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INFANZIA
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Voto segreto sul Disegno di legge Cirinnà: chi strumentalizza davvero i bambini?
Persio Tincani, 21 January 2016

Se verrà approvato, il disegno di legge Cirinnà (bis) farà uscire l’Italia dalla posizione imbarazzante di essere uno dei pochi Stati europei che non riconoscono in alcun modo le famiglie di persone omosessuali. Nel disegno di legge permangono discriminazioni rispetto alle persone eterosessuali che decidono di unirsi in matrimonio.

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9 euro al mese per surrogare la mancanza di giustizia e la rinuncia alla dimensione sociale e politica
Gabriele Vannini , 07 January 2016

Ho il massimo rispetto per il mondo della cooperazione internazionale e per le decine di migliaia di persone che vi investono tempo, risorse, energie, spesso in situazioni di altissimo rischio, come dimostrano i tanti cooperanti rimasti vittime in questi anni del terrorismo e della barbarie.

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Numeri impressionanti di cui si parla troppo poco in un Paese ricco come il nostro
Enrica Morlicchio, 07 December 2015

L’ultimo Rapporto annuale di Save the Children è un pugno nello stomaco. L’effetto su chi legge non è dovuto solo alla denuncia sociale che lo sorregge, e neanche alle belle immagini e alle storie riportate. C’è questo, ma anche molto di più. Il rapporto è frutto di un lavoro ben fatto e del tutto originale di documentazione sulla condizione dei minori in Italia che mostra come in questo caso, drammaticamente, coincidono visibilità sociale – ciò che attrae maggiormente l’attenzione dei mass media e dell’opinione pubblica e suscita una reazione emotiva – e incidenza statistica – quanto (e dove) il fenomeno è effettivamente diffuso. Trentuno bambini morti per mano della mafia in Sicilia negli ultimi quattro anni sono un dato statistico rilevante che però parla anche ai nostri cuori. Due milioni di bambini poveri chiamano in causa la nostra idea di giustizia sociale anche per la grandezza del numero.

L’effetto pugno nello stomaco non si deve solo a questo. Il Rapporto ci fa toccare con mano cosa significa essere un bambino povero senza indulgere nel miserabilismo. Ci ricorda che in Italia vivono circa due milioni di minori in condizione di povertà relativa (con un reddito cioè al di sotto di 1.700 euro per una famiglia di quattro persone): sono uno su cinque. Nel Mezzogiorno diventano uno su tre, in Calabria uno su due. Il 7% dei bambini non riesce a festeggiare il suo compleanno e a invitare amici per giocare e mangiare insieme. Oltre il 10% dei minori (il 16% nel Mezzogiorno) non può partecipare a gite scolastiche o a eventi a pagamento organizzati dalle scuole, l’11% (il 15% nel Mezzogiorno) non dispone di uno spazio adeguato per studiare. 

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