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PRESIDENZIALI
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Un primo bilancio
Marc Lazar, 23 April 2012

Questo primo turno delle presidenziali francesi può già darci qualche prima, importante indicazione. L’astensionismo si assesta attorno al 20%, circa quattro punti in più rispetto al 2007, quando il livello dell’astensione al voto fu eccezionalmente basso. Ma la partecipazione può essere considerata più o meno equivalente a quella di molte elezioni precedenti, il che conferma che le presidenziali mobilitano i Francesi.

François Hollande è in testa con il 28,6% dei suffragi. Raggiunge così il secondo risultato mai ottenuto da un candidato socialista al primo turno (dopo Mitterrand nel 1988) e ora potrà trarre beneficio da una dinamica a lui favorevole. Jean-Luc Mélenchon, arrivato quarto con l’11,1% dei voti, mostra la persistenza di una cultura della sinistra radicale, minoritaria ma pur sempre di lunga tradizione. Eva Joly, per i Verdi, e i due candidati trotzkisti ottengono in totale poco meno del 4%. Pertanto, sinistra e estrema sinistra ottengono in tutto oltre il 43,5% (circa 8 punti in più rispetto al 2007). L’aumento è significativo ma il livello complessivo della sinistra rimane al di sotto dei buoni risultati ottenuti nei decenni Settanta e Ottanta.

Dal canto loro, destra ed estrema destra raccolgono il 46,8% dei voti, due punti in più rispetto al 2007, ma con un cambiamento interno a questa compagine completamente nuovo. Nicolas Sarkozy non riesce a ottenere che la seconda posizione, con il 27%. Ed è questa la prima volta nella storia della V Repubblica francese: fin qui, infatti, al primo turno il presidente uscente candidato alla riconferma si era sempre classificato al primo posto. Questo risultato deriva da una perdita di 4 punti rispetto a quanto da lui ottenuto nel 2007. Una punizione molto severa dopo il suo primo quinquennato, segnale inequivocabile del fallimento di una campagna da lui molto caratterizzata verso destra nella speranza, come già era avvenuto nel 2007, di catturare ancora una volta l’elettorato del Fronte Nazionale.

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Speciale presidenziali francesi
Christine Vodovar, 19 April 2012

Alla ricerca del centro. La vigilia del voto non si presenta sotto i migliori auspici per il leader centrista François Bayrou. Senza mai essere veramente riuscito a “decollare” nei sondaggi durante la campagna, è sceso a partire dalla seconda metà di marzo dal 15%

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Speciale presidenziali francesi
Marco Gervasoni, 19 April 2012

La forza tranquilla. Fino alla scorsa estate, François Hollande sembrava il più improbabile tra i possibili candidati socialisti all'Eliseo. I sondaggi tra i militanti e tra i francesi lo eclissavano, non solo in favore di Dominique Strauss-Kahn ma anche di Martine Aubry,

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Speciale presidenziali francesi
Michele Marchi, 19 April 2012

L'ombra del padre. Quando fece il suo clamoroso ingresso nella politica francese alle elezioni europee del 1984 (10,9% e 10 deputati eletti), il Front National (Fn) si inseriva nella tradizione della destra antirepubblicana, xenofoba e protestataria, ma sfruttava anche

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Speciale presidenziali francesi
Roberto Colozza, 19 April 2012

La guardia rossa. Una spina nel fianco di François Hollande e del Parti socialiste (Ps). Così la stampa d’opinione francese ama presentare Jean-Luc Mélenchon, sessant’anni, insegnante e giornalista, candidato alle elezioni presidenziali a capo del Front de gauche (Fdg).

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