Rivista il mulino

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RUSSIA
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Paolo Calzini, 14 March 2019

Il sistema degli Stati impegnati in un difficile processo di adeguamento della propria linea di politica estera, in considerazione delle sfide maturate in una situazione di diffusa instabilità, è attualmente in crisi.

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Nicola Melloni, 27 March 2018

Le recenti elezioni russe hanno visto la scontata conferma di Putin a capo di Stato per la quarta volta. Il risultato non è mai stato in discussione.

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Arnaldo Testi, 06 December 2017

Michael Flynn che parla con i russi?  È​ free speech, stupido! Incontrando l’allora ambasciatore russo a Washington, Sergey Kislyak, alla fine di dicembre 2016, e discutendo con lui di come il governo russo avrebbe potuto o dovuto reagire a certe decisioni del governo americano, Michael Flynn ha commesso un reato?

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Luisa Leonini, 06 November 2017

Pochi giorni fa gli avvocati di Facebook, Twitter e Google sono stati interrogati dal Senato degli Stati Uniti per spiegare come abbiano potuto non accorgersi della presenza sulle loro piattaforme di propaganda politica occulta. Quella, in particolare, che sembra essere stata finanziata da account russi durante la campagna per le elezioni presidenziali del 2016 che, giusto un anno fa, ha portato alla vittoria di Donald Trump.

Un nuovo capitolo del cosiddetto «Russiagate» si è così aperto. Facebook, infatti, avrebbe ricavato una cifra superiore ai 100.000 dollari dalla vendita di spazi pubblicitari ad account fake legati a server russi. Il periodo interessato è quello che va dalla discesa in campo di Trump (maggio 2015) al maggio di quest’anno. Gli account coinvolti avrebbero pubblicato post che, pur non riferendosi in maniera esplicita al voto, trattavano, orientando l’opinione del lettore, contenuti oggetto della campagna elettorale: omofobia, xenofobia e politiche migratorie, diritto a possedere armi per difendersi da sé.

Stando a quanto pubblicato dal “New York Times”, oltre 3.000 spazi pubblicitari sulle bacheche degli utenti di Facebook sarebbero stati acquistati da account fake legati alla Russia, raggiungendo 126 milioni di utenti del social di Mark Zuckerberg. A questi andrebbero aggiunti oltre 131.000 messaggi su Twitter e più di 1.000 video caricati su YouTube. Dietro questa vera e propria campagna si celerebbero organizzazioni riconducibili alla Internet Research Agency di San Pietroburgo.

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1917-2017: a cent'anni dalla Rivoluzione
Giovanna Cigliano, 03 February 2017

In una congiuntura globale contrassegnata dallo sgretolamento della teoria della «fine della storia», dal «ritorno della geopolitica» e dalla crisi profonda del «nuovo ordine mondiale»

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