da Bologna con due ore di ritardo e diretto a Palermo, scompare dai radar. Il mattino dopo il mare restituirà una grande chiazza di carburante e alcuni cadaveri. Qualche settimana dopo, il 2 agosto alle 10 e 25, la sala d’aspetto di seconda classe della stazione di Bologna salta in aria, coinvolgendo il treno fermo sul primo binario e il piazzale dei taxi. 81 vittime nel primo caso, 85 morti e 200 feriti nel secondo. Tutte persone che stavano andando al mare, partendo o tornando dalle vacanze, lavorando come ogni giorno o raggiungendo le famiglie, i fidanzati, gli amici. Persone normali, comuni, ignare […] I due eventi prendono strade molto diverse, ugualmente orientate alla ricerca della verità da un lato e al mantenimento della memoria dall’altro.

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Bruno Simili, 31 July 2010

C’è da restare meravigliati? No. L’assenza di un ministro alle celebrazioni che si terranno domani per il trentennale della strage del 2 agosto non stupisce nessuno. Non meraviglia ma almeno dovrebbe lasciare interdetti. La questione di fondo rimane irrisolta e va al di là, nonostante la grandezza del dramma civile, rispetto alla strage. Si tratta del rapporto tra la società civile, anzi la civiltà, e lo Stato.

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Redazione, 09 February 2010

Per parlare di quanto sta accadendo (e non sta accadendo) a Bologna in questi giorni, siamo andati a trovare nella sua casa di via Zamboni Guido Fanti. Fanti è molto più di un ex sindaco comunista, anche se nella sua analisi, lucida e netta, la grande esperienza politica e amministrativa emerge con chiarezza. È stato sindaco dopo Dozza e prima di Zangheri, e poi primo presidente della regione Emilia-Romagna. Ha lavorato a lungo al Parlamento europeo, dove tra l’altro ha ricoperto il ruolo di vicepresidente. E ancora oggi non solo segue con attenzione la vita della sua città, ma si impegna in prima persona per prospettare possibili soluzioni ai problemi.

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Piero Ignazi, 01 February 2010

Le dimissioni del sindaco di Bologna Flavio Delbono per commistioni tra pubblico e privato e rimborsi spese per sé o per la fidanzata-segretaria, hanno catapultato il capoluogo emiliano all’onore delle prime pagine. Un onore amaro, per la verità. Un tempo vetrina specchiata del “comunismo al ragù”, efficiente e onesto, bonario e industrioso, Bologna si trova oggi trascinata nel gorgo delle disinvolture amministrative del suo primo cittadino. Come è potuto accadere tutto questo, si chiedono in tanti, tra lo stupefatto e lo sgomento? Non ci sono risposte univoche, ma non c’è dubbio che Bologna sia vissuta sugli allori del passato per almeno due decenni e forse anche più.

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Bruno Simili, 03 August 2009

Anna Maria fa la maestra, Carlo è perito meccanico. Il loro Luca ha sei anni. Sono una bella famiglia felice. Del Nord, di Como. Il primo agosto partono finalmente per le vacanze. Da Tavernola, una frazione affacciata sul lago. Mentre una lunga fila di auto da Milano cerca di raggiungere i posti dove loro tre erano nati e dove vivevano (famiglie che vogliono un po’ di fresco: uno, due, tre giorni, qualcuno tutto il mese), loro se ne vanno al Sud.

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