Rivista il mulino

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SCUOLA
Maestri, alunni e professori: va sempre tutto bene nelle classi della fiction italiana
Luca Barra, 26 May 2015

8 febbraio 2015, Raitre, ore 21.40 circa. Fabio Fazio e Luciana Littizzetto, come da lunga consuetudine, al termine della puntata domenicale di Che tempo che fa, danno la linea alla successiva programmazione della rete: raccoglie il testimone Presadiretta di Riccardo Iacona, che dedica un’inchiesta alla riforma della scuola, raccontata in modo non troppo lusinghiero;

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Francesca Crivellaro, 14 May 2015

Nel marzo 2015, diversi genitori e associazioni si sono mobilitati contro le insegnanti di alcune scuole dell’infanzia di Trieste e contro i promotori del progetto "Pari o dispari? Il gioco del rispetto", un progetto nato con l’obiettivo di favorire il superamento degli stereotipi di genere sin dalla scuola dell’infanzia per la promozione del rispetto e la prevenzione della violenza. Le accuse mosse spaziavano dal forzare bambine e bambini a travestirsi scambiandosi i vestiti, all’istigazione a toccarsi le parti intime;

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Maria Pia Donato, 02 April 2015

Nonostante il passaggio da un decreto a un disegno di legge, “La Buona Scuola” resta in sostanza un intervento sull’assorbimento dei precari, in sé benemerito. Nessun accenno ai cicli (neanche per la vituperata scuola media) o sull’incongruenza tra fine dell’obbligo e gli obiettivi formativi delle varie materie, nessuna indicazione sui contenuti e i metodi dell’insegnamento se non qualche accenno ai supporti informatici.

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Mauro Piras, 30 March 2015

La riforma della scuola inizia il suo percorso parlamentare. Il Consiglio dei Ministri ha finalmente approvato un disegno di legge di “Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione”, che contiene anche una delega “per il riordino delle disposizioni legislative vigenti”. La “Buona scuola” diventa dunque realtà? 

Non è così semplice. Questo disegno di legge ha ben poco a che fare con il documento presentato a settembre

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Paolo Ferratini, 26 February 2015

Facciamo un esperimento mentale. Immaginiamo di essere degli studiosi di sociologia interplanetaria, che si occupino di capire, venendo da un altro mondo, che cosa spinga giovani umani dai tre ai diciannove anni a entrare in edifici tutti tra loro simili, intrattenervisi con umani adulti che parlano e scrivono alla lavagna, per poi uscirne, dopo cinque, sei o dieci ore.

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