Rivista il mulino

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ELEZIONI
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Vittorio Mete, 29 January 2020

Sulle pagine dei giornali (e nei post sui social), l’eroe del momento è Stefano Bonaccini. Gli uomini (e le donne) che fecero l’impresa sono gli elettori emiliano-romagnoli. Il Pd è il partito capace di sconfiggere Salvini a mani nude, con la sola forza del buon governo; mentre le sardine sono la spinta civica che tira la volata. Poi c’è la Calabria, una regione da sempre e da tutti data per persa.

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Dopo le regionali di domenica: i possibili riflessi su scala nazionale
Paolo Pombeni, 28 January 2020

Ci sono molti modi per guardare a quanto è accaduto con il voto di domenica. I due più chiari sono chiedersi chi ha vinto e chi ha perso, ovviamente in prospettiva lunga (sull’immediato i dati sono evidenti) e domandarsi se ed eventualmente quali ricadute avrà quel voto sul governo Conte 2. Conviene però provare a inserire tutto in un quadro più vasto.

Una prima considerazione è che abbiamo visto un Paese spaccato in due da più punti di vista. Intanto perché si è riaffermato il bipolarismo, non in senso vago, ma in maniera netta. Non lo testimonia solo la debàcle dei Cinque Stelle, ma anche la riduzione all’irrilevanza della sinistra che ha corso da sola in Emilia-Romagna: si va verso il compattamento su blocchi contrapposti.

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Le elezioni in Emilia-Romagna
Bruno Simili, 27 January 2020

Il primo treno della mattina lascia Vignola poco dopo le sei. Lungo il tragitto si ferma sedici volte e raccoglie via via chi pendola sul capoluogo, a cominciare dagli studenti e da chi a Bologna lavora. C’è una corsa ogni ora, più qualcun’altra a inizio giornata. Idem al ritorno, quando l’ultimo treno se ne va dalla Stazione centrale alle venti e diciotto. Per i ritardatari, un bus parte un’ora dopo, ma è l’ultima possibilità per tornare a casa. È sempre pieno, per lo più di immigrati che rientrano dopo una giornata di lavoro: dall’edilizia e dai servizi, badanti, infermiere; e venditori con il saccone ancora pieno di mercanzia. Un treno analogo copre l’asse che ripercorre quello della ottocentesca ferrovia Bologna-Portomaggiore verso la provincia di Ferrara: attraversa Budrio, il paesone della bassa immersa nella nebbia che cerca di togliersi di dosso la cronaca nera di Igor e il ricordo della recente alluvione. Poi c’è la Porrettana, vecchia di oltre un secolo e mezzo, che corre lungo un percorso di grande bellezza sino a Pistoia attraversando Porretta Terme. I piccoli convogli, gestiti da Trenitalia, sono più scalcagnati, e non è raro che vengano soppressi all’ultimo istante. Così tocca aspettare anche un’ora prima che arrivi il successivo. La maggior parte delle corse la domenica non c’è, tanto dei treni quanto dei bus, e per gli adolescenti che vogliono farsi un giro in città o nei centri commerciali della cintura spesso l’unica alternativa è farsi accompagnare in auto dai genitori.

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Dal numero 6/19
Dario Tuorto , 16 January 2020

Nonostante le scarse fortune politiche dell’ambientalismo italiano e a dispetto delle tesi pessimistiche sul declino della partecipazione giovanile, a fine settembre centinaia di migliaia di ragazzi e ragazze sfilavano nelle strade del nostro Paese. In piazza c’erano molti di quei sedicenni e diciassettenni al centro del breve quanto timido dibattito sviluppatosi attorno alla proposta di abbassamento dell’età di voto.

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Gianfranco Baldini, 17 December 2019

Dopo le elezioni del 12 dicembre, la mappa del Regno Unito è sempre più blu, in Inghilterra e in parte del Galles, ma gialla in Scozia. I laburisti sono trincerati nei bastioni delle maggiori aree urbane: un quarto dei 200 parlamentari rimasti al partito, e gran parte della sua dirigenza, sono stati infatti eletti a Londra. Come e ancor più che nel referendum sulla Brexit del 2016, la capitale appare un mondo diverso rispetto al resto del Paese.

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