Rivista il mulino

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SCUOLA
Mauro Barberis, 27 September 2010

Il Pasticcio di Adro – espressione ormai idiomatica, come la Disfida di Barletta – ci riserva ogni giorno nuove sorprese. La simpatica vicenda della scuola pubblica decorata con settecento Soli delle Alpi, per non parlare del crocefisso inchiavardato alla parete, riempie ormai intere pagine web. Particolarmente fotografato lo zerbino della scuola, anch’esso decorato del glorioso simbolo padano: con intere comitive di studenti, s’immagina, che vengono anche da fuori regione a pulircisi voluttuosamente le scarpe. Mancano invece notizie sui bagni della scuola: ma per arrivare a settecento, qualche Sole delle Alpi devono avercelo messo anche lì. Un bel progresso, rispetto alla scuola di un tempo. Una volta, a disegnare sui muri svastiche, cuori infranti e oscenità varie dovevano pensarci gli studenti; oggi, invece, ci pensa direttamente l’amministrazione comunale.
Ma il protagonista indiscusso della vicenda è lui, il sindaco di Adro Oscar Danilo Lancini, a guida di un monocolore leghista eletto con il sessantadue per cento dei voti. In tempi di personalizzazione della politica, ci si può limitare a parlare del peccato avendo a disposizione un peccatore del genere?

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Bruno Simili, 13 September 2010

Accingendosi a scrivere della scuola italiana mentre comincia l’anno scolastico, il titolo dovrebbe essere «La scuola italiana, un istituto gravemente screditato». Servirebbe poi un sottotitolo, che potrebbe suonare più o meno così «Comincia l’anno scolastico, ma nessuno sa dove andrà a finire». Non sarebbe una battuta, purtroppo, tale e tanta è la confusione sotto il cielo. Intanto, nel miglior stile made in Italy, a dispetto di norme e regolamenti scolpiti sulla pietra l’incertezza regna sovrana. La ministra Mariastella Gelmini ci ha tenuto molto a sottolineare che «per la prima volta dal 1923 [Riforma Gentile, N.d.R.] le nuove indicazioni nazionali riformano organicamente i contenuti dell’istruzione liceale». Ci sarebbe da esserne lieti. Se non fosse che non è invece la prima volta (forse neppure la seconda, né la terza) che le famiglie italiane si sentono dire che c'è la «Riforma», cercano di capirci qualcosa (faticosamente) e si vedono arrivare poco dopo una «Contro-riforma».{C}

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Mauro Barberis, 02 March 2009

Ma sono davvero la cultura, la scuola e l’università la palla al piede di questo Paese? Ed è quindi proprio alla cultura che, in tempi di tagli e sacrifici generali, bisogna rivolgersi per turare le falle del bilancio pubblico? Viene da chiederselo oggi, davanti alla polemica lanciata da Alessandro Baricco – un maestro nel civettare con lo spirito del tempo – sulle sovvenzioni statali al teatro, alla musica classica, all’opera lirica. Tutti soldi da destinare, secondo lui, alla cultura di massa: l’unica di cui lo Stato potrebbe ormai farsi carico, e che comprenderebbe soprattutto, se non esclusivamente, la televisione e la scuola.

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