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RUSSIA
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Luisa Leonini, 06 November 2017

Pochi giorni fa gli avvocati di Facebook, Twitter e Google sono stati interrogati dal Senato degli Stati Uniti per spiegare come abbiano potuto non accorgersi della presenza sulle loro piattaforme di propaganda politica occulta. Quella, in particolare, che sembra essere stata finanziata da account russi durante la campagna per le elezioni presidenziali del 2016 che, giusto un anno fa, ha portato alla vittoria di Donald Trump.

Un nuovo capitolo del cosiddetto «Russiagate» si è così aperto. Facebook, infatti, avrebbe ricavato una cifra superiore ai 100.000 dollari dalla vendita di spazi pubblicitari ad account fake legati a server russi. Il periodo interessato è quello che va dalla discesa in campo di Trump (maggio 2015) al maggio di quest’anno. Gli account coinvolti avrebbero pubblicato post che, pur non riferendosi in maniera esplicita al voto, trattavano, orientando l’opinione del lettore, contenuti oggetto della campagna elettorale: omofobia, xenofobia e politiche migratorie, diritto a possedere armi per difendersi da sé.

Stando a quanto pubblicato dal “New York Times”, oltre 3.000 spazi pubblicitari sulle bacheche degli utenti di Facebook sarebbero stati acquistati da account fake legati alla Russia, raggiungendo 126 milioni di utenti del social di Mark Zuckerberg. A questi andrebbero aggiunti oltre 131.000 messaggi su Twitter e più di 1.000 video caricati su YouTube. Dietro questa vera e propria campagna si celerebbero organizzazioni riconducibili alla Internet Research Agency di San Pietroburgo.

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1917-2017: a cent'anni dalla Rivoluzione
Giovanna Cigliano, 03 February 2017

In una congiuntura globale contrassegnata dallo sgretolamento della teoria della «fine della storia», dal «ritorno della geopolitica» e dalla crisi profonda del «nuovo ordine mondiale»

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Francesco Martino, 16 March 2016

24 novembre 2015: caccia dell’aviazione militare turca abbattono un bombardiere russo SU-24 – impegnato nella campagna di supporto al presidente siriano Bashar al-Assad – velivolo che, secondo Ankara, avrebbe violato lo spazio aereo turco.

Nel momento in cui l’aereo precipita i due Paesi –

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Massimiliano Trentin, 03 November 2015

Le sfide dei negoziati sulla Siria. Nella capitale austriaca si svolgono i nuovi incontri tra gli Stati che sono maggiormente coinvolti nella guerra in Siria. Negli scorsi anni si erano svolti incontri simili a Ginevra, con obiettivi simili: mettere fine al conflitto armato che da cinque anni dilania il Paese mediorientale e che ha causato almeno 300mila morti, sette milioni di siriani costretti a lasciare la propria casa

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Barriere, cemento, filo spinato
Danilo Elia, 21 September 2015

Un milione e mezzo di persone, più dell’intera popolazione di Milano. È questa la dimensione dell’emergenza degli sfollati della guerra in Ucraina. Una crisi che non lambisce le nostre coste, non minaccia i nostri confini ma non per questo richiede meno attenzione da parte dei Paesi occidentali.

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