Rivista il mulino

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CRISI
Bruno Simili, 01 May 2010

Sarà vero, come ci viene raccontato negli ultimi mesi, che l’Italia sta reagendo meglio di molti altri Paesi alla crisi. Tuttavia, pur tenendo conto di una situazione estremamente complicata su molti fronti e in molti Paesi, per una volta conviene lasciare da parte l’analisi comparata e concentrarsi sui dati italiani. La ricorrenza del primo maggio, al di là delle polemiche suscitate dalla decisione presa da alcune amministrazioni di permettere l’apertura degli esercizi commerciali, porta a parlare di disoccupazione. Su base annua (dati Istat di fine aprile) siamo all’8,8 per cento. Il tasso di disoccupazione giovanile è pari al 27,7 per cento, in aumento di 2,9 punti rispetto a marzo 2009. Il numero delle persone in cerca di occupazione risulta pari a 2 milioni e 194.000 unità, in crescita del 2,7 per cento (58.000 in più) rispetto al mese precedente e del 12 per cento (236.000 in più) rispetto a un anno fa. Cifre che, da sole, dovrebbero mitigare gli ottimismi.

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Mauro Barberis, 11 January 2010

Fra i tanti motivi di trepidazione che ci colpiscono davanti all'anno nuovo, ce n'è uno continuamente dimenticato, oppure ricordato solo in questo momento di passaggio: come se non ci toccasse più direttamente e più urgentemente dei temi della riforma della giustizia o della revisione costituzionale. Si tratta di un tema trasversale, post-idelogico, laico, ecologico e allo stesso tempo ecumenico, eppure sistematicamente sottovalutato: la qualità della vita.

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Francesco Vella, 07 January 2010

Tra i tanti articoli oggetto delle letture vacanziere, e che cercano di offrire una chiave di lettura dell’ultimo decennio e di ciò che ci aspetta nell’immediato futuro, mi ha particolarmente colpito quello di Alan Beattie sul Financial Times del 29 dicembre  2009, secondo il quale gli anni 2000 sono stati caratterizzati da molte incertezze e preoccupazioni, ma anche da grande affidamento e confidence nella capacità delle istituzioni private  e pubbliche circa la loro capacità di farvi fronte. La crisi scoppiata nell’autunno del 2008 e continuata per tutto il 2009 ha rovesciato queste aspettative.

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Francesco Vella, 09 November 2009

Spesso la mancanza di memoria gioca brutti scherzi nella vita di tutti i giorni, ma nella storia corre il rischio di essere ancora più pericolosa. In particolare, nel mondo della finanza ci sono fior fiore di teorie e voluminose ricerche a testimoniarlo, è forte la propensione a dimenticarsi del passato, anche quello recente, e a concentrarsi unicamente sulle vicende quotidiane e sugli indici di borsa del giorno prima o del giorno dopo. Ed è più o meno questo il timore che negli ultimi tempi sta facendo venire i brividi a molti esperti e commentatori.

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Giordano Vintaloro, 26 May 2009

Se Londra, New York, Los Angeles o San Paolo sono la delizia di urbanisti, sociologi, cacciatori di tendenze e storici, la globalizzata Dublino fa fatica ad inserirsi nel paniere: non abbastanza grande né abbastanza piccola, si è ritrovata sostanzialmente ignorata fino a poco tempo fa sia da urbanisti sia da letterati.
I suoi abitanti preferiscono credere di vivere in un villaggio un po’ cresciuto, in ossequio al canone del Rinascimento Gaelico di fine ’800 che vedeva nella campagna il luogo dell’”essenzialità” irlandese. In quanto centro del potere straniero ha sempre rappresentato quello che tutto il resto del Paese, un Paese di villaggi, non era.

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