Rivista il mulino

Content Section

Central Section

CULTURA
Claudio Giunta, 29 March 2011

Molti degli studenti che s’iscrivono alle facoltà umanistiche hanno serie difficoltà a esprimersi oralmente e per iscritto. Avere serie difficoltà significa: sbagliare i verbi, sbagliare l’ortografia, usare le parole a casaccio. È un po’ come se alla facoltà di Matematica si iscrivessero in massa ragazzi che non sanno fare le quattro operazioni, o come se le aule di Medicina fossero invase da studenti che hanno il terrore del sangue.

[...]
Bruno Simili, 20 January 2011

La crisi sta colpendo tutti. Beh, insomma, tutti, diciamo quasi tutti. Fa sfracelli nei bilanci pubblici, tanto che gli amministratori, poveri loro, devono fare scelte dolorosissime. E tagliare. Pieni zeppi di buon senso, tutti, diciamo quasi tutti, tagliano i settori che non risultano indispensabili alla sopravvivenza dell’essere umano. Ecco allora spiegato perché, tanto per fare un esempio, nelle case di tutti, o quasi, sgorga ancora l’acqua dai rubinetti. E, nella maggioranza dei casi, ci si riesce addirittura a lavare con l’acqua calda.

[...]
Massimiliano Panarari, 18 November 2009

«Le invasioni barbariche», per mutuare il titolo di un bel film di qualche anno fa del canadese Denys Arcand, identificano una delle ossessioni più ricorrenti in questo trapasso di millennio.

[...]
Loredana Sciolla, 19 October 2009

Fa bene allo spirito sentire le voci che in questi giorni si levano per ribadire quanto sembrava scontato: la dignità delle donne.
Appelli, articoli, dibattiti a proposito dell’uso del corpo della donna, della sua bellezza e della sua presunta disponibilità ad accontentare i desideri del capo (premier, imprenditore, dirigente televisivo, uomo politico …) si diffondono sulla scena pubblica e rompono un silenzio durato troppo a lungo. C’è stato un periodo in cui la critica al sessismo, machismo, sfruttamento della donna da parte di chi si trova in posizioni di potere sembrava aver vinto, almeno all’estero. Era così diffuso il timore di incorrere nell’accusa di molestie che circolava tra i docenti nei dipartimenti universitari americani il consiglio (ridicolo, ma significativo del clima): “quando entra una studentessa belloccia lascia la porta aperta”.

[...]
Marino Sinibaldi, 22 June 2009

Ci sono, scrisse qualche anno fa Ray Oldenburg, strani posti: luoghi terzi (third places) li definì, per dire che non contava solo il loro valore “funzionale” ma quello sociale, di incontro e aggregazione. L’esempio del barbiere è il più nitido: ci si va per farsi tagliare i capelli, ovvio. Ma intanto conosciamo la vita del quartiere, incontriamo e ci confrontiamo con persone diverse da noi, per professione e idee: “I third places contrastano la tendenza a essere restrittivi nel godere degli altri perché sono aperti a tutti e perché enfatizzano qualità non limitate alle distinzioni di status prevalenti nella società”.

[...]