Rivista il mulino

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ELEZIONI
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Fernando D'Aniello, 15 May 2017

Prove generali in vista di settembre. Come già in Saarland e nello Schleswig-Holstein, anche nel Nordrhein-Westfalen (NRW, il Land di Colonia, Bonn e Düsseldorf) i conservatori si aggiudicano le elezioni per il Landtag, il Parlamento regionale, ottenendo quasi certamente la guida del prossimo governo del Paese: la Cdu di Armin Laschet guadagna quasi sette punti, attestandosi al 33%.

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Michele Marchi, 10 May 2017

Macron: uno sguardo oltre la vittoria. Dunque Emmanuel Macron è l’ottavo presidente della Quinta Repubblica. L’enarca ha brillantemente superato i primi due turni della sequenza elettorale aprile-giugno 2017. 

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Fernando D'Aniello, 08 May 2017

Schleswig-Holstein: l'effetto Schulz è finito? Alle 18 di ieri si sono chiuse le urne dello Schleswig-Holstein, il Land più a Nord della Germania, per eleggere il nuovo Landtag, il Parlamento, all’interno del quale sarà poi definita la maggioranza di governo.

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A proposito degli entusiasmi per l'affermazione di Macron al primo turno
Mario Ricciardi, 26 April 2017

L’affermazione di Emmanuel Macron nel primo turno delle elezioni presidenziali francesi è stata salutata con soddisfazione da diversi governi europei, e dai vertici delle istituzioni comunitarie. La convinzione comune è che nelle prossime settimane il giovane ex ministro delle Finanze riuscirà a raccogliere il consenso necessario per battere la candidata della destra estrema, Marine Le Pen, e assicurarsi così l’elezione all’Eliseo. La vittoria di Macron, che buona parte degli osservatori danno oggi come molto probabile, viene interpretata come una sconfitta delle tendenze anti-europee e un segnale di speranza per il futuro. Con lui alla guida del Paese, si dice, il pericolo di una liquefazione del nucleo storico del progetto europeo sarebbe sventato.

Tutto bene dunque? A costo di fare la figura del guastafeste, vorrei manifestare alcune perplessità. Dovute non alla preoccupazione, che pure è stata espressa da qualcuno, che Marine Le Pen riesca a intercettare di qui al secondo turno una quantità di voti tale da battere Macron. Per quanto non impossibile, l’ipotesi della rimonta mi sembra infatti poco probabile. A moderare il mio entusiasmo sono piuttosto alcuni elementi di fondo della situazione politica francese, e più in generale europea, che mi fanno dubitare che un eventuale successo del candidato pro-europeo alle elezioni presidenziali francesi possa segnare l’inizio della fine di questa lunga «stagione del nostro scontento». Un prima ragione di perplessità viene dal fatto che la vittoria di Macron è resa possibile anche dalla crisi profonda, forse finale, del Partito socialista, e dalle difficoltà incontrate dalla principale formazione moderata, i Repubblicani, a trovare un candidato fino in fondo credibile. Pur essendo stato ministro in un governo a guida socialista, e avendo dato il proprio nome a provvedimenti importanti, come la legge sul mercato del lavoro, egli ha scommesso sulla disarticolazione dello schema intorno al quale ha ruotato la politica francese negli ultimi decenni. Fondando un proprio movimento, i cui contorni culturali sono peraltro piuttosto vaghi, ma sembrano collocarlo comunque nella tradizione del neo-liberalismo, Macron ha deciso di assecondare le richieste di rinnovamento della politica. Rimane da vedere se questa promessa sarà mantenuta nell’ultima fase della campagna elettorale, e poi, in caso di sua ascesa alla presidenza, nella battaglia decisiva delle elezioni politiche. Qualche segnale emerso in queste ore spinge a dubitarne. Se i Socialisti sembrano allo sbando, i Repubblicani hanno invece, in modo netto e convinto, deciso di appoggiare la sua battaglia. Qualora tale sostegno prendesse le forme di una vera e propria alleanza politica, Macron potrebbe perdere una parte dell’attrattiva che nel primo turno gli veniva dall’essere un candidato fuori dal sistema dei partiti

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Michele Marchi, 26 April 2017

Aspettando il 7 maggio. Il primo turno delle presidenziali in Francia ha prodotto un esito al tempo stesso scontato e storico. I sondaggisti francesi hanno evitato figuracce e il ballottaggio del 7 maggio prossimo vedrà presenti Emmanuel Macron e Marine Le Pen, come da tempo annunciato.Ma il fatto che un simile esito fosse preventivato non ne depotenzia affatto l’importanza e gli aspetti di novità.

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