Rivista il mulino

POVERTÀ
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La spinta centrifuga data da Bergoglio a una Chiesa paralitica
Marco Burini, 07 March 2016

Gli anniversari sono trappole retoriche per definizione ma, nel caso dei tre anni di Jorge Mario Bergoglio al timone della barca di Pietro, oltre allo sbadiglio si rischia di andare fuori rotta.

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9 euro al mese per surrogare la mancanza di giustizia e la rinuncia alla dimensione sociale e politica
Gabriele Vannini , 07 January 2016

Ho il massimo rispetto per il mondo della cooperazione internazionale e per le decine di migliaia di persone che vi investono tempo, risorse, energie, spesso in situazioni di altissimo rischio, come dimostrano i tanti cooperanti rimasti vittime in questi anni del terrorismo e della barbarie.

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Il bonus da 80 euro favorisce il Nord
Gianfranco Viesti, 09 December 2015

Le condizioni economiche del Mezzogiorno, a partire dal 2011, sono peggiorate molto di più di quelle del resto del Paese. La domanda più importante è: perché? Una parte della risposta è questa: perché le politiche economiche degli ultimi anni, al posto di provare a ridurre i crescenti squilibri territoriali nei redditi, non li hanno contrastati; in alcuni casi li hanno favoriti.

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Numeri impressionanti di cui si parla troppo poco in un Paese ricco come il nostro
Enrica Morlicchio, 07 December 2015

L’ultimo Rapporto annuale di Save the Children è un pugno nello stomaco. L’effetto su chi legge non è dovuto solo alla denuncia sociale che lo sorregge, e neanche alle belle immagini e alle storie riportate. C’è questo, ma anche molto di più. Il rapporto è frutto di un lavoro ben fatto e del tutto originale di documentazione sulla condizione dei minori in Italia che mostra come in questo caso, drammaticamente, coincidono visibilità sociale – ciò che attrae maggiormente l’attenzione dei mass media e dell’opinione pubblica e suscita una reazione emotiva – e incidenza statistica – quanto (e dove) il fenomeno è effettivamente diffuso. Trentuno bambini morti per mano della mafia in Sicilia negli ultimi quattro anni sono un dato statistico rilevante che però parla anche ai nostri cuori. Due milioni di bambini poveri chiamano in causa la nostra idea di giustizia sociale anche per la grandezza del numero.

L’effetto pugno nello stomaco non si deve solo a questo. Il Rapporto ci fa toccare con mano cosa significa essere un bambino povero senza indulgere nel miserabilismo. Ci ricorda che in Italia vivono circa due milioni di minori in condizione di povertà relativa (con un reddito cioè al di sotto di 1.700 euro per una famiglia di quattro persone): sono uno su cinque. Nel Mezzogiorno diventano uno su tre, in Calabria uno su due. Il 7% dei bambini non riesce a festeggiare il suo compleanno e a invitare amici per giocare e mangiare insieme. Oltre il 10% dei minori (il 16% nel Mezzogiorno) non può partecipare a gite scolastiche o a eventi a pagamento organizzati dalle scuole, l’11% (il 15% nel Mezzogiorno) non dispone di uno spazio adeguato per studiare. 

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Enrica Morlicchio, 02 November 2015

Il 1° gennaio 2015 è entrato in vigore un nuovo sistema di calcolo dell’Isee, l’indicatore della condizione economica equivalente – introdotto per la prima volta in Italia nel 1998 – tramite il quale viene regolamentato l’accesso a prestazioni di Welfare locali come asili nido, mense scolastiche, servizi socio-sanitari domiciliari e residenziali. Questo strumento accoglie in gran parte le innovazioni introdotte con la legge n. 214 del 2011, a seguito di un processo molto lungo e complesso di mediazione politica. Tra i principali cambiamenti vi è l’adozione di una definizione più ampia di reddito disponibile che include anche gli assegni familiari, le borse di studio, gli assegni sociali, le indennità di accompagnamento e le pensioni di invalidità. In aggiunta a ciò la riforma attribuisce un maggior peso alla componente patrimoniale, introduce una differenziazione dell’Isee a seconda del tipo di intervento (ad esempio per l’università e la sanità) e inoltre prevede un inasprimento delle forme di controllo mediante sia una riduzione delle dichiarazioni autocertificate sia un incrocio tra le banche dati fiscali e contributive. Infine essa presta maggiore attenzione alla adeguatezza del reddito rispetto ai bisogni familiari, stabilendo alcune agevolazioni per le famiglie con componenti disabili, per le famiglie con tre e più figli e per le persone non autosufficienti.

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