Rivista il mulino

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FINANZIAMENTI
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Pierre Testard, 01 September 2011

Osservando i candidati alle primarie socialiste francesi scontrarsi sul futuro budget della cultura in occasione del Festival di Avignone, i cinefili avranno forse pensato alla frase del Disprezzo di Godard: “Quando sento la parola cultura, metto mano al blocchetto degli assegni”. Le festività del 14 luglio sono state in effetti l’occasione per rilanciare il dibattito perenne sulla capacità dello Stato di aumentare il budget concesso al ministero della Cultura oltre la simbolica soglia dell’1%. Dibattito tanto più spinoso in tempi di crisi e di Revisione generale delle politiche pubbliche (Rgpp).

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Giuseppe Marotta, 08 April 2011

“Sono assolutamente contraria alla richiesta di contributi alle famiglie, va evitata questa prassi un po’ lamentosa e in pochi casi giustificata”. Così il ministro Gelmini in un’intervista a “Il Messaggero” del 24 marzo. E ancora: “Viene però da chiedersi come mai, a fronte di risorse limitate per tutti, alcune scuole chiedono il contributo volontario alle famiglie e altre no. Qui entra in gioco la capacità gestionale dei dirigenti”.

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Paolo Jedlowski, 13 December 2010

Il disegno di legge Gelmini sull’università in questo momento è sospeso. Forse passerà, forse no. Penso che sia una brutta legge, ispirata a un disegno punitivo nei confronti dell’università pubblica. Favorisce le università private e specialmente quelle telematiche, quelle che insegnano “a distanza”, senza professori o quasi: a me ha straordinariamente colpito che il CEPU, in questo disegno, venga equiparato a un’università.

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Bruno Simili, 13 September 2010

Accingendosi a scrivere della scuola italiana mentre comincia l’anno scolastico, il titolo dovrebbe essere «La scuola italiana, un istituto gravemente screditato». Servirebbe poi un sottotitolo, che potrebbe suonare più o meno così «Comincia l’anno scolastico, ma nessuno sa dove andrà a finire». Non sarebbe una battuta, purtroppo, tale e tanta è la confusione sotto il cielo. Intanto, nel miglior stile made in Italy, a dispetto di norme e regolamenti scolpiti sulla pietra l’incertezza regna sovrana. La ministra Mariastella Gelmini ci ha tenuto molto a sottolineare che «per la prima volta dal 1923 [Riforma Gentile, N.d.R.] le nuove indicazioni nazionali riformano organicamente i contenuti dell’istruzione liceale». Ci sarebbe da esserne lieti. Se non fosse che non è invece la prima volta (forse neppure la seconda, né la terza) che le famiglie italiane si sentono dire che c'è la «Riforma», cercano di capirci qualcosa (faticosamente) e si vedono arrivare poco dopo una «Contro-riforma».{C}

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Mauro Barberis, 02 March 2009

Ma sono davvero la cultura, la scuola e l’università la palla al piede di questo Paese? Ed è quindi proprio alla cultura che, in tempi di tagli e sacrifici generali, bisogna rivolgersi per turare le falle del bilancio pubblico? Viene da chiederselo oggi, davanti alla polemica lanciata da Alessandro Baricco – un maestro nel civettare con lo spirito del tempo – sulle sovvenzioni statali al teatro, alla musica classica, all’opera lirica. Tutti soldi da destinare, secondo lui, alla cultura di massa: l’unica di cui lo Stato potrebbe ormai farsi carico, e che comprenderebbe soprattutto, se non esclusivamente, la televisione e la scuola.

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